Patologia dentale umana

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La patologia dentale umana è quella parte della patologia orale che studia come individuare e curare le patologie dentali e dei tessuti paradontali.

Carie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Carie dentaria.

La carie è una patologia che colpisce i tessuti duri del dente fino ad arrivare alla polpa dentaria, la quale però non viene intaccata dalla malattia. La cause che la determinano sono varie, sia di natura esterna che interna, ma è stato stabilito con certezza che una delle principali cause è rappresentata dall'accumulo di placca batterica, la quale può essere favorita anche da altre patologie, come il tartaro.
La carie rimane la malattia più diffusa (almeno il 90% della popolazione mondiale è affetta da carie), per lo più concentrata nei paesi tecnologicamente avanzati, a causa del tipo di alimentazione, e nel sesso femminile, a causa di stati fisiologici come la gravidanza e l'allattamento.

Pulpite[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Pulpite.

La pulpite è un'infiammazione di origine batterica della polpa dentaria: il contatto tra la polpa e i germi avviene attraverso il canale scavato nei tessuti duri dall'azione della carie.

Malattie paradontali[modifica | modifica wikitesto]

Comprendono tutte le malattie infiammatorie e recessive delle gengive e del parodonto.

Gengivite[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gengivite.

La gengivite è un'infiammazione che si può manifestare in più punti delle gengive contemporaneamente. Generalmente ricade sulla parte superficiale della gengiva ed è di natura batterica.

Paradontite[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Parodontite.

La paradontite, o parodontite, è un'infiammazione del parodonto, caratterizzata dall'assorbimento dell'osso mascellare o mandibolare, dalla formazione di tasche patologiche e dall'atrofia ossea. In genere, ha origine da una gengivite e, insieme alla carie, è una della malattie più diffuse al mondo.

Anomalie dentali numeriche[modifica | modifica wikitesto]

Le patologie di numero che coinvolgono gli elementi dentali possono riguardare l'assenza totale, parziale o singola dei denti oppure un loro aumento.

Agenesia[modifica | modifica wikitesto]

Si definisce agenesia dentaria o dentale l'assenza congenita di uno o più elementi dentali. L'agenesia è per definizione una patologia che riguarda il follicolo dentale (struttura embrionale da cui si formerà il dente), il quale può subire differenti processi morbosi che ne impediscono la formazione. Il follicolo può non formarsi per difetto genetico (per mancata invaginazione e specializzazione della lamina epiteliale dello stomodeo) oppure la sua formazione iniziale può essere abolita da fattori esterni, rappresentati principalmente da traumi, processi infettivi, carenze nutrizionali (avitaminosi), o da fattori interni, come patologie neuroendocrine (ipopituitarismo) ed esposizione a tossici ambientali (es. diossine, bifenili policlorinati).[1][2][3][4][5][6]

L'agenesia totale della dentizione decidua viene definita agenodonzia e rappresenta un evento rarissimo nella specie umana. Essa comporta l'assenza totale anche della dentatura permanente, definita come ablastodonzia (la dentatura permanente si forma infatti per la presenza del cosiddetto gubernaculum dentis, struttura embriologica derivante dal follicolo dentale deciduo, per cui un'agenesia decidua comporta sempre l'agenesia del corrispettivo dente permanente). L'agenodonzia e l'ablastodonzia costituiscono due entità cliniche di eccezionale rilievo e si associano sempre ad altre patologie all'interno di gravi sindromi genetiche.
Le agenesie parziali possono essere simmetriche oppure casuali e vengono classificate in base all'assenza di un numero di denti che può essere superiore o inferiore al numero di denti presenti solitamente all'interno di una emiarcata. Vengono definite come oligodonzie e ipodonzie: l'oligodonzia è l'assenza di un numero di denti superiore alla metà della rispettiva dentizione, si riconoscono pertanto oligogenodonzie, assenza di oltre 10 denti nella dentizione decidua (normalmente infatti la dentizione decidua è costituita da 20 elementi dentali) e oligoblastodonzie, assenza di oltre 16 denti nella dentizione permanente (normalmente costituita da 32 elementi dentali); le ipodonzie si possono definire come l'assenza di un numero di denti inferiore alla metà della rispettiva dentizione, si riconoscono pertanto ipogenodonzie, assenza di numero di denti inferiore a 10 nella dentizione decidua, e ipoblastodonzie, assenza di un numero di denti inferiori a 16 nella dentizione permanente. Anche le agenesie parziali costituiscono dei reperti clinici di rara osservazione e per lo più legate a sindromi malformative come:

Di frequente riscontro, invece, risultano le agenesie singole, cioè l'assenza di un tipo di dente mono o bilateralmente: gli elementi dentali che più frequentemente risultano agenetici sono (in ordine di frequenza) l'incisivo laterale superiore, il terzo molare inferiore e i secondi premolari superiori; l'agenesia singola è un processo che interessa sempre gli ultimi elementi della serie dentale (es. l'incisivo laterale superiore rappresenta l'ultimo elemento della serie degli incisivi così come il terzo molare rappresenta l'ultimo elemento della serie molare).

