Olimpia (personaggio)

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Olimpia
Nome orig. Gabrielle
Lingua orig. Inglese
Autore Robert Tapert
1ª app. in Xena e la giovane Olimpia
Ultima app. in Xena e il Signore della Terra Oscura
Interpretata da Renée O'Connor
Voce orig. Susan Wood (nelle parti cantate degli episodi Xena e la Ruota del Fato e Xena e la lira di Tersicore)
Voce italiana Laura Lenghi
Specie Umana
Sesso Femmina
Etnia Greca
Abilità
  • Eccellente scrittrice e oratrice
  • Resistenza
  • Agilità
  • Esperta nel corpo a corpo
  • Abile nell'uso del bastone
  • Uso di molte armi

Olimpia (Gabrielle) è uno dei personaggi della serie di Xena - Principessa guerriera, in cui è apparsa come coprotagonista per tutta la durata della serie. È anche apparsa in tre episodi della serie madre Hercules. È interpretata dall'attrice statunitense Renée O'Connor, dopo che questa era già apparsa nel film tv Hercules e il regno perduto.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Olimpia (nell'originale Gabrielle) è la compagna di viaggi di Xena, la principessa guerriera. Insieme vivranno molte avventure, ma soffriranno anche a causa l'una dell'altra. Dolce ed innocente, non ha mai combattuto in prima persona, preferendo risolvere i conflitti con le parole invece che con le armi. Nonostante ciò, riuscirà ad imparare a difendersi con un bastone quando verrà nominata principessa delle amazzoni. Per Xena sarà un incrocio tra allieva e maestra, nonché la sua migliore amica. È molto abile nello scrivere poemi e raccontare storie, e almeno nella prima stagione il suo sogno è quello di frequentare l'Accademia di Atene, per diventare un aedo famoso, ma nonostante venga ammessa, rinuncia per seguire Xena nelle sue avventure.

Biografia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

La poetessa di Potidea[modifica | modifica wikitesto]

La prima volta che Olimpia incontra Xena, è una semplice contadina che vive nel villaggio di Potidea. Lei e sua sorella Leuca, assieme a molte altre fanciulle del villaggio, sono state rapite dagli uomini del signore della guerra locale, Draco, per essere vendute come schiave; Xena, che ha deciso di rinnegare il suo passato, interviene e le libera. Impressionata dalle sue abilità di combattente, Olimpia decide di voler divenire anche lei una guerriera. Vuole anche evitare il matrimonio che i suoi genitori le hanno combinato con l'amico d'infanzia, Perdicca. Olimpia insiste nel voler seguire Xena nei suoi viaggi, e si rivelerà subito utile quando gli uomini del villaggio in cui la principessa guerriera è cresciuta vogliono lapidarla. Tra le due donne presto nasce un profondo spirito di amicizia. Inizialmente Olimpia si rivela essere quasi di impaccio alle imprese di Xena, poiché non è in grado di combattere e di difendersi autonomamente; ma le cose cambiano quando le due si imbattono nel popolo amazzone.

Olimpia regina delle amazzoni[modifica | modifica wikitesto]

Mentre sono nel territorio amazzone, Olimpia protegge la principessa del popolo da una pioggia di frecce, anche se questa è già stata ferita ed è ormai in punto di morte; come ricompensa diviene sua erede, cioè una principessa amazzone. Con tale titolo, deve imparare a combattere; ad istruirla sarà Anfitea, che diventa presto sua carissima amica. Come arma sceglie un bastone, arma di difesa e utile per camminare. Il passaggio così si compie: Olimpia si trasforma da una semplice contadina in una vera guerriera, in grado di aiutare Xena nelle battaglie.

Quando Olimpia reincontra Perdicca, ormai guerriero e completamente cambiato dal semplice giovane che era a Potidea, accetta di sposarlo; ma il matrimonio ha breve durata: Callisto, acerrima nemica di Xena, lo uccide per colpire la rivale attraverso Olimpia; questa, infatti, sembra perdere tutta la purezza e l'innocenza che la caratterizzavano, animata da un istinto di vendetta. Fortunatamente, Olimpia non riesce a uccidere l'assassina di Perdicca, "onore" che spetta a Xena. Quando Xena muore a causa di una ferita alla testa, Olimpia accetta di divenire regina delle amazzoni e rimanere col suo popolo; questo finché Xena non le chiede aiuto dall'aldilà per rubare l'Ambrosia delle amazzoni e tornare in vita. La nuova regina deve però affrontare Velsinea, amazzone traditrice che vuole il suo titolo; per far ciò, riesce a impossessarsi di un po' di Ambrosia e diviene una dea. Per fermarla, Xena decide di chiedere aiuto a Callisto, ed è solo dopo una lunga discussione che Olimpia cede: l'ira nei confronti della donna è ancora grande in lei. La rabbia verso Callisto (ora anche lei dea) si placa quando Xena la imprigiona con Velsinea in un fiume di lava. Olimpia riparte con Xena, lasciando come erede e regina delle amazzoni l'amica Anfitea.

