Patrick Drahi

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Patrick Drahi nel 2015

Patrick Drahi (Casablanca, 20 agosto 1963) è un imprenditore francese di origini marocchine, fondatore e presidente di Altice, una multinazionale di telecomunicazioni e reti via cavo con sede nei Paesi Bassi, quotata alla Borsa di Amsterdam e maggiore azionista dell'operatore francese Altice France, Virgin Mobile, dell'operatore israeliano Hot, di Portugal Telecom, Altice Dominicana e American Suddenlink (ora Altice Usa). Proprietario dal giugno 2019 della casa d'asta Sotheby's,[1][2][3] possiede attraverso Altice France diversi media israeliani, tra cui i24news, e francesi tra cui Libération, L'Express, BFM TV e RMC, controlla Altice grazie ad una holding personale, Next Limited Partnership, registrata a Guernsey, ha cittadinanza francese, portoghese e israeliana,[4] e dal 1999 vive in Svizzera.[5] Secondo Forbes, nel 2020 è il 190° uomo più ricco al mondo con un patrimonio di 12,5 miliardi di dollari.[6].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Casablanca da famiglia ebraica marocchina (il padre e la madre erano insegnanti di matematica), all'età di 14 anni si trasferisce con la famiglia in Francia, a Montpellier. Nel 1983, dopo le lezioni preparatorie al Lycée Joffre de Montpellier, entra nell'École polytechnique e completa la formazione all'École nationale supérieure des télécommunications.

Dopo la laurea lavora per cinque anni in Philips, occupandosi di ricevitori satellitari, prima di entrare nel gruppo svedese Kinnevik. Quindi comincia a rilevare in Francia aziende in difficoltà nel settore delle reti via cavo ricorrendo al leveraged buyout, una gestione degli investimenti che consente l'assunzione di un pesante debito per l'acquisto di una società per poi ristrutturarla per aumentare i profitti finanziari e rimborsare i prestiti contratti.

Nel maggio 2001 crea la sua società, il fondo di investimento Altice. Nel 2002 compra l'azienda alsaziana Is Videocommunication e si ritrova in meno di 4 anni alla guida del 99% del cavo francese. Altice rileva tra gli altri Numericable, Noos, France Telecom Cable, TDF Cable e, con l'aiuto di altri due fondi di investimento, Cinven e Carlyle, UPC France per 2 miliardi di euro.

Alla fine ha un numero molto elevato di reti via cavo, ma tutte molto eterogenee. Drahi inizia quindi un lavoro di integrazione con l'obiettivo di collegare 4 milioni di case entro il 2008. Questo lungo lavoro ha un impatto sulla qualità delle reti, tanto che nel 2007 abbandona Noos, troppo criticato dai clienti, per mantenere solo la sua potente filiale, Numericable. Quell'anno acquista anche la società Completel lanciando un'offerta pubblica di acquisto (OPA).

Nel 2009 acquisisce all'estero tre nuove reti via cavo, cavo TV Martinica (MTVC), World Satellite Guadeloupe e Valvision, per 22 milioni di dollari. Nel giugno 2013 rileva il primo operatore alternativo del DOM-TOM, Outremer Telecom, attivo sia nell'accesso a Internet sia in rete fissa e mobile. La sua intenzione è di fonderlo con gli operatori via cavo di Guadalupa e Martinica già in suo possesso.

Nell'autunno del 2013 porta in Borsa Numericable; la quotazione gli consentirà di finanziare altri acquisti del suo fondo di investimento, tra cui l'operatore della Reunionese Mobius. Nel gennaio del 2014 è quotato anche Altice, Drahi piazza sul mercato tra 1,3 e 1,5 miliardi d'euro di azioni.[7]. Contemporaneamente Drahi porta a termine un'altra operazione: mentre prima controllava il 20,6% di Numericable attraverso Altice, ora arriva al 40% ottenendo pochi giorni più tardi l'approvazione dell'Autorità per la concorrenza.[8].

Nell'aprile 2014 salva dal fallimento, insieme a Bruno Ledoux, il quotidiano Libération con un investimento di 18 milioni di euro.[9]. Nello stesso periodo si aggiudica all'asta da Vivendi, battendo l'offerta del colosso Bouygues e nonostante l'ostilità del governo socialista francese,[10] il secondo gestore di telecomunicazioni francesi, SFR, con un investimento di 13,5 miliardi di euro, in buona parte a debito.[10] E per renderlo ancora più forte si aggiudica per 370 milioni di euro all'anno l'esclusiva della Champions League sino al 2021.[10] In un'audizione davanti al Senato francese che si chiede come abbia fatto uno sconosciuto come lui a comprare SFR, Drahi risponderà: "Dormo sonni più sereni con un debito di 50 miliardi sulle spalle piuttosto che quando devi rimborsare 50 mila euro".[10]

Nel dicembre 2014 rileva Portugal Telecom per 7,4 miliardi di euro. Il 9 gennaio 2015 compra per meno di 10 milioni di euro dal gruppo belga Roularta le riviste francesi più importanti della società: L’Express, L’Expansion, Studio Ciné live, Lire, Mieux vivre votre argent, Classica e Pianiste[11]. Quattro mesi più tardi, il 20 maggio 2015, acquisisce il 70% dell'operatore statunitense di televisione via cavo Suddenlink Communications, trasformata in seguito in Altice Usa.

