Olga Blumenthal

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Olga Blumenthal (Venezia, 20 aprile 1873Ravensbrück, 24 febbraio 1945) è stata una docente italiana di lingua e letteratura tedesca presso il R. Istituto Superiore di Scienze economiche e commerciali di Venezia, poi Università Ca' Foscari Venezia, dove ha insegnato dal 1919 al 1938.

Di origini ebraiche, il 30 ottobre 1944 viene arrestata dai tedeschi e in seguito deportata nel campo di concentramento nazista di Ravensbruck, dove muore il 24 febbraio 1945.[1][2][3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Pietra d'inciampo in onore di Olga Blumenthal posata il 22 gennaio 2018 nel cortile dell'Università Ca' Foscari Venezia

Olga Blumenthal nasce a Venezia il 20 aprile 1873. È figlia di Carlo Blumenthal, banchiere[4][5], e Minna Goldschmidt. Il padre è una figura di spicco nella vita sociale e politica della città lagunare.[6] Di Carlo Blumenthal si ha traccia anche nella corrispondenza di John Ruskin, che soggiornò a lungo a Venezia; nelle lettere inviate al critico letterario statunitense Charles Eliot Norton il 9 e 15 agosto 1869, lo scrittore e artista britannico, in quel periodo interessato alle questioni ambientali legate all'utilizzo delle risorse idriche[7], scrive di aver incontrato un banchiere veneziano, Carlo Blumenthal, coinvolto nella gestione della laguna, che poteva essergli di aiuto nei suoi progetti[8][9]. Sempre lui, "un veneziano che parlava un buon inglese", avrebbe accompagnato la moglie Effie nelle sue passeggiate in città.[10]

Un altro componente della famiglia, Alessandro Blumenthal (1822-1888), fu Presidente della Camera di Commercio di Venezia dal 1875 al 1888[11][12], e dal 1879 al 1888 membro del Consiglio Direttivo della Regia Scuola Superiore di Commercio in Venezia.[13][14]

Il fratello di Olga, Alessandro (Sandro) Blumenthal (1874-1919)[15], di un anno più giovane di lei, dopo un breve periodo di studi presso la R. Scuola superiore di commercio, si iscrive al Conservatorio Benedetto Marcello, dove studia pianoforte, e conclude la sua formazione alla Royal Academy of Music di Monaco. Godrà di discreta fama come compositore e cantante, autore di lieder e composizioni per pianoforte,[16] interpretando anche per il teatro l'opera Sulamite, eseguita a Norimberga nel 1907.[17] Scomparirà precocemente, all'età di 46 anni.[18]

Sono scarse le informazione sull'infanzia e la giovinezza di Olga. I suoi studi non si svolgono presso il R. Istituto Superiore di Scienze economiche e commerciali di Venezia,[19][20] dove inizierà ad insegnare nel 1919 come assistente alla cattedra di lingua e letteratura tedesca.[21].

Il 21 settembre 1921 sposa il letterato Gilberto Secrétant[22][23], professore di Letteratura italiana nello stesso Istituto, che morirà dopo pochi mesi, il 10 dicembre 1921, a seguito di una malattia.[24] Nel 1923, in accordo con i fratelli del defunto marito, dona 1500 volumi di letteratura, economia e diritto, alla Biblioteca di Ca' Foscari[25], di cui il fondo Blumenthal-Secrétant fa ancora parte integrante.[26]

La presenza delle donne a Ca' Foscari e la carriera di Olga Blumenthal[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1870 e il 1900 si laureano in Italia 224 donne[27][28], nessuna delle quali a Ca' Foscari.[29] Tra il 1868, data di fondazione della Scuola, al 1910, su 4449 iscritti solo 7 sono donne; solo 3 lauree su 534 saranno conferite a studentesse. Tra il 1884 e il 1910 sfiora invece il 10% (49 su 493) la percentuale dei diplomi di magistero, conseguibili anche accedendo dall'esterno, assegnati a donne (di cui solo tre "interne"). Nella quasi totalità dei casi esse scelgono l'indirizzo linguistico: francese, inglese e tedesco (44 su 46). A partire dagli anni dieci del Novecento, la presenza femminile all'interno della Scuola si farà sempre più significativa: tra il 1910 e il 1920, sono 189 le iscritte (5,96% della popolazione studentesca); nel decennio successivo salgono a 715 (9,87%), per raggiungere il 24% nel decennio fra il 1930 e il 1940. La "femminilizzazione" del Magistero di Lingue[30], ritenuto lo sbocco idoneo e concreto alla carriera di insegnante, cui molte donne aspirano, caratterizzerà questo indirizzo di studi rispetto ad altri, come "economia e diritto", o "scienze consolari", a esclusiva presenza maschile. Dopo il 1935, quando anche a Lingue verrà concessa la facoltà di conferire diplomi di laurea, questa tendenza subirà una variazione: aumenteranno notevolmente gli studenti di sesso maschile, fino a raggiungere quasi la metà delle iscrizioni.[31]