La maternità e la perdita dell'innocenza[modifica | modifica wikitesto]

Xena e Olimpia si recano in Britannia per fermare Cesare, che sta estendendo i suoi domini in quei territori ancora liberi e selvaggi. Ma un altro terribile pericolo si nasconde nelle sembianze di un buono e gentile giovane, Oroveso seguace di Dahak, una divinità del posto combattuta dagli uomini di Roma che sembra riporterebbe la speranza sulla terra. In realtà Dahak è la malvagità in persona, dunque agisce contro Xena (che conosce, perché ne bramerebbe la potenza) e con un subdolo piano raggirerebbe e tenterebbe di corrompere Olimpia, ma ella lo scopre ("troppo tardi"): l'ancora pura giovane per proteggere Oroveso viene indotta e costretta con l'inganno a uccidere nel tempio di Dahak una sacerdotessa della divinità oscura, perdendo quindi l'innocenza col sangue del delitto. Ciò era in realtà quello che il signore del fuoco e della distruzione Dahak cercava: mentre Xena è impegnata in battaglia tra le fiamme contro il demone Oroveso (rivelando chi è davvero), per salvare la ragazza intanto sconvolta e sotto "shock" la giovane Olimpia si ritrova inseminata dal furore del vero potere proprio del dio. Quindi solamente pochi giorni dopo, assistita da una Xena preoccupata, dispiaciuta, e molto apprensiva, in modo naturale dà alla luce il frutto "dell'abuso": Speranza la primogenita figlia del dio, una bella e sana bambina.

La nascita dell'oscura Speranza crea una "spaccatura" tra Xena e Olimpia: la prima pensa che sia una creatura di morte malvagia e crede che vada fermata, la seconda spera nella bontà della figlia (purtroppo si sbaglia), ma Olimpia comunque dice di essere stata costretta a ucciderla.

La rottura aumenta tra le amiche quando Olimpia impedisce alla guerriera di distruggere il Dragone Verde che ha messo a morte una dei mentori di Xena (la madre di quell'essere): pensando di agire per farlo vivere (ormai quel che è stato è stato) viene costretta a "tradire" e gettare in prigione l'amica.

Il dramma e le incomprensioni hanno il loro culmine quando Speranza (che Olimpia aveva solo finto di uccidere) con l'aiuto di Callisto uccide l'unico figlio di Xena: Seleuco. La poetessa comprende il suo errore e cerca di porre fine alla malvagità della "figlia"; ma comunque Xena e Olimpia a causa dei fatti accaduti ai loro figli scomparsi si odiano.

Le loro sofferenze e divergenze vengono però sanate nell'immaginario mondo di Illusia, episodio tutto in musica e cantato tipo "musical" in cui si manifesta la vera natura che sta dietro alla missione di Xena e l'esistere di Olimpia; dichiarandosi le proprie colpe, le due donne si riappacificano e comprendendo le paure che hanno nella vita pongono fine ai loro rancori.

Purtroppo per loro, però, non hanno ancora ritrovato la serenità: la difficoltà maggiore c'è quando in seguito alla azione di una discepola di Dahak, la "parente" di Olimpia, Selina farebbe risorgere col dolore che ha la malvagia Speranza (con le fattezze proprio di Olimpia) come una quasi dea. Essa deve impedire che l'amica la uccida per fermare il sopraggiungere di Dahak che vorrebbe essere liberato nel mondo per distruggere l'umanità; infatti come la avverte il divino signore della guerra Marte, ora amante della figlia del potente dio e alleato con lei contro tutte le altre divinità e gli dei: se Xena uccidesse quella, morirebbe anche lei. Allora mentre Xena stava per penetrare la dea con uno speciale manufatto dato a Corilo (che per Olimpia ha sempre un debole), Olimpia pur di proteggere la vita della principessa si getta con Speranza in un cratere di lava, pensando di porre fine al tormento, ma poi Xena (compiuto come le aveva detto il dovere supremo penetrando Callisto stanca e annoiata della vita) comunque prova a seguirla anche in modo disperato per salvarla (riuscendoci in qualche modo andando insieme proprio con ella a prenderla nell'aldilà con un vero atto di amore onnipotente).

