Morus nigra

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Gelso nero
Illustration Morus nigra0.jpg
Foglie e frutti di Morus nigra
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Urticales
Famiglia Moraceae
Genere Morus
Specie M. nigra
Nomenclatura binomiale
Morus nigra
L.
Nomi comuni

gelso nero

Il gelso nero (Morus nigra L.) o moro nero è un albero appartenente alla famiglia delle Moracee, insieme ad altri gelsi come il gelso bianco, il Morus rubra, il gelso della Cina e il gelso o arancio degli Osagi. è un albero longevo e può diventare centenario.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

È un Albero caducifoglie alto fino a 8 m, può raggiungere anche 15–20 m. È simile al gelso bianco, ma si differenzia per alcuni caratteri salienti: la foglia, pubescente nella pagina inferiore, ruvida nella pagina superiore, cuoriforme alla base. il frutto, costituito da piccole bacche carnose, che assumono a maturità un colore rosso-violaceo ed un sapore dolce. Le foglie presentano il margine dentato. La chioma è caratterizzata da rami robusti e grossolani. i frutti sono sono chiamati sorosio botanicamente.

L’indicazione del nome è dovuta al colore scuro delle gemme, non al colore dei frutti: il morus alba può produrre frutti di colore bianco, rosa e nero; queste ultime hanno tonalità confondibili con quelle del morus nigra.

descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Solitamente i due fiori di diverso sesso sono portati da piante separate, cioè piante dioiche, anche se non sono rari i casi di esemplari con ambedue le infiorescenze sulla stessa pianta. la fioritura avvieni in aprile-maggio e la fruttificazione si ha a giugno-luglio.

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

il gelso nero è un po' meno resistente al freddo del morus alba ed è perciò più diffusa o nel meridione. Nell'Europa meridionale veniva ampiamente coltivato per la produzione dei frutti. Oggi è maggiormente usato come albero ornamentale, la presenza di alberi di gelso da frutto è attualmente piuttosto rara, e gli esemplari presenti sono spesso molto vecchi. ormai può essere classificato nei frutti rari e dimenticati.

È una pianta rustica e resistente, ma le foglie sono molto appetite da vari lepidotteri, oltre che dalle larve del baco da seta.

Come tutti i gelsi la pianta preferisce suoli umidi, ma sopporta anche suoli poveri, la coltivazione è attualmente poco diffusa. La coltivazione in luoghi aperti al traffico di persone ed automobili è evitata, dato che i frutti, che sono molto succosi e colorati, se non sono raccolti, cadono ed imbrattano le persone e gli automezzi. È utilizzata, con varietà particolari, come ornamentale in parchi e giardini.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, specialmente nella regione Sicilia, il frutto di tale albero è utilizzato sia come frutta da tavola sia come componente di dolci, confetture e guarnizioni. Famosa è la granita di gelsi. Anche le foglie tenere possono essere usate per il consumo umano, essendo un po' dolci.

Cultura e storia[modifica | modifica wikitesto]

« Come al nome di Tisbe aperse il ciglio

Piramo in su la morte, e riguardolla,
allor che 'l gelso diventò vermiglio; [...] »

(Dante Alighieri, Purgatorio XXVII, vv. 37-42)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tommaso Di Salvo, Dante Alighieri Purgatorio la Divina Commedia, Zanichelli, 1998.
  • Gianfranco Pirone, Alberi arbusti e liane d'Abruzzo, Cogecstre, 1995.

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