Il 21 giugno 2015 Altice annuncia un'offerta pubblica di acquisto su Bouygues Télécom per 10 miliardi di euro, ma l'offerta è respinta. Nell'agosto 2015 la società sposta la propria sede, dal Lussemburgo nei Paesi Bassi, per poter sfruttare la ancora più flessibile legislazione olandese nell'ambito dell'amministrazione aziendale. Infatti, la presenza della dual-class share nell'ordinamento legislativo olandese consente a Drahi di detenere il 92% dei diritti di voto nella società nonostante possieda solamente il 58,5% delle azioni.

Nel 2016 Altice rileva l'operatore televisivo via cavo statunitense Cablevision per 7,7 miliardi di dollari, diventando il quarto più grande fornitore di servizi via cavo negli Stati Uniti. Nel marzo 2017 compra la start-up olandese di pubblicità video Teads, cinque mesi più tardi, in agosto, raggiunge (dopo averci già provato in passato) il 95% in SFR e ne annuncia l'uscita dalla Borsa.[12]

Nel giugno 2019 acquisisce il controllo della casa d'aste Sotheby's per 3,7 miliardi di dollari,[1][2][3], saldati in parte cedendo il 2,5% (valore di 400 milioni di dollari) di Altice Usa, accollandosi il debito di Sotheby's e utilizzando la linea di credito concessa da Bnp Paribas per 2 miliardi abbondanti.[10] Sempre nello stesso mese l'ex divisione Usa di Altice viene scorporata tramite un'offerta pubblica di vendita, rendendola indipendente dal resto del gruppo che ha nel complesso oltre 49 miliardi di debiti, spalmati per il 60% sulle società europee e il resto in quella americana.[10]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Sposata con Linda, una siriana greco-ortodossa. Quattro i figli.

Collezionista d'arte e assistito da Samuel Valletta, responsabile dei grandi clienti di Sotheby's, possiede dipinti di Marc Chagall e Picasso.[3][10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Sotheby's a Drahi per 3,7 miliardi di dollari, su ansa.it, 17 giugno 2019. URL consultato il 17 giugno 2019.
  2. ^ a b Sotheby's venduta a Patrick Drahi, su aifi.it, 20 giugno 2019. URL consultato il 20 giugno 2019.
  3. ^ a b c (EN) Drahi self made french cable Tycoon with rich taste in art, su timesofisrael.com, 18 giugno 2019. URL consultato il 28 giugno 2019.
  4. ^ (FR) Le futur actionnaire de SFR a-t-il renoncé à être français?, su challenges.fr, 14 marzo 2014..
  5. ^ (FR) Grégory Raymond, Qui est Patrick Drahi, le sulfureux patron de Numericable, su huffingtonpost.fr, 14 marzo 2014.
  6. ^ (EN) Patrick Drahi, su forbes.com, gennaio 2020.
  7. ^ (FR) Altice va placer sur le marché entre 1,3 et 1,5 milliard d'euros, su agefi.fr, gennaio 2014.
  8. ^ (FR) Nil Sanyas, L'Autorité de la concurrence valide le rachat de Numericable par Altice, su pcinpact.com, 24 gennaio 2014.
  9. ^ (FR) Alexandre Debouté, Sauvé par Patrick Drahi, Libération entame une nouvelle ère, in Le Figaro, 12 giugno 2014.
  10. ^ a b c d e f g Ugo Bertone, L'artista del debito, su ilfoglio.it, 8 luglio 2019. URL consultato il 20 agosto 2019.
  11. ^ (FR) Enguérand Renault, Patrick Drahi rachète L'Express-L'Expansion pour moins de 10 millions, in Le Figaro, 8 gennaio 2015.
  12. ^ L'estate calda di Altice: Sfr verso il delisting e Charter nel mirino, su corrierecomunicazioni.it, 10 agosto 2017. URL consultato il 20 agosto 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Elsa Bembaron, Patrick Drahi, l'orge des networks, Editions de l'Archipel, 2017 ISBN 2809823006

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