La ricerca spirituale[modifica | modifica wikitesto]

Come ben presto Xena scopre, tramite una visione in cui viene crocifissa insieme all'amica, Olimpia si è salvata (infatti Marte aveva salvato sia lei che Speranza per usarla come merce di scambio, in futuro, per ottenere l'anima di Xena). Le due amiche devono affrontare nuovamente Speranza, e con lei il figlio che portava in grembo: il Distruttore. Xena e Olimpia, riunitesi a Potidea, riescono comunque a sconfiggerli definitivamente; è un nuovo inizio, entrambe hanno bisogno di risposte e ripartono insieme per cercare. Sembrano trovarle in India, quando Belur, un profeta che invita la gente a seguire l'amore, indica loro l'esistenza di due vie che si possono percorrere: la Via del Guerriero, ovvero servire il bene combattendo per difendere i più deboli, e la Via dell'Amore, cioè abbandonare le armi e abbracciare la bontà. Ben presto le due amiche comprendono di essere su due sentieri diversi nella vita: Olimpia sceglie la Via dell'Amore, gettando via il suo bastone, mentre Xena comprende che per espiare i peccati del passato deve combattere i soprusi. Olimpia deve però affrontare la sua scelta quando Anfitea viene uccisa; viene così richiamata a guidare il popolo amazzone contro Pompeo, triumviro di Roma ed ex alleato di Cesare, nonché responsabile della morte dell'amica. Ma la vera prova è un'altra: fatta prigioniera dai romani assieme ad Andromeda (amazzone cara amica di lei e Xena), Belur e i suoi seguaci, viene tenuta in ostaggio per evitare che Xena uccida Cesare. Quando però vengono liberati e Xena viene ferita dal demone Callisto, Olimpia abbandona la Via per salvare l'amica; purtroppo vengono entrambe catturate e crocifisse mentre Cesare viene ucciso dai congiurati durante le Idi di marzo.

La resurrezione e il salto temporale[modifica | modifica wikitesto]

Le anime di Xena e Olimpia vengono contese tra demoni e angeli: Olimpia viene catturata da Callisto, mentre Xena è portata in salvo nei cieli. Negli Inferi, Olimpia viene obbligata a mangiarne il cibo e diviene così un demone. Xena organizza una spedizione per salvare l'amica, ma una volta lì decide di sacrificarsi per liberare Callisto dalle sue colpe. Messa in salvo, Olimpia non può credere che Xena si sia sacrificata per un essere così malvagio, e non è disposta a perdonarla per quello che le ha fatto in passato. Quando però comprende che Callisto è realmente cambiata, le perdona ogni dolore; ora deve salvare Xena. Intanto, Andromeda, Corilo (caro amico di Xena e Olimpia) e Belur mettono al sicuro i corpi delle amiche, che vengono riportate in vita dai poteri di Belur con l'aiuto di Callisto. Quando Xena scopre di essere incinta, Olimpia comincia a comportarsi in modo molto protettivo nei confronti dell'amica e del figlio che porta in grembo. Ora non è più una semplice combattente, è un'abile guerriera armata di sai. Le sue migliorate abilità vengono notate da Marte, che la tenta per farla divenire sua alleata. Quando si scopre che il figlio di Xena porterà al crepuscolo degli dei, Giove e le altre divinità decidono di eliminare il problema, ignorando che così stanno segnando il loro destino. Il re degli dei e la sposa Giunone sono i primi a perire. In un disperato tentativo di fuggire alle altre divinità, Xena e Olimpia fingono di morire, mentre Evi, la figlia della principessa guerriera, viene portata in salvo da Ottaviano, figlio adottivo di Cesare e caro amico delle due. Credendole morte, Marte seppellisce le due amiche in una grotta di ghiaccio, dove restano addormentate per cinque lustri.

Quando si risvegliano, sono costernate nel sapere che Evi è ora Livia, protetta dell'imperatore Ottaviano e spietata guerriera. Dopo diversi tentativi di rivelarle chi è in realtà, e dopo diverse stragi compiute da Evi, Xena e Olimpia devono proteggerla dagli dei, ora informati del rischio che corrono. Quando non sanno più come difendersi, essi decidono di usare proprio Olimpia: deviata dalle visioni generate dalle Furie, che fanno apparire lo spirito di Corilo (ucciso da Livia) e della figlia Speranza, Olimpia ferisce mortalmente Evi, e viene a sua volta ferita da Xena. Mentre l'amica combatte per le due cose che le sono più care al mondo, Olimpia ed Evi vengono guarite da Marte, che rinuncia per loro all'immortalità. Ora tutto è finito: il Crepuscolo degli Dei si è compiuto; gli unici dei risparmiati sono Marte e Venere, che hanno aiutato le due guerriere. Ora non resta loro altro se non tornare a casa dopo quindici anni.