Le agenesie totali e parziali causano seri problemi ortognatodontici derivanti dalla riduzione della dimensione verticale, dall'alterazione delle classi dento-scheletriche e dalla difficoltosa terapia protesico-riabilitiva.

Uno studio correla le agenesie nel sesso femminile con una aumentata incidenza di cancro alle ovaie[7].

Iperodonzia[modifica | modifica wikitesto]

L'iperodonzia è definita come la presenza in eccesso di uno o più denti rispetto alla relativa dentizione. Si distinguono una iperodonzia vera, quando gli elementi in eccesso sono effettivamente in surplus, ed una pseudoiperodonzia, quando gli elementi in eccesso non sono effettivamente tali, ma rappresentano denti decidui persistenti.

Gli elementi dentali iperodontici vengono distinti in sovrannumerari e supplementari. I denti sovrannumerari sono elementi dentali formatisi in eccesso, ma con una struttura amelo-dentinale e corono-radicolare regolare, molto o del tutto simile a quella dei denti normali. I denti supplementari sono elementi dentali formatisi in eccesso, ma con una struttura corono-radicolare irregolare, costituendo nella maggior parte dei casi dei denti rudimentali.

Anomalie numeriche a sé stanti sono invece da considerarsi il mesiodens e il quarto molare o nono: il mesiodens viene così definito in quanto rappresenta un dente che erompe sul piano sagittale fra i due incisivi superiori causando notevoli problemi di natura ortodontica e chirurgica (qualora sia in inclusione); il quarto molare è un elemento che erompe nei settori estremo-dorsali, prevalentemente dell'arcata mandibolare, causando per la sua posizione (talora localizzata sulla branca montante) problematiche chirurgiche.

L'iperodonzia, parimenti alle ipodonzie, causa problemi ortodontici, classicamente, di affollamento e rotazione dentaria, e deve essere trattata chirurgicamente.

Anomalie dentali morfologiche[modifica | modifica wikitesto]

Le anomalie dentali di forma possono riguardare tutto il dente o solo parte di esso, corona o radice.

Dens in dente e dens evaginatus[modifica | modifica wikitesto]

Il Dens in dente, detto anche dens invaginatus, è un'anomalia dei tessuti del germe dentario, incaricati della formazione della futura corona. Essi si introflettono nel germe stesso, creando una formazione dentaria all'interno della cavità pulpare del dente principale; in pratica formano un “dente dentro un dente”.
Nel caso in cui i tessuti dentali si estroflettessero, si avrà invece un Dens evaginatus, una formazione dentaria che si sviluppa sopra il dente principale.

Taurodontismo[modifica | modifica wikitesto]

Il taurodontismo è dovuto alla presenza di radici dentali molto corte e un notevole ampliamento della camera pulpare, che portano alla formazione di un dente con un colletto “taurino” (taurodente). Questa anomalia riguarda principalmente i denti molari, ed è molto frequente nei soggetti con sindrome Down.

Tubercoli paramolari[modifica | modifica wikitesto]

Un tubercolo paramolare è una protuberanza tondeggiante, singola, che si sviluppa sulla superficie liscia dei molari superiori.

Denti congiunti[modifica | modifica wikitesto]

Sotto questa etichetta sono raggruppati quattro fenomeni che riguardano uno o due germi dentari:

  1. Fusione: è l'unione di due denti che fanno parte del numero complessivo naturale dei germi dentari.
  2. Geminazione: singolo germe dentario che forma due o più sue appendici, generando una forma anomala di sé stesso.
  3. Concrescenza: fenomeno che riguarda due germi dentari, i quali si sviluppano normalmente, rimanendo però congiunti alla radice.
  4. Gemellarità: scissione di un germe dentario, che forma così due denti che sono l'uno l'immagine speculare dell'altro.

Microdonzia e Macrodonzia[modifica | modifica wikitesto]

Sono anomalie di dimensione che possono interessare tutti i denti, ed essere quindi parte di una condizione generale dell'organismo (nanismo o gigantismo); oppure possono interessare solo alcuni denti simmetrici, posti sulla stessa arcata. Nel caso della microdonzia, solitamente si hanno degli incisivi laterali o dei terzi molari più piccoli; la macrodonzia riguarda generalmente gli incisivi centrali superiori.

Ipoplasia dello smalto[modifica | modifica wikitesto]

L’ipoplasia dello smalto è un fenomeno dovuto all'alterazione dello smalto e si manifesta in maniera permanente negli individui, poiché lo smalto non è soggetto a sostituzione nel tempo. Possono esserci vari livelli di ipoplasia, che vanno dal semplice mutamento di colore del dente fino a casi estremi di assenza completa dello smalto.

