Interrogazione (linguistica)

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L'interrogazione è un tipo di atto linguistico teso a richiedere all'interlocutore una informazione o una azione. Può essere effettuato attraverso mezzi morfologici (utilizzo di particelle dedicate), sintattici (inversione dell'ordine) o prosodici (intonazione ascendente).[1]

Sono dette "proposizioni interrogative" o solo "interrogative" le proposizioni che servono a formulare o esplicitare una domanda.

Ancora da un punto di vista sintattico, un'interrogazione diretta (Quando sei arrivata?) pone come implicito un enunciato come "ti chiedo", "avanzo la seguente domanda" e questa componente implicita viene esplicitata nelle interrogative indirette (Ti chiesi se fossi arrivata).[2]

Da un punto di vista di linguistica pragmatica, l'atto linguistico espresso dalla domanda Mi passi lo zucchero? non è interrogativo ma direttivo, perché questo è il suo senso profondo. La domanda prende il posto dell'ordine nel caso in cui non sussista tra gli interlocutori l'adeguata relazione sociale, che può consistere nell'intimità o nel rapporto gerarchico.[3]

È detta domanda retorica l'interrogazione che già contiene una risposta (di assenso o di diniego) e tale risposta sollecita nell'interlocutore. Tale atto linguistico non deriva quindi da una reale mancanza di informazione, ma ha appunto funzione retorica, nella misura in cui pone un'enfasi nel contenuto così espresso.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Beccaria (a cura di), Dizionario di linguistica, 2004, cit., p. 412.
  2. ^ a b Marchese, op. cit., ad vocem.
  3. ^ Marchese, op. cit., pp. 33 e 148.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]