Madonna pellegrina

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Lapide commemorativa della Peregrinatio Mariae di Oropa

La tradizione cattolica della Madonna pellegrina o Peregrinatio Mariae è l'usanza di traslare un'effigie mariana lungo un itinerario che tocca le varie località di una diocesi o di un territorio più ampio, a volte rappresentato da un intero paese, a volte esteso oltre gli stessi confini nazionali.

La consuetudine possiede per i credenti un significato di missione e si accompagna alla predicazione evangelica e alla somministrazione dei sacramenti, allo scopo di ottenere la conversione degli uomini per intercessione di Maria.[1]

Pur conoscendo antecedenti storici remoti, la tradizione si sviluppò in Europa negli anni 1940, sulla scia di un grande risveglio del culto mariano tra XIX e XX secolo. In Italia rivestirono particolare importanza i pellegrinaggi dell'immediato dopoguerra (1946-1951).[1][2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Madonna dell'Impruneta

La traslazione processionale delle sacre effigi era d'uso in passato in circostanze straordinarie, quando una comunità sentiva il bisogno di implorare l'intercessione di Maria per allontanare calamità naturali o epidemie, o anche per invocare la vittoria nel corso di alcune campagne militari.[1] Immagini ritenute miracolose compirono nel tempo svariati pellegrinaggi: è il caso del dipinto della Madonna dell'Impruneta, che fu traslato 67 volte in Firenze dal 1348 (in occasione della peste nera) al 1740.[3]

Il primo vero esempio di Peregrinatio Mariae, che giocò un ruolo fondamentale nella diffusione del rito, è rappresentato però dal Grand Retour organizzato dalla Chiesa francese e svoltosi dal 1943 al 1948.[1] Nell'occasione, la statua della Madonna percorse oltre 100 000 km da Lourdes a Boulogne, mobilitando milioni di fedeli e centinaia di missionari.[4][5] L'evento conobbe una replica immediata e internazionale con il pellegrinaggio della Madonna di Fátima nei Paesi Bassi (1947-1948), compiuto in vista di un congresso delle congregazioni mariane nella città di Maastricht.[6]

Il culto di Fátima veniva diffondendosi in Europa, insieme al rito della consacrazione al Cuore Immacolato di Maria raccomandato dalle apparizioni portoghesi (la consacrazione della Francia avvenne proprio alla vigilia del Grand Retour).[6] Ciò contribuì decisivamente all'espansione della devozione mariana e al successo della Peregrinatio Mariae.[7]

In Italia la prima Madonna pellegrina visitò i centri dell'arcidiocesi di Udine in un lungo itinerario triennale, sotto il nome di Crociata mariana della Madonna missionaria (1946-1949). Fu tuttavia con la Peregrinatio Mariae dell'arcidiocesi di Milano (1947-1949) che il rito assunse la denominazione corrente e si estese rapidamente a tutto il paese.[8] Dopo numerosi pellegrinaggi locali, l'evento abbracciò l'intera nazione con un grande pellegrinaggio della Madonna di Fátima, concluso con la consacrazione dell'Italia al Cuore Immacolato di Maria a Catania nel 1959.[1]

La Madonna di Fátima

Repliche del simulacro della Madonna di Fátima continuano a percorrere il mondo anche per via aerea, sostando nelle città principali, come nell'evento del 1978 quando l'effigie circumnavigò il pianeta in 38 giorni con partenza e arrivo a New York.[1][9]

Interpretazioni e controversie[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione della Madonna pellegrina si dispiega nel solco del movimento mariano fiorito tra Ottocento e Novecento e consolidato dalla proclamazione di dogmi (dell'Immacolata nel 1854, dell'Assunta nel 1950), oltre che dall'insegnamento della Chiesa definito in alcune costituzioni (Lumen gentium del 1964) o esortazioni apostoliche (Marialis cultus del 1974). Il movimento trova il suo apice nell'anno mariano indetto da Pio XII nel 1954. Per i credenti la Peregrinatio Mariae è un grande momento di fede, conversione e religiosità popolare, anche se non avulso da profili miracolistici e sensazionali.[1][9]

Riguardo ai pellegrinaggi italiani del dopoguerra esistono letture storiche che vi ravvisano una matrice politica di stampo propagandistico anticomunista nel contesto delle elezioni del 1948 e in seguito.[9] Tra cattolici e comunisti volarono reciproche accuse di strumentalizzazione. In Piemonte, in occasione dei pellegrinaggi della Madonna degli Infermi, della Madonna del Trompone e della Madonna Nera di Oropa, un'aspra polemica oppose L'Amico del popolo e L'Unità al settimanale diocesano di Vercelli.[10]

Lo storico delle religioni William A. Christian interpreta la Peregrinatio Mariae (ma anche molte apparizioni mariane che, senza essere riconosciute dalla Chiesa, pullularono in Europa sudoccidentale proprio negli anni 1947-1954) come uno strumento di riconquista di fedeli contro la minaccia comunista nel corso della guerra fredda. La connessione con Fátima appare particolarmente pregnante per via dell'aperto legame tra i messaggi della Cova da Iria, la fine di un conflitto mondiale e la rivoluzione russa.[6]

I cattolici non necessariamente respingono le interpretazioni legate alla guerra fredda, ma le considerano riduttive, assumendo che la Peregrinatio Mariae del dopoguerra fu un fenomeno polivalente e complesso.[11]

Letteratura italiana[modifica | modifica wikitesto]

Sciascia, nelle Parrocchie di Regalpetra, descrive un conflitto di campanile tra regalpetresi e castrensi in occasione di una Peregrinatio della Madonna di Fátima: un banale contrasto d'opinioni sfocia in una rissa con insulti e bestemmie al cospetto dell'immagine sacra, e solo per puro caso non costa ai comunisti - intervenuti in prima linea nei disordini - il disastro completo alle elezioni.[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Toscana Oggi.
  2. ^ Tuninettipassim.
  3. ^ Mario Morra, «La Madonna che fa a modo loro», su DonBosco-Torino.org. URL consultato il 17 marzo 2016.
  4. ^ Tuninetti, pp. 9-14.
  5. ^ (FR) Louis Perouas, Le grand retour de Notre-Dame de Boulogne à travers la France (1943-1948). Essai de reconstitution, in Annales de Bretagne et des pays de l'Ouest, vol. 90, nº 2, Rennes, Presses universitaires de Rennes, 1983, pp. 171-183. URL consultato il 17 marzo 2016.
  6. ^ a b c (EN) William A. Christian, Religious apparitions and the Cold War in Southern Europe (PDF), in Eric Wolf (a cura di), Religion, power and protest in local communities. The northern shore of the Mediterranean, Berlino, De Gruyter, 1984, pp. 239-266. URL consultato