L'ipoplasia dello smalto può essere sia un fatto ereditario, sia acquisito.
Se è ereditaria, può interessare tutti i denti o solo alcuni, seguendo però un modello preciso. In questo caso si parla di Amelogenesi imperfetta e può essere di quattro tipologie:

  1. Amelogenesi imperfetta Ipoplasica, caratterizzata da uno smalto duro.
  2. Amelogenesi imperfetta Ipomatura, con smalto di spessore normale con possibili striature e macchie, ma meno duro di quello presente nell'Amelogenesi imperfetta Ipoplasica. Lo smalto tende a distaccarsi dalla dentina.
  3. Amelogenesi imperfetta Ipomineralizzata, con smalto normale al momento dell'eruzione, ma che diventa man mano sempre più sottile fino a essere scalfibile con un'unghia. Sono denti che possono avere un'elevata quantità di tartaro.
  4. Agenesia dello smalto, con la completa mancanza di smalto. Presenta denti giallastri e con una superficie dura e ruvida. Sono denti che non giungono al completo combaciamento con gli antagonisti.

Se è un fatto acquisito durante la gravidanza o nei primi periodi dell'infanzia, l'ipoplasia interesserà simmetricamente solo alcuni gruppi di denti. Tra le varie cause ci possono essere:

  • la mancanza di vitamine A, C e D;
  • gravi insufficienze nutrizionali dovute a problemi intestinali, come gastroenteriti e celiachia;
  • malattie infettive virali;
  • ogni malattia che generi degli aumenti di temperatura al di sopra dei livelli normali (ipertermia);
  • la sifilide congenita;
  • un apporto eccessivo di alcune sostanze chimiche, come fluoro (che causa vari livelli di Fluorite) o tetraciclina;
  • l'influenza esercitata dai decidui affetti da ipoplasia sui germi dei permanenti.

Dentinogenesi imperfetta[modifica | modifica wikitesto]

La Dentinogenesi imperfetta è un'alterazione della mineralizzazione della dentina dovuta a fattori genetici. Se ne distinguono tre tipi, detti di Shields, dal nome dello studioso che si interessò a questo fenomeno: la prima interessa i denti decidui, i quali presentano una colorazione ambrata; la seconda e la terza, invece, possono interessare anche i permanenti e presentano, rispettivamente, una colorazione di alabastro e cognac.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alaluusua S, Calderara P, Gerthoux PM, Lukinmaa PL, Kovero O, Needham L, Patterson DG Jr, Tuomisto J, Mocarelli P., Developmental dental aberrations after the dioxin accident in Seveso., in Environ Health Perspect., vol. 112, nº 13, 2004, pp. 1313-8.
  2. ^ Guo YL, Lambert GH, Hsu CC., Growth abnormalities in the population exposed in utero and early postnatally to polychlorinated biphenyls and dibenzofurans., in Environ Health Perspect., vol. 103, nº 6, 1995, pp. 117-22.
  3. ^ Reggiani G, Bruppacher R., Symptoms, signs and findings in humans exposed to PCBs and their derivatives., in Environ Health Perspect., vol. 60, 1985, pp. 225-32.
  4. ^ ylward LL, Goodman JE, Charnley G, Rhomberg LR., A margin-of-exposure approach to assessment of noncancer risks of dioxins based on human exposure and response data., in Environ Health Perspect., vol. 116, nº 10, 2008, pp. 1344-51.
  5. ^ Kanagawa Y, Matsumoto S, Koike S, Tajima B, Fukiwake N, Shibata S, Uchi H, Furue M, Imamura T., Association of clinical findings in Yusho patients with serum concentrations of polychlorinated biphenyls, polychlorinated quarterphenyls and 2,3,4,7,8-pentachlorodibenzofuran more than 30 years after the poisoning event., in Environ Health., vol. 2, nº 7, 2008, p. 47.
  6. ^ Chen YC, Yu ML, Rogan WJ, Gladen BC, Hsu CC., A 6-year follow-up of behavior and activity disorders in the Taiwan Yu-cheng children., in Am J Public Health., vol. 84, nº 3, 1993, pp. 415-21.
  7. ^ Chalothorn LA, Beeman CS, Ebersole JL, Kluemper GT, Hicks EP, Kryscio RJ, DeSimone CP, Modesitt SC., Hypodontia as a risk marker for epithelial ovarian cancer: a case-controlled study., in J Am Dent Assoc., vol. 139, nº 2, 2008, pp. 163-9.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guido Galussi, Compendio di Odontostomatologia Pediatrica, Padova, Piccin, 1985, ISBN 88-299-0372-8.
  • Nuova Enciclopedia pratica della medicina, Novara, De Agostini, 1996, ISBN 88-415-4157-1.
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