Natalino Irti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Natalino Irti (Avezzano, 5 aprile 1936) è un docente e avvocato italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Professore ordinario dal 1968, allievo di Emilio Betti, ha insegnato nelle università di Sassari, Parma, Perugia, Torino, dove si è formato ulteriormente sotto il magistero di Mario Allara. Nel 1977 è chiamato alla facoltà di giurisprudenza dell'università di Roma La Sapienza, dove ha insegnato istituzioni di diritto privato, diritto civile e teoria generale del diritto[1].

Presidente dell'Istituto Italiano per gli Studi Storici[2], l'avvocato già membro del Consiglio Nazionale Forense, ha diretto importanti riviste giuridiche italiane.

È accademico dei Lincei[3]. Su indicazione del Partito Liberale, ha ricoperto vari incarichi in imprese di Stato ed è stato presidente del Credito Italiano, vicepresidente dell'Enel, membro del Cda IRI[4] e del Comitato Privatizzazioni[5]. Dal 1985 al 1987 è stato anche consigliere comunale di Roma, eletto nelle liste del PLI[6].

Deve una grande fama alla sua opera L'età della decodificazione. Oltre agli studi più strettamente aderenti al diritto civile l'autore ha legato il suo nome al tema della progressiva perdita della centralità del codice civile nel diritto privato (1978), arrivando a teorizzare e anche a dimostrare attraverso le sue opere dedicate al diritto delle successioni (1967) e alla riproduzione contrattuale (1970) la nascita e lo sviluppo di sotto-sistemi normativi, governati da principi propri.

Il suo articolato pensiero giuridico muove dall'analisi concettuale e formale degli istituti, da una strenua difesa della forma (ovvero delle procedure formali) come metodo di decisione nella governance privata e pubblica. Nelle sue ultime opere ha teorizzato il "nichilismo giuridico ontologico" come esito ineluttabile della post-modernità e della globalizzazione[7][8].

La sua analisi investe altresì il rapporto tra la codificazione e il ruolo del giurista. Irti ha sostenuto che la crisi del sistema codice porta a una messa in discussione del ruolo del giurista, che non trova più alle sue spalle una stabilità normativa. Alla caduta del codice la certezza del diritto può essere garantita solo da un ruolo forte della dottrina. Al di fuori dei codici, che vengono prodotti ed emanati da un'autorità legislativa, esistono le leggi speciali, che sono invece frutto di una negoziazione tra gli operatori di settore e il potere politico. Nascendo, di conseguenza, al di fuori di schemi di legittimazione democratica ordinaria.

La sua opera, inoltre, si è diretta verso il recupero delle ideologie politiche, oramai annientate dalla stretta della "tenaglia", da cui il titolo del suo saggio La tenaglia, costituita da un lato, dal potere dell'economia, quindi, dalla "tecnocrazia" e dall'altro, dalla religione, ossia dalla "clerocrazia".

Nel 2003 è stata pubblicata a Lima in Perù una versione in spagnolo della sua "Introduzione critica allo studio del diritto privato", corredata da note di diritto latinoamericano, a cura dei professori peruviani Leysser León Hilario e Rómulo Morales Hervias[9].

Nell'opera, "Diritto senza verità", Irti ha portato a conclusione l'iter intrapreso con le opere "Nichilismo giuridico" ed "Il salvagente della forma", facendosi latore di un vero e proprio neopositivismo giuridico, in cui il fondamento del diritto viene ancorato alla mera volontà dell'individuo, senza alcun riferimento a presunti valori o verità teologiche, metastoriche o metafisiche[10].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Un diritto incalcolabile (Torino, 2016)
  • I «cancelli delle parole». Intorno a regole, principi, norme (Napoli, 2015)
  • Del salire in politica. Il problema tecnocrazia (Torino, 2014)
  • L'uso giuridico della natura (Roma-Bari, 2013)
  • Diritto senza verità (Roma-Bari, 2011)
  • Destini dell'oggettività. Studi sul negozio giuridico (Milano, 2011)
  • La tenaglia. In difesa dell'ideologia politica (Roma-Bari, 2008)
  • Il salvagente della forma (Roma-Bari, 2007)
  • Il diritto nell'età della tecnica (Napoli, 2007)
  • Nichilismo e concetti giuridici. Intorno all'aforisma 459 di «umano, troppo umano» (Napoli, 2005)
  • Nichilismo giuridico (Roma-Bari, 2004)
  • L'ordine giuridico del mercato (Roma-Bari, II ed. 2004)
  • Norma e luoghi. Problemi di geo-diritto (Roma-Bari, III ed. 2004)
  • Codice civile e società politica (Roma-Bari, V ed. 2004)
  • Dialogo su diritto e tecnica (con Emanuele Severino, Roma-Bari, 2001)
  • Testo e contesto (Padova, 1996)
  • Studi sul formalismo negoziale (Padova, 1996)
  • Società civile (Milano, 1992)
  • Letture bettiane sul negozio giuridico (Milano, 1991)
  • La cultura del diritto civile (Torino, 1990)
  • Idola libertatis (Milano, 1985)
  • Norme e fatti (Milano, 1984)
  • Scuole e figure del diritto civile (Milano, 1982)
  • L'età della decodificazione (Milano, 1978)
  • Introduzione allo studio del diritto privato (Padova, 1973)
  • Due saggi sul dovere giuridico (Napoli, 1972)
  • La ripetizione del negozio giuridico (Milano, 1970)
  • Disposizione testamentaria rimessa all'arbitrio altrui (Milano, 1967, rist. 1981)
  • Proprietà e impresa (Napoli, 1965)
  • Il controllo della gestione nei contratti agrari di scambio (Milano, 1963)
  • Dal diritto civile al diritto agrario (Milano, 1962 con ristampe)[5]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 21 novembre 2013[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Natalino Irti: dall'inquietudine alla speranza, Lucilla Gatt (Academia.edu).
  2. ^ Istituto italiano per gli studi storici, iiss.it. URL consultato il 9-4-2016.
  3. ^ Accademia Nazionale dei Lincei. Organi direttivi, Lincei.it. URL consultato il 9-4-2016.
  4. ^ Irti esce dall'IRI, LaRepubblica.it.
  5. ^ a b Natalino Irti, Penalecontemporaneo.it.
  6. ^ Archivio - la Repubblica.it, LaRepubblica.it.
  7. ^ C.Magris-N.Irti, La legge e il nulla, in "Corriere della Sera"(6.4.2007, p. 47)
  8. ^ Intervista a Natalino Irti, Lavocedifiore.org.
  9. ^ Libro de ponencias del VIII congreso nacional de Derecho civil (PDF), Conadecivil.com.
  10. ^ Irti, Nichilismo giuridico, consiglionazionaleforense.it (Guido Alpa).
  11. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Natalino Irti, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
Controllo di autorità VIAF: (EN19726775 · LCCN: (ENn80046610 · SBN: IT\ICCU\CFIV\029305 · ISNI: (EN0000 0000 8362 1515 · BNF: (FRcb12206795p (data) · BAV: ADV12227707
Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie