Museo diocesano sorrentino-stabiese

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Museo diocesano sorrentino-stabiese
Museo diocesano sorrentino-stabiese 1.jpg
L'ingresso del museo
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàCastellammare di Stabia
IndirizzoPiazza Giovanni XXIII
Caratteristiche
TipoArcheologia
FondatoriFelice Cece
Apertura2008
Sito web

Coordinate: 40°41′40.95″N 14°28′47.13″E / 40.694708°N 14.479757°E40.694708; 14.479757

Il Museo diocesano sorrentino-stabiese è un museo di tipo archeologico, ubicato a Castellammare di Stabia e così chiamato poiché realizzato per volere dell'arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia insieme ad un team di archeologi.

Storia e struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il museo è stato inaugurato nel giugno del 2008[1] per volere dell'arcivescovo dell'arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia, Felice Cece, nei locali della vecchia chiesa dell'Oratorio, abbandonata da anni e resa agibile solo dopo un accurato e lungo restauro: ha ottenuto ben presto un discreto successo di pubblico totalizzando in pochi mesi oltre 2.000 visite.

L'ingresso della chiesa dell'Oratorio che ospita i locali del museo

Nonostante le dimensioni ridotte, il museo ospita al suo interno numerosi reperti archeologici risalenti per lo più all'epoca romana, provenienti dagli scavi archeologici realizzati nella cosiddetta Area Christianorum[2], ossia un'area al di sotto della concattedrale di Santissima Maria Assunta e San Catello di Castellammare di Stabia, scoperta durante i lavori di costruzione della cappella di San Catello alla fine del 1800[3]: si tratta principalmente di resti di una necropoli ma anche frammenti di strade, case e antiche botteghe. Prima dell'apertura del museo i reperti erano custoditi all'interno dell'Antiquarium stabiano, che raccoglie anche quelli provenienti dagli scavi archeologici di Stabia sulla collina di Varano, ma chiuso da lungo tempo in attesa di una miglior collocazione.

Tra i reperti lapidi, colonne, come il famoso cippo posto a Stabiae sulla strada di collegamento tra Nuceria Alfaterna e Sorrentum, subito dopo l'eruzione del Vesuvio del 79[3], capitelli e sarcofagi, come quello di Caio Longinio, oltre ad un elevato numero di suppellettili varie, tra cui un fermaglio da libro in ossa raffigurante un abbraccio tra i santi Pietro e Paolo[3]. Oltre ai resti di epoca romana, anche altri risalenti al periodo rinascimentale o provenienti dalla terza cattedrale di Castellammare di Stabia o dall'antica chiesa di San Francesco, più una piccola statuetta in terracotta raffigurante San Biagio e ritrovata nell'omonima grotta[1]. Inoltre fori all'interno del pavimento, coperti da lastre di vetro, permettono di osservare la cripta sottostante la vecchia chiesa, mentre sulla controfacciata principale vengono proiettate delle immagini che ritraggono la zona degli scavi dell'Area Christianorum della cattedrale, attualmente inaccessibile[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Libero Ricercatore visita il museo diocesano sorrentino-stabiese, su liberoricercatore.it. URL consultato l'11-05-2010 (archiviato dall'url originale il 26 settembre 2008).
  2. ^ a b Descrizione museo diocesano sorrentino-stabiese, su comune.castellammare-di-stabia.napoli.it. URL consultato l'11-05-2010 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2010).
  3. ^ a b c Notizie storiche sul museo diocesano sorrentino-stabiese [collegamento interrotto], su diocesisorrentocastellammare.it. URL consultato l'11-05-2010.

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