Museo mineralogico campano

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Museo mineralogico campano
Museo mineralogico campano 001.JPG
L'interno
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàVico Equense
IndirizzoVia San Ciro
Caratteristiche
TipoMineralogia, Paleontologia
FondatoriFondazione Discepolo
Apertura1992
Sito web e Sito web

Coordinate: 40°39′46.07″N 14°25′33.36″E / 40.662796°N 14.425933°E40.662796; 14.425933

Il museo mineralogico campano è un museo naturalistico sito a Vico Equense: istituito nel 1992, ospita al suo interno una collezione di minerali e di fossili[1]; dal 1999 è sede del premio scientifico Capo d'Orlando[2].

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il museo è stato inaugurato il 22 ottobre 1992[3] per volere della fondazione Discepolo, ente nato dalla collaborazione del comune di Vico Equense con la famiglia Discepolo[1]: era infatti proprio un membro di questa famiglia, l'ingegnere Pasquale Discepolo, a possedere una collezione di minerali, raccolti in oltre cinquanta anni di ricerca[1]; nelle tre sale del museo[3], che ha cambiato sede nel 2011, trasferendosi in un ex convento del XVII secolo[4], sono quindi esposti circa tremilacinquecento minerali su un totale di cinquemila appartenenti alla collezione, disposti in trentaquattro vetrine[5] e classificati in base alle dieci classi mineralogiche, ideate dallo scienziato Hugo Strunz[6]: sono presenti ossidi, solfati, carbonati, fosfati, silicati, composti organici e solfuri[5].

Della collezione fanno inoltre parte alcuni minerali provenienti dal monte Somma e dal Vesuvio, alcuni raccolti dopo l'eruzione del 1944, come i cristalli di vesuvianite[6] ed altri minerali caratteristici per il loro potere fluorescente, i quali acquistano una colorazione sgargiante a contatto con la luce ultravioletta[1]; figurano anche corpi extraterrestri come meteoriti di varia composizione, tra cui un aggregato di manganese rinvenuto sul fondo dell'oceano Pacifico[3], una tugtupite della Groenlandia ed un meteorite, caduto nel 2600 a.C., ritrovato ad Odessa, in Texas[7].

Nel museo, nel 1997, è stata anche istituita la sezione di paleontologia, con oltre centro fossili[3], con l'esposizione di rettili del Permiano, come il Notosauro e il Mesosauro, due uova di dinosauro e fossili animali e vegetali[1], a cui nel 1999 si è aggiunto il diorama di Ciro, un cucciolo di dinosauro rinvenuto a Pietraroja ed altri resti di dinosauro, dono di Philip J.Currie, un paleontologo canadese[1]. Nel 2001 è stata aperta una sezione dedicata alle gemme, in cui sono state messe in mostra oltre cinquecento pietre dure, come onice, quarzo, diasporo, tormalina, agata[6], dono degli architetti Ezio De Felice e Eirene Sbriziolo[3], mentre l'anno successivo è stata presentata la sezione antropologica con reperti del Paleolitico e del Neolitico, tra cui spicca un'incisione rupestre, ritrovata in Nordafrica, dono di Angelo Pesce[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Cenni sul museo mineralogico campano, su sorrentoinfo.com. URL consultato il 1º febbraio 2013.
  2. ^ Info sul museo, su vicoequense.asmenet.it. URL consultato il 1º febbraio 2013.
  3. ^ a b c d e Il museo e la fondazione Discepolo, su virtualsorrento.com. URL consultato il 1º febbraio 2013.
  4. ^ Musei della Campania, su museincampania.it. URL consultato il 1º febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2013).
  5. ^ a b Storia e descrizione del museo mineralogico campano [collegamento interrotto], su sit.provincia.napoli.it. URL consultato il 1º febbraio 2013.
  6. ^ a b c Breve descrizione del museo [collegamento interrotto], su sorrentoiswonderful.com. URL consultato il 1º febbraio 2013.
  7. ^ Il museo mineralogico campano, su incampania.com. URL consultato il 1º febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 24 marzo 2013).

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