Palácio Nacional da Pena

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UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Palácio Nacional da Pena
(EN) Pena National Palace
Pena-medio-cut.JPG
TipoCulturale
Criterio(ii), (iv), (v)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal1995
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

Il Palácio Nacional da Pena - o semplicemente Palácio da Pena o Castelo da Pena - è un palazzo/castello, situato sulle colline della città portoghese di Sintra, paese del centro, vicino a Lisbona.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'entrata del palazzo

Fatto costruire dopo il 1840 da Maria II di Braganza (1819-1853), come regalo di nozze per il marito, re Ferdinando II del Portogallo (conosciuto anche come Ferdinando II di Sassonia-Coburgo-Gotha; 1819-1885), sulle rovine di un convento gerolamitano del '400 e progettato dall'architetto e barone tedesco Ludwig von Eschwege,[1] il palazzo è sotto la tutela dell'UNESCO, da cui è stato inserito nel Patrimonio dell'umanità (come tutto il centro storico di Sintra) nel 1995, e il 7 luglio 2007 è stato eletto una delle 7 meraviglie del Portogallo.

Localizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo si trova nel Parque da Pena, nella Serra de Sintra.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo è stato costruito sopra le macerie di un convento ed è una delle sette meraviglie del Portogallo. Nell'architettura del palazzo "convivono" vari stili: gotico, manuelino, arabo, rinascimentale, barocco, ecc.[2]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Ferdinando II del Portogallo ordinò la costruzione del palazzo nel 1836. La costruzione terminò nel 1885 (anno della morte del re) e il palazzo fu aperto al pubblico dopo la proclamazione della Repubblica nel 1910, ovvero una volta divenuto proprietà dello stato.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lorenza Scalisi, Il Borgo delle Fiabe. Sintra, un Eden con vista sull'Oceano, in: Condé Nast Traveller: Lisbona e dintorni, Ed. Condé Nast, Milano, 2006, p. 197
  2. ^ cfr. p. es. Julia Pérez, È ancora un glorioso Eden. La costa da Saudade da Estoril ad Ericeira, e l'altra sponda del Tago, in: Condé Nast Traveller: Portogallo, Ed. Condé Nast, Milano, 2002, p. 153

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 38°47′16″N 9°23′26″W / 38.787778°N 9.390556°W38.787778; -9.390556

Controllo di autoritàVIAF (EN168487002 · ISNI (EN0000 0001 2203 9705 · LCCN (ENnr94002948 · GND (DE4271872-7 · BNF (FRcb12187033x (data)