Pegasus Airlines

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Pegasus Airlines
Logo
Pegasus B737-800 TC-ARP ZRH 2011-08-12 01.jpg
StatoTurchia Turchia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1989 a Istanbul
Sede principaleIstanbul
SettoreTrasporto
Prodotticompagnia aerea
Sito webwww.flypgs.com/
Compagnia aerea a basso costo
Codice IATAPC
Codice ICAOPGT
Indicativo di chiamataSUNTURK
HubIstanbul-Sabiha Gökçen
Flotta77 (nel 2018)
Destinazioni102 (nel 2018)
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Pegasus Airlines (tur., Pegasus Hava Taşımacılığı A.Ş.) è una compagnia aerea a basso costo turca con base a Istanbul, la cui più importante base operativa è l'Aeroporto Internazionale Sabiha Gökçen, che opera tra Europa e Medio Oriente, collegando tra loro 63 aeroporti situati in 61 città di 16 Paesi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Pegasus Airlines fu fondata il 1º dicembre 1989 come compagnia di voli charter del gruppo di Aer Lingus. Il servizio iniziò il 15 aprile 1990, con una flotta composta da due Boeing 737-400[1].

Dopo un periodo di flessione, a causa della Guerra del Golfo (1991) che causò una notevole diminuzione del turismo in Turchia, nel 1992 la Pegasus riprese e addirittura incrementò il numero dei passeggeri, tanto da dover acquistare un terzo Boeing 737-400 nello stesso anno[2]. Di lì a poco, la compagnia ottenne in leasing altri due Airbus A320, portando così la flotta a cinque unità[2].

Nel 1994 l'Aer Lingus vendette le proprie azioni di Pegasus alla società Yapi Kreditbank di Istanbul. Da quel momento, la Pegasus Airlines divenne una società interamente turca[3]. A partire dal 1997, la flotta fu sensibilmente ingrandita e potenziata, grazie all'acquisto di nuovi Boeing 737 di ultima generazione.

Nel 2005 ESAS Holding acquistò la Pegasus Airlines, ponendo Ali Sabancı come presidente e trasformando la compagnia in una low-cost. Ulteriori ingrandimenti della flotta hanno portato la Pegasus Airlines a diventare la prima delle compagnie private turche per numero di passeggeri. Nel 2008, oltre 4 milioni e 400.000 passeggeri hanno volato con Pegasus[4].

Flotta[modifica | modifica wikitesto]

Boeing 737-800 della Pegasus Airlines

Alla data dell'8 luglio 2018, la flotta di Pegasus risultava composta in totale da 77 velivoli, di cui 33 Airbus A320 e 44 Boeing 737. Quattro ulteriori velivoli (un Airbus A320 e tre Boeing 737) sono stati ordinati[5].

Incidenti[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 gennaio 2018, il volo Pegasus Airlines 8622, operato da un Boeing 737-800 (marche TC-CPF) decollato da Ankara, in fase di atterraggio a Trebisonda (Trabzon) è uscito di pista sul lato sinistro, finendo su un pendio che da sul mare, rimanendo in bilico sul terrapieno a pochi metri dal Mar Nero. Non ci furono vittime né feriti fra le 168 persone a bordo grazie al fatto che il terreno, reso fangoso dalle recenti piogge, costituì un forte freno per i carrelli e per la parte inferiore dei motori arrestandolo prima di finire in acqua. L'aereo è stato dichiarato irrecuperabile per i danni subiti, fra cui il distacco del pilone del motore n.2 dalla semiala destra. La fusoliera ha fortunosamente resistito nell'uscita di pista mantenendo la sua integrità.

Il 7 gennaio 2020, il volo Pegasus Airlines 7477, operato con lo stesso modello di aereo del volo precedente (marche TC-CCK), ha compiuto un'altra uscita di pista in atterraggio a Istanbul presso l'aeroporto Sabiha Gökçen (IATA: SAW): l'aeroporto venne temporaneamente chiuso; a bordo 164 passeggeri evacuati con gli scivoli dagli AAVV, e che, insieme ai membri d'equipaggio, non riportarono conseguenze.

Il 5 febbraio 2020, il volo Pegasus Airlines 2193, operato da un altro Boeing 737-800 (marche TC-IZK) proveniente da Smirne con 177 persone a bordo, è uscito di pista all'aeroporto Sabiha Gökçen; in condizioni di maltempo il pilota ha tentato l'atterraggio nonostante la componente di vento in coda superasse ampiamente i limiti di certificazione del mezzo, e dopo aver sorvolato ben 1900 m della pista disponibile, invece di effettuare una riattaccata, ha toccato terra, non riuscendo poi ad arrestarsi nello spazio residuo di circa soli 1000 m ed uscendo di pista. Il velivolo si è arrestato a breve distanza da una trafficata superstrada, spezzandosi in tre parti e causando tre vittime (fra cui il pilota) e 179 passeggeri ospedalizzati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Pegasus Airlines, in Transport Stations. URL consultato il 5-8-2010 (archiviato dall'url originale il 13 gennaio 2010).
  2. ^ a b (EN) Pegasus-Details and Fleet History, in Plane Spotters. URL consultato l'11-7-2013.
  3. ^ (EN) Pegasus Airlines (H9), in Liligo.com. URL consultato il 5-8-2010.
  4. ^ (EN) "Pegasus Tea Conversations with CEOs" goes to London, in Sabancı. URL consultato il 5-8-2010 (archiviato dall'url originale il 27 maggio 2010).
  5. ^ Pegasus Fleet Details and History, su Planes Potters. URL consultato il 19 luglio 2018.

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