Anche nel settore dell'insegnamento nei primi decenni del XIX secolo la presenza femminile è molto esigua: nell'anno scolastico 1920/21 su 1076 insegnanti delle Scuole Regie Superiori, 136 sono donne; nel 1922 fra 720 professori ordinari impiegati negli Atenei, ci sono solo due donne.[32]

La prima donna insegnante a Ca' Foscari di cui si ha menzione è Bianca Giordano, assistente alla cattedra di Lingua inglese; compare nel 1914 nell'annuario ufficiale dell'Ateneo, nella categoria del Personale[33]. La progressiva presenza di insegnanti di sesso femminile va messa in relazione con le conseguenze della guerra. Le necessità del fronte offrono opportunità fino a prima impensate per le giovani studiose: nel 1914, ad esempio, Margaret Newett sostituirà come supplente Cesare Longobardi, titolare della cattedra d'inglese, arruolatosi in qualità di ufficiale.[34]

Nel 1919 Olga Blumenthal riceve l'incarico di assistente alla cattedra di lingua e letteratura tedesca su proposta del professore di tedesco Adriano Belli[21]. Dal 1926 si occupa anche dell'insegnamento della lingua italiana per alunni stranieri.[35]

La fascistizzazione dell'università e le leggi razziali[modifica | modifica wikitesto]

Fino a metà anni degli anni Venti, Ca' Foscari mantiene una certa autonomia nei confronti delle direttive fasciste, grazie anche alla presenza di docenti contrari alle politiche del regime, come l'anglista Cesare Longobardi, vicino a Gramsci, il germanista Adriano Belli, l'economista Gino Luzzatto, direttore dell'Istituto, Silvio Trentin, docente di diritto amministrativo. In seguito la situazione muta: Gino Luzzatto, dopo aver sottoscritto nel 1925 il manifesto degli intellettuali antifascisti, viene fatto oggetto di minacce e vessazioni, e destituito dalla direzione[36]. Il collega Silvio Trentin, rifiutandosi di sottostare all'obbligo del giuramento di fedeltà, viene allontanato dall'insegnamento ed emigra in Francia, dove diventerà punto di riferimento per l'antifascismo.

Dal 1927 al 1930 Ca' Foscari viene commissariata: Davide Giordano, sindaco di Venezia fino al 1923, consultente medico della MVSN, eletto senatore e dal 1924 commissario straordinario, dirige l'Istituto con lo scopo di uniformarlo alle direttive del regime[37], e "potare i rami sospetti"[38], avviando un'opera di normalizzazione e di epurazione di ogni elemento di opposizione alla dittatura. Durante gli anni Trenta a Ca' Foscari vengono promossi corsi di insegnamento per formare esperti di economia coloniale, e gli studenti sono sollecitati a prendere parte alle campagne militari fasciste. Nel 1937 nel cortile interno dell’Università viene eretta una stele dedicata ai cafoscarini caduti in Abissinia e commissionato al pittore Mario Sironi un affresco nell'aula Magna, da poco inaugurata, intitolato Venezia, l'Italia e gli Studi, dallo spiccato carattere imperialista.[39]

Nel 1936 viene istituita la Facoltà di Economia e Commercio e l'Istituto è riconosciuto università statale. Nel 1936 ottiene l'autorizzazione al conferimento di Lauree in Lingue e Letterature Moderne. Mentre aumenta il peso dell'istituzione e il numero di iscritti, anche nel settore linguistico[40], la carriera di Olga non conosce un altrettanto progresso: ricopre l'incarico di assistente di lingua tedesca fino al 1934, e dopo questa data risulta svolgere l'attività di lettrice di tedesco.