Il ritorno a casa e la morte di una leggenda[modifica | modifica wikitesto]

Quando tornano a Potidea, Olimpia viene a sapere dalla sorella Leuca che i genitori sono morti, mentre Selina, sua nipote è stata rapita dal sultano Gurkahn. La guerriera parte così con Xena per salvare Selina; quando ha l'opportunità di vendicare la morte dei genitori, Olimpia non riesce a uccidere il sultano e lo grazia. Riportata a casa sua nipote, segue Xena nelle terre vichinghe, dove l'amica si è recata per rimediare al suo passato. Qui fa la conoscenza di Beowulf, guerriero vichingo, e di Brunilde, guerriera valchiria. Entrambi nutrono una certa ossessione per lei: il primo ne è innamorato, la seconda deve rapirla per ordine di Odino, re degli dei nordici. Ma proprio Brunilde la salva: quando Xena perde la memoria e ogni ricordo del suo passato, la valchiria protegge Olimpia con un fuoco eterno e la fa cadere in un sonno profondo; solo la sua anima gemella potrà attraversarlo e svegliarla con un bacio. Un anno dopo, Xena torna in sé e fa risvegliare l'amica.

Tornate a Roma, le due devono fermare Caligola, imperatore e tiranno che ha rubato l'immortalità a Venere; dimostrando l'amicizia che le lega all'ex dea, Xena e Olimpia la mettono in salvo e pongono fine al terrore generato da Caligola. Xena e Olimpia ridonano l'immortalità a lei e a Marte, perché senza i loro dei amore e guerra sono scomparsi dal mondo.

Olimpia e Xena scoprono che Evi, quando era ancora Livia, ha dimezzato il numero delle amazzoni; Olimpia si ritrova così a dover prendere una decisione: come regina amazzone dovrebbe far giustiziare Evi, ma come amica di Xena vuole proteggerla. Alla fine riesce a dimostrare che era Marte ad aver ingannato Evi, portandola a sterminare la popolazione delle amazzoni; così Evi viene perdonata. Quando Xena deve recarsi in Giappone per aiutare una vecchia amica, Olimpia decide di seguirla. Xena le racconta che quando era una spietata guerriera, aveva bruciato una città giapponese, Higuchi, e che ventimila persone sono morte; Xena deve sconfiggere lo spirito Yodoshi e liberare quelle anime. Quando però scoprono che per farlo deve morire, Olimpia è assolutamente contrariata. Xena non ha però altra scelta, così si reca da sola in battaglia e si lascia uccidere. Starà a Olimpia recuperare il corpo dell'amica e a portarne le ceneri alla fonte da cui, versandole, la principessa guerriera risorgerebbe. Purtroppo non è a conoscenza di una cosa: perché le anime vengano liberate, devono essere vendicate. In altre parole, Xena deve restare morta. Olimpia è distrutta quando Xena glielo rivela, ma infine capisce il grande desiderio di redenzione che la guerriera portava dentro di sé da tanti anni. Dopo essersi dette addio, Olimpia parte da sola, pronta a fare in modo che la memoria di Xena non muoia mai e diventando lei stessa la nuova principessa guerriera.

Le pergamene di Olimpia[modifica | modifica wikitesto]

Olimpia è una bravissima scrittrice; da quando ha conosciuto Xena, ha cominciato a scrivere delle pergamene che narrano le gesta della grande principessa guerriera. Inizialmente sono pochi ad esserne a conoscenza, ma con l'avanzare delle stagioni Olimpia comincia a conquistare una certa fama: è il caso dell'episodio della terza stagione Xena e l'incantesimo di Venere, in cui Venere, gelosa della fama acquisita da Xena tramite gli scritti di Olimpia, getta un incantesimo su una pergamena. Addirittura, nella quarta stagione Olimpia vede l'opportunità che uno dei suoi scritti diventi un'opera teatrale (Xena e Olimpia messaggere di pace), anche se in quel caso era vittima di una truffa. Dopo il salto temporale di venticinque anni, comunque, Olimpia scopre che in Nord Africa le sue pergamene sono state lette e lei e Xena sono famose; i suoi scritti fanno parte persino del normale corso di studi impartito ai fanciulli.

Durante la Seconda guerra mondiale, le pergamene di Olimpia vengono ritrovate da un gruppo di archeologi, che sono in realtà i discendenti di Xena, sé stessa e Corilo. Le pergamene finiscono nelle mani di un produttore di Hollywood, che decide di crearne uno show televisivo che ripercorra le avventure della principessa guerriera.

Scoperte e invenzioni[modifica | modifica wikitesto]

Come Xena, nel telefilm Olimpia sembra aver inventato diversi oggetti di uso quotidiano, così come sembra che sia lei ad aver scoperto diverse teorie:

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