Monte Rubello

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Monte Rubello
Monte rubello da prapian.jpg
StatoItalia Italia
RegionePiemonte Piemonte
ProvinciaBiella Biella
Altezza1 414[1] m s.l.m.
CatenaAlpi
Coordinate45°40′28.28″N 8°07′59.78″E / 45.674523°N 8.133273°E45.674523; 8.133273Coordinate: 45°40′28.28″N 8°07′59.78″E / 45.674523°N 8.133273°E45.674523; 8.133273
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Rubello
Monte Rubello
Mappa di localizzazione: Alpi
Monte Rubello
Dati SOIUSA
Grande ParteAlpi Occidentali
Grande SettoreAlpi Nord-occidentali
SezioneAlpi Pennine
SottosezioneAlpi Biellesi e Cusiane
SupergruppoAlpi Biellesi
GruppoCatena Monte Bo-Barone
SottogruppoCostiera Bo-Cravile-Monticchio
CodiceI/B-9.IV-A.2.b

Il Monte Rubello (1.414 m s.l.m.) è una montagna delle Alpi Biellesi. Si trova in provincia di Biella (BI) lungo lo spartiacque tra il bacino del Torrente Strona di Mosso e quello del Sessera. È compreso nel territorio comunale di Trivero.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La montagna culmina con tre cocuzzoli erbosi quotati rispettivamente 1.405, 1.414 e 1.402 m s.l.m. Un quarto rilievo posto a sud-ovest degli altri tre è denominato dalla Carta Tecnica Regionale piemontese Monte Prapian o Massaro ed è quotato 1.314 s.l.m.. L'ambiente della zona di crinale è piuttosto aperto. Il versante Strona è occupato da boschi di conifere impiantati nella prima metà del Novecento concomitanza per i lavori di costruzione della Panoramica Zegna, mentre le pendici che guardano la Valsessera sono occupate da boscaglie di latfoglie. La cima del Monte Prapian è occupata da un impianto per telecomunicazioni militari.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il cippo dedicato a Fra' Dolcino

Nel 1306 la zona attorno al Monte Rubello servì da rifugio a Fra' Dolcino e ai suoi seguaci, che allestirono rustiche fortificazioni tentando di resistere ai loro nemici, in seguito ai fallimenti in Valsesia e a Campertogno.

La zona vide anche, nella primavera del 1307, la loro definitiva sconfitta militare. Sul monte in occasione del sesto centenario della morte di Fra' Dolcino (1907) fu inaugurato un obelisco di pietrame, alla cui realizzazione contribuirono varie associazioni biellesi di ispirazione laica e socialista. L'obelisco fu abbattuto in epoca fascista e fu sostituito, nel 1974, da un cippo di pietra antropomorfo.[2]

Le vicende dolciniane sono state poeticamente ripercorse nel testo La fenice libertaria.

Escursionismo[modifica | modifica wikitesto]

È possibile raggiungere la montagna partendo dalla Bocchetta di Margosio (1.331 m) o dalla Bocchetta di Stavello (1.206 m), seguendo il sentiero che percorre lo spartiacque Strona - Sessera. Molti sentieri della zona sono stati segnalati e vengono curati dall'Oasi Zegna, nata nel 1993 per tutelare e valorizzare l'area montana compresa tra Trivero e il Bo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Carta Tecnica Regionale raster 1:10.000 (vers.3.0) della Regione Piemonte - 2007
  2. ^ L’eresia e la rivolta, articolo del 6 settembre 2012 su www.ondarossa.info Archiviato il 6 novembre 2014 in Internet Archive. (consultato nel novembre 2014)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fra Dolcino. Nel VI centenario del martirio, Nino Belli e Giuseppe Ubertini, Tipografia soc. Magliola, Biella, 1907
  • L'indagine archeologica delle fortificazioni anti dolciniane di Monte Tirlo, F. Benente, G.C.Badone, in Studi e ricerche sull'Alta Valsessera, 2° vol., DocBi, 2002

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Cartografia[modifica | modifica wikitesto]