Michele Boldrin

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Michele Boldrin al Festival dell'economia di Trento 2010

Michele Boldrin (Padova, 20 agosto 1956) è un economista ed ex politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carriera accademica[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Padova, nel 1982 si laurea in Economia e Commercio presso l'Università Ca' Foscari Venezia.[1] Nel 1987 consegue il Ph.D. sotto la supervisione di Lionel W. McKenzie, all'Università di Rochester.

Dal 1986 al 2006 lavora presso numerose università statunitensi (tra le altre Chicago, UCLA, Kellogg School of Management, Minnesota). Attualmente è Joseph Gibson Hoyt Distinguished Professor presso la Washington University in Saint Louis.

Ha svolto altri ruoli accademici ed è stato editor o editor associato di varie riviste internazionali, fra cui Econometrica, Review of Economic Dynamics e la International Economic Review. È fellow della Econometric Society[2] e research fellow del Centre for Economic Policy Research di Londra[3] e della Federal Reserve Bank di St. Louis[4].

Politica e divulgazione[modifica | modifica wikitesto]

Politicamente Boldrin inizia il suo percorso in Avanguardia operaia e nella segreteria provinciale veneziana dei giovani comunisti italiani.[5][6] Negli anni 90 collabora con la Lega Nord[7][8], come consigliere del ministro del bilancio Giancarlo Pagliarini sulle politiche federaliste del Governo Berlusconi I.

Nel 2012 ha fondato insieme a Luigi Zingales, Oscar Giannino e altri Fermare il Declino, movimento che si presentò alle elezioni politiche italiane del 24 e 25 febbraio 2013, non riuscendo ad ottenere alcun seggio. Il 12 maggio 2013, durante il congresso nazionale del partito, ne viene eletto leader[9] e confluisce immediatamente in Scelta Europea per le Elezioni europee del 2014 (Italia), raccogliendo lo 0,72% dei consensi.[10]

Come divulgatore e commentatore Boldrin ha collaborato a numerose iniziative come il blog NoiseFromAmeriKa[11] e il sito italiano di economia lavoce.info.[12]. È stato editorialista economico de Il Fatto Quotidiano, editorialista politico su Linkiesta[13], Il Foglio e il blog de Il Sole 24 ORE Econopoly. Dal 2017 conduce una trasmissione di divulgazione economica e commento su YouTube[14].

Ricerche[modifica | modifica wikitesto]

La ricerca di Boldrin si concentra sulla teoria e l'applicazione dei modelli dinamici di equilibrio generale. Ha scritto su crescita economica, cicli economici, prezzi delle attività, sistema di welfare, teoria dell'innovazione e progresso tecnologico, teoria della ricerca, mercato del lavoro, proprietà intellettuale, fertilità e commercio internazionale.

In collaborazione con David K. Levine,[15] ha esaminato il ruolo svolto dai mercati competitivi, rispetto a quelli monopolistici, suggerendo soluzione corretta al problema della proprietà intellettuale basata sulla spinta verso la concorrenza nella riproduzione, distribuzione e circolazione di qualsiasi opera dell'intelletto.[16][17]

Il suo indice H è pari a 22 secondo Scopus[18] e 41 secondo Google Scholar[19].

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • General Equilibrium, Growth and Trade II: Essays in Honor of Lionel W. McKenzie (a cura di, con R. Becker, R. Jones e W. Thomson), New York, Academic Press, 1993.
  • Human Capital, Trade and Financial Development in Rapidly Growing Economies: From Theory to Empirics (a cura di, con Been-Lon Chen e Ping Wang), Kluwer Publ. Co., 2004.
  • Against Intellectual Monopoly (con David K. Levine), Cambridge University Press, 2008.
  • Tremonti, Istruzioni per il disuso (con Alberto Bisin, Sandro Brusco, Andrea Moro e Giulio Zanella), Napoli, L'Ancora del Mediterraneo, 2010. ISBN 978-88-8325-263-1
  • Abolire la proprietà intellettuale, M. Boldrin e D.K.Levine, Bari, Gius. Laterza & Figli, prima edizione, 2012.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Michele Boldrin - Autobiography, su micheleboldrin.com. URL consultato l'11 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2019).
  2. ^ Fellows of the Econometric Society as of October 2008, su econometricsociety.org (archiviato dall'url originale il 10 dicembre 2008).
  3. ^ Michele Boldrin, su cepr.org (archiviato dall'url originale il 20 settembre 2010).
  4. ^ (EN) Department of Economics, Michele Boldrin, su Department of Economics, 6 maggio 2019. URL consultato il 16 giugno 2020.
  5. ^ Corriere della sera Sette del 10.1.2014, pag. 32.
  6. ^ «Questa classe dirigente va spazzata via» - la Nuova di Venezia, su Archivio - la Nuova di Venezia. URL consultato il 31 agosto 2020.
  7. ^ Lega Nord, da cura a cancro, su noisefromamerika.org, 16 novembre 2010. URL consultato il 18 agosto 2019 (archiviato il 1º maggio 2017).
    «decisi anche di dare una mano all'allora minoritaria Lega Nord (LN). Collaborai sino a quando Umberto Bossi (con una decisione che ne segnalava sia la bestialità politica che la pochezza umana) non fece cadere il primo governo Berlusconi».
  8. ^ «La Lega è morta: Bossi litiga per finire sui giornali», su Linkiesta.it, 3 giugno 2013. URL consultato il 31 agosto 2020.
  9. ^ Michele Boldrin eletto presidente, e nuova direzione nazionale, su fermareildeclino.it (archiviato dall'url originale il 7 giugno 2013).
  10. ^ Michele Boldrin, Michele Boldrin confessa i suoi errori su Scelta Europea e addita le responsabilità di Verhofstadt, su Formiche.net, 3 giugno 2014. URL consultato il 31 agosto 2020.
  11. ^ Tremonti - Istruzioni per il disuso, su noisefromamerika.org (archiviato dall'url originale il 10 febbraio 2010).
  12. ^ Michele Boldrin, su lavoce.info (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2010).
  13. ^ Michele Boldrin, Michele Boldrin, Autore presso Linkiesta.it, su Linkiesta.it. URL consultato il 16 giugno 2020.
  14. ^ liberioltre, su YouTube. URL consultato il 25 aprile 2020.
  15. ^ Michele Boldrin - Intellectual Property Page, su micheleboldrin.com. URL consultato l'11 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 6 settembre 2019).
  16. ^ The patent system: End it, don't mend it, in Christian Science Monitor, 8 dicembre 2009. URL consultato l'11 agosto 2019 (archiviato il 23 aprile 2019).
  17. ^ Perché Napster aveva ragione, su noisefromamerika. URL consultato l'11 agosto 2019 (archiviato il 23 aprile 2019).
  18. ^ Scopus preview - Scopus - Author details (Boldrin, Michele), su www.scopus.com. URL consultato il 19 maggio 2020.
  19. ^ Michele Boldrin - Citazioni di Google Scholar, su scholar.google.co.uk. URL consultato il 19 maggio 2020.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN62617755 · ISNI (EN0000 0001 0908 2426 · LCCN (ENno94017394 · GND (DE129085073 · BNF (FRcb161997542 (data) · BNE (ESXX991116 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-no94017394