Modesty Blaise

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Modesty Blaise
Lingua orig.Inglese
EpitetoPrincipessa
AutorePeter O'Donnell
Disegni
EditoreLondon Evening Standard
1ª app.1963 – 2001
1ª app. in13 marzo 1963 sul quotidiano London Evening Standard
Ultima app. in11 aprile 2001 sul quotidiano London Evening Standard
app. it.1969
app. it. in1969 sulla rivista Eureka
Interpretata da
SessoFemmina
EtniaAraba

Modesty Blaise è la protagonista dell'omonimo fumetto creato dall'autore inglese Peter O'Donnell, pubblicato a partire dal 1963.

Le avventure dell'eroina, stampate in moltissimi paesi, hanno ispirato una serie di romanzi e tre film.

Il fumetto[modifica | modifica wikitesto]

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Modesty Blaise è stato creato dal fumettista Peter O'Donnell e disegnato da Jim Holdaway per essere pubblicato nelle strisce giornaliere del quotidiano Daily Express su incarco dell'allora responsabile del settore fumetti del giornale, Bill Aitken. Dopo aver visionato le prime tavole la direzione del giornale rifiutò però il lavoro, ritenendo che le caratteristiche del personaggio e delle storie fossero inadeguate per i lettori. Il fumetto fu invece accettato dal London Evening Standard che lo pubblicò a partire dal 13 marzo 1963 fino all'11 aprile 2001, il giorno dell'ottantunesimo compleanno di Peter O'Donnell,[1] per un totale di 10.183 strisce giornaliere.[2]

L'ispirazione per il personaggio proviene da un'esperienza dell'autore vissuta durante la seconda guerra mondiale in Persia: l'incontro con una bambina dalla carnagione scura e i capelli neri ma che non aveva fisionomia araba rimase impresso in O'Donnell. La giovane viaggiava da sola, in fuga dai Balcani occupati dalla Wehrmacht, ma non appariva impaurita e dallo sguardo trapelava tutta la sua determinazione. Quest'episodio è stato sviluppato nella storia "The Beginning" pubblicata nel 1966.[3]

Il fumetto è stato disegnato inizialmente da Jim Holdaway fino alla sua morte, avvenuta nel 1970, quindi da Enrique Badía Romero[4][5] fino al 1979, da John Burns e Pat Wright dal 1979 al 1980, da Neville Colvin dal 1980 al 1986,[3] e dal 1986 fino all'ultima tavola pubblicata nel 2001, nuovamente dallo spagnolo Enrique Badía Romero.[2]

Il successo del fumetto è stato mondiale e le strip sono state pubblicate in almeno trentacinque paesi e su più di settanta quotidiani.[4]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di Modesty Blaise sono avvolte dal mistero; ha perso la memoria da giovanissima quando, in fuga dalla Grecia, ha trovato rifugio in un campo profughi in Persia. Viene addestrata al crimine da un anziano ladro che decide di assegnarle l'attuale nome. Dopo la morte del suo tutore la giovane si sposta a Tangeri diventando in soli due anni il capo di una banda locale e successivamente assumendo il comando dell'organizzazione criminale internazionale chiamata il "Network". A Saigon conosce l'uomo che diventerà il suo braccio destro: Willie Garvin, esperto combattente. I due abbandoneranno il crimine mettendo le loro abilità a disposizione dei servizi segreti britannici sotto il comando di Sir Gerald Tarrant. [4]

Modesty usa il suo fascino e avvenenza per trarsi spesso d'impaccio, svestendosi all'occorrenza per distrarre i nemici, messi fuori combattimento da Willie, amico e compagno fidato.[3]

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Modesty Blaise nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Un omaggio all'eroina appare in una scena del film Pulp Fiction in cui John Travolta nei panni di Vincent Vega, seduto su un water, legge uno dei romanzi ispirati al personaggio.[3]

Il nome del personaggio ha ispirato quello dell'artista di burlesque Immodesty Blaize.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Peter O'Donnell, Modesty, The Beginning, su sito ufficiale dell'autore. URL consultato il 13 marzo 2016.
  2. ^ a b (EN) R. C. Harvey, Modesty Blaise and Peter O’Donnell and the Last Great Adventure Strip, su The Comics Journal, 4 settembre 2015. URL consultato il 13 marzo 2016.
  3. ^ a b c d e f (EN) Rosie White, Violent Femmes: Women as Spies in Popular Culture, Routledge, 2007, ISBN 9781134198061.
  4. ^ a b c Enciclopedia mondiale del fumetto
  5. ^ Manuale dei fumetti
  6. ^ (EN) Peter O'Donnell, The Modesty Blaise Books, su sito ufficiale dell'autore. URL consultato il 13 marzo 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Enciclopedia mondiale del fumetto, a cura di Maurice Horn e Luciano Secchi, Editoriale Corno, 1978, p. 573.
  • B. P. Boschesi, Manuale dei fumetti, Arnoldo Mondadori Editore, 1976, p. 137.