Nella relazione inaugurale dell'a.a. 1937/38, il nuovo rettore Agostino Lanzillo, amico di Mussolini, dà comunicazione, priva di ogni altro commento, che "lascia, dopo molti anni, l'incarico di lettore presso la Cattedra di letteratura tedesca la Sig.ra Olga Secrétant-Blumenthal".[41] Olga ha 64 anni, e non ha più i requisiti per continuare a insegnare; su pressione di alcuni colleghi, viene assunta come "assistente volontaria".[42]

Nel 1938, con l'approvazione delle leggi razziali, si attua un giro di vite nelle politiche dell'Ateneo, sempre più in linea con la svolta antisemita intrapresa dallo Stato. Il 15 settembre viene emanato il Regio decreto n. 1390 «Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista». Esso fa seguito al censimento avviato in agosto dal Ministro dell’Educazione Nazionale, Giuseppe Bottai, volto ad "arianizzare" il settore dell'istruzione, individuando in ogni istituzione scolastica la presenza di personale di “razza ebraica”.[43] Il censimento dispone che da tutte le istituzioni pubbliche, accademie e istituti di cultura di ogni ordine e grado, vengano espulsi alunni ed insegnanti "di razza ebraica", ossia nati da genitori di razza ebraica, anche se professanti religione diversa.[44][45][46]

Nelle Università italiane 676 persone vengono "declassificate dal novero degli aventi capacità intellettuali o consone alla Nazione".[47] A Ca' Foscari, in esecuzione del decreto di settembre, vengono allontanati dall'insegnamento Gino Luzzatto, Adolfo Ravà (Istituzioni di diritto privato) e Gustavo Sarfatti (Diritto marittimo).

La scheda personale di Olga Blumenthal, di cui l'inchiesta Bottai disponeva la compilazione, non era stata inviata a Roma (se ne ignora ancora il motivo), e non compariva quindi nella lista dei docenti ebrei presenti a Ca' Foscari. L'ingiunzione posta dal decreto non poté comunque risparmiarla, e viene quindi allontanata definitivamente dall'insegnamento. Si ritira a vita privata, continuando a svolgere la sua attività di insegnante presso la Scuola ebraica.[42]

Arresto e deportazione nel campo di concentramento di Ravensbruck[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 ottobre 1944, alle cinque di mattina, Olga viene arrestata dai tedeschi e condotta al carcere della Giudecca. Ha 71 anni, è sola e malata. Alla sua cameriera, presente al momento dell'irruzione dei nazisti, Olga raccomanda di donare ad amici la sua biancheria, e al portinaio consegna un fagottino con i suoi gioielli prima di lasciare per sempre la sua abitazione[48]. In seguito viene trasferita a Trieste, nella Risiera di San Sabba, e il 28 novembre deportata nel campo di concentramento nazista di Ravensbruck, dove cessa di vivere il 25 febbraio 1945. La notizia della sua morte viene appresa solo diversi mesi dopo.

Il 10 novembre 1945, in occasione dell'inaugurazione del nuovo anno accademico, Gino Luzzatto, primo rettore del dopoguerra, allontanato nel 1938 dall'insegnamento a Ca' Foscari a seguito dell'applicazione delle leggi razziali, nell'esprimere il suo cordoglio e condannare la barbarie nazista, preciserà di avere ricevuto informazione solo il giorno precedente dell'avvenuta morte di Olga Blumenthal, lettrice di lingua tedesca "che colleghi e studenti han sempre ricordato e ricordano con profonda venerazione".[49]

Commemorazioni[modifica | modifica wikitesto]

Furono 246 gli ebrei veneziani deportati tra il 1943 e il 1944 e morti nei campi di concentramento. Il nome di Olga Blumenthal compare nella lapide in memoria delle vittime della Shoah, situato in uno dei lati del campo del Ghetto novo di Venezia, con il monumento opera dell'artista lituano Arbit Blatas (1908- 1999).

Il 22 gennaio 2018, all'interno del programma previsto per il Giorno della Memoria e in concomitanza con il 150º anniversario di Ca' Foscari, è stata posata la pietra d’inciampo a Ca’ Foscari in ricordo di Olga Blumenthal.[50][51]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roberta De Rossi, Le donne di Ca' Foscari. Percorsi di emancipazione. Studentesse ed insegnanti tra XIX e XXI secolo (PDF), Venezia, Università Ca' Foscari Venezia. Comitato per le pari opportunità, 2005, p. 95, OCLC 929876085.
  2. ^ Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, I nomi della Shoah italiana. Olga Blumenthal, su nomidellashoah.it. URL consultato il 6 gennaio 2018.
  3. ^ Centro Studi sull'Internamento e la Deportazione dei Civili in Epoca Fascista Marina Eskenasi, Ebrei deportati dal Veneto (1943-1945). Provincia di Venezia, su dalrifugioallinganno.it.
  4. ^ Atti del Congresso internazionale per l'insegnamento commerciale tenuto a Venezia dal 4 all'8 Maggio 1899, 1899 (archiviato dall'originale il 20 novembre 2008).
  5. ^ Una banconota da 100 lire della Banca Nazionale del Regno d’Italia del 1892 riporta in calce la firma di Carlo Blumenthal. http://www.inasta.com/aste/an030/pdf/44_49_cartamoneta.pdf
  6. ^ L'ospizio marino veneto e i bagni di mare al Lido in Venezia per i poveri scrofolosi nell'estate 1870 relazione storica, medica, amministrativa (TXT), 1871, pp. 65, 89.
  7. ^ (EN) John Dixon Hunt, The wider sea : a life of John Ruskin, New York, The Viking Press, 1982, p. 207, OCLC 1014515262.
  8. ^ (EN) Charles Eliot Norton (a cura di), Letters of John Ruskin to Charles Eliot Norton. Vol. 1, Boston, Houghton, 1904, pp. 217, 236, OCLC 15726137.
  9. ^ (EN) E.T. Cook, Introduction to Volume XIX, in E.T. Cook, Alexander Wedderburn (a cura di), The works of John Ruskin, London, G. Allen, 1905, p. LVII.
  10. ^ Piero Brunello, Voci di uomini, sguardi di donne, in Mario Isnenghi (a cura di), Pensare la nazione: Silvio Lanaro e l'Italia contemporanea, Roma, Donzelli, 2012, p. 4, OCLC 792795300.
  11. ^ Elenco dei Presidenti e Segretari Generali dal 1862 al 2012, su Unioncamere. URL consultato il 6 gennaio 2018.
  12. ^ La R. Scuola Superiore di Commercio in Venezia. Notizie raccolte dal Consiglio Direttivo della Scuola e presentate alla Esposizione Nazionale di Milano aperta il 1. maggio 1881, Firenze, G. Barbera, 1881, p. 43.
  13. ^ Regia Scuola Superiore di Commercio in Venezia, Annuario della R. Scuola superiore di Commercio in Venezia per l'anno scolastico 1901-02, Venezia, Stab. Tip. Lit. Successore M. Fontana, 1901, p. 72.
  14. ^ Allo stato attuale degli studi, non è chiaro il suo legame con Alessandro Blumenthal "di Londra", detto Scott, uno degli "ebrei stranieri" che combatté a Venezia e partecipò con Garibaldi all'esperienza della Repubblica Romana. Alla sua caduta seguì Garibaldi nella ritirata verso il Nord Italia come volontario nel Corpo dei Cacciatori delle Alpi. Cfr.: Gemma Volli, Breve storia degli ebrei d'Italia, Histadderuth Ha-Morim, Associazione insegnanti ebrei d'Italia, 1961; Lauro Rossi, Garibaldi : vita, pensiero, interpretazioni : dizionario critico, Gangemi editore, Roma, 2008, p. 104.
  15. ^ Blumenthal Alessandro, su Archivio di Stato di Venezia. URL consultato il 6 gennaio 2018.
  16. ^ (EN) Judith Kemp, Blumenthal, Sandro, su jarmandi.eu. URL consultato il 6 gennaio 2018.
  17. ^ Giuseppe Albinati, Piccolo dizionario di opere teatrali, oratori, cantate, ecc. (TXT), Milano, Ricordi, 1912, p. 219.
  18. ^ Associazione degloi antichi studenti della R. Scuola superiore di commercio di Venezia, Bollettino, vol. 70, settembre-dicembre 1919 - gennaio 1920, Venezia, Premiate Officine Grafiche C. Ferrari, 1920, p. 37.
  19. ^ Nell’Elenco Generale dei Soci pubblicato nel Bollettino degli Antichi studenti il suo nome è preceduto da un asterisco, che indica i nomi di coloro che "non furono studenti della Scuola". Cfr: Associazione degli antichi studenti della R. Scuola superiore di commercio di Venezia, Bollettino n. 72, giugno - novembre 1920, Venezia, Premiate Officine Grafiche C. Ferrari, 1920, p. VIII. https://phaidra.cab.unipd.it/detail_object/o:73637?mycoll=o:29643
  20. ^ Associazione "Primo Lanzoni" fra gli Antichi Studenti della R. Scuola superiore di commercio in Venezia, Albo dei soci, in Bollettino, vol. 92, aprile, Venezia, Premiate Officine Grafiche C. Ferrari, 1928, p. 55.
  21. ^ a b Annuario della R. Scuola Superiore di Commercio in Venezia per gli anni accademici 1919-20 e 1920-21, Venezia, Stab. Tipogr. F. Garzia, 1921, p. 74.
  22. ^ Associazione degli antichi studenti della R. Scuola superiore di commercio di Venezia, Nozze, in Bollettino, vol. 75, Giugno-Settembre, Venezia, Premiate Officine Grafiche C. Ferrari, 1921.
  23. ^ Annuario del R. Istituto Superiore di studi commerciali in Venezia per l'anno accademico 1921-1922, Venezia, Arti Grafiche, 1922, p. 114.
  24. ^ Annuario del R. Istituto Superiore di Studi commerciali di Venezia per l'anno accademico 1922-1923, Venezia, Officine Grafiche Carlo Ferrari, 1923, pp. 15-16.
  25. ^ Associazione "Primo Lanzoni" fra gli Antichi Studenti della R. Scuola superiore di commercio di Venezia, La Biblioteca della Scuola, in Bollettino, vol. 81, luglio - novembre 1923, Venezia, Premiate Officine Grafiche C. Ferrari, 1923, pp. 21-22.
  26. ^ Fondo storico. Dono Olga Blumenthal-Secrétant, su Università Ca' Foscari Venezia. URL consultato l'8 gennaio 2018.
  27. ^ Vittore Ravà, Le laureate in Italia, in Bollettino del Ministero Istruzione pubblica, aprile 1902, pp. 634-654.
  28. ^ Simonetta Ulivieri, La donna e gli studi universitari nell’Italia post-unitaria, in Francesco De Vivo, Giovanni Genovesi (a cura di), Cento anni di Università: l’istruzione superiore in Italia dall’unità ai nostri giorni, Atti del 3. Convegno nazionale CIRSE (Padova 9-10 novembre 1984), Napoli, Edizioni Scientifiche italiane, 1986, pp. 219-228.
  29. ^ De Rossi, 50.
  30. ^ Fin dai primi anni della sua fondazione (1868), la Scuola Superiore di Commercio in Venezia prevede tre indirizzi di studio: economico, magistrale (per la formazione di insegnanti), consolare (avviamento alla carriera consolare). "Lingue straniere", con "Economia e Diritto" e "Ragioneria", è uno dei tre corsi in cui si suddivide la sezione "Magistrale".
  31. ^ De Rossi, 67-70.
  32. ^ Michela De Giorgio, Le italiane dall’Unità ad oggi: modelli culturali e comportamenti sociali, Roma-Bari, Laterza, 1992, pp. 461-484, ISBN 88-420-4081-9.
  33. ^ De Rossi, 93.
  34. ^ Annuario della R. Scuola Superiore di Commercio in Venezia per l'anno accademico 1918-19, Venezia, Stab. Tipogr. F. Garzia, 1919, p. 119.
  35. ^ Associazione "Primo Lanzoni" fra gli Antichi Studenti della R. Scuola superiore di commercio in Venezia, Corsi per stranieri del 1926, in Bollettino, vol. 89, luglio-ottobre 1926, Venezia, Premiate Officine Grafiche C. Ferrari, 1926, p. 39.
  36. ^ Paola Lanaro, Luzzatto, Gino, su Dizionario Biografico degli iitaliani, vol. 66, 2006.
  37. ^ Giordano, Davide, su Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 52, 2001. URL consultato il 14 gennaio 2018.
  38. ^ Davide Giordano, Relazione del R. Commissario dott. Davide Giordano Senatore del Regno su l'anno accademico 1926-1927, in Annuario del R. Istituto Superiore di Scienze Economiche e Commerciali di Venezia per l’anno accademico 1927-28, 1927-1928, Libreria Emiliana Editrice, p. 17.
  39. ^ Charlotte Gandi, A 80 anni dalle leggi razziali Ca’ Foscari si specchia per ricordare la propria storia, su unive.it, 11 gennaio 2018. URL consultato il 14 gennaio 2018.
  40. ^ Lingue resta ancora la sezione in cui si concentrano le iscrizioni delle studentesse: nel 1939, su 1490 iscritti all'Istituto, di cui 863 donne, le studentesse che scelgono Lingue sono 851. Cfr: Roberta De Rossi, cit., p. 72
  41. ^ Agostino Lanzillo, Inaugurazione dell'anno accademico. Relazione del Magnifico Rettore, in Annuario del R. Istituto Superiore di Economia e Commercio di Venezia per l'anno accademico 1937-38, Padova, Tip. del Seminario, 1938, p. 27.
  42. ^ a b Silvia Ghiotto, Olga Blumenthal. Momenti di una vita, su allospecchio150.wordpress.com, 5 gennaio 2018.
  43. ^ Enzo Collotti, Il fascismo e gli ebrei: Le leggi razziali in Italia, Rama-Bari, Laterza, 2008, OCLC 991660437.
  44. ^ Michele Sarfatti, Gli ebrei nell'Italia fascista, Einaudi, 2007, p. 30, OCLC 260109648.
  45. ^ ANPI, Espulsione degli ebrei dalle scuole, su ANPI, 23 marzo 2016. URL consultato il 14 gennaio 2018.
  46. ^ Nel 1929 Olga Blumenthal si è convertita al cattolicesimo. Cfr. Silvia Ghiotto, Olga Blumenthal. Momenti di una vita, https://allospecchio150.wordpress.com/2018/01/07/olga-blumenthal-momenti-di-una-vita/
  47. ^ Annalisa Capristo, L'espulsione degli ebrei dalle accademie italiane, Torino, Silvio Zamorani editore, 2002.
  48. ^ Alice D'Este, Lezione nei lager nazisti: "La Shoah vista dagli studenti", in Corriere del Veneto, 27 gennaio 2011. URL consultato il 6 gennaio 2018.
  49. ^ Istituto Universitario di Economia e Commercio Venezia, Annuario per gli anni accademici dal 1943-44 al 1947-48, Venezia, Ca' Foscari, 1948, p. 7.
  50. ^ Giorno della memoria Pietra d’inciampo posata a Ca’ Foscari, in La Nuova Venezia, 5 gennaio 2018. URL consultato il 6 gennaio 2018.
  51. ^ Vera Mantengoli, Ca’ Foscari e il buio delle leggi razziali, su La Nuova Venezia, 9 gennaio 2018. URL consultato il 14 gennaio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michela De Giorgio, Le italiane dall'Unità ad oggi: modelli culturali e comportamenti sociali, Roma-Bari, Laterza, 1992.
  • Roberto Finzi, L'università italiana e le leggi antiebraiche, Roma, Editori Riuniti, 2003, OCLC 470456474.
  • Simon Levis Sullam, I carnefici italiani: Scene dal genocidio degli ebrei, 1943-1945, Milano, Unicopli, 2017, ISBN 9788840019062.
  • Simon Levis Sullam, Una comunità immaginata. Gli ebrei a Venezia (1900-1938), Milano, Feltrinelli, 2016, ISBN 9788807887482.
  • Liliana Picciotto, Il libro della memoria : gli ebrei deportati dall'Italia, 1943-1945, Milano, Mursia, 2002.
  • Michele Sarfatti, Gli ebrei nell'Italia fascista, Torino, Einaudi, 2007, OCLC 260109648.
  • Renata Segre (a cura di), Gli ebrei a Venezia, 1938-1945: una comunità tra persecuzione e rinascita, Venezia, Il cardo, 1995.
  • Gemma Volli, Breve storia degli ebrei d'Italia, Histadderuth Ha-Morim, Associazione insegnanti ebrei d'Italia, 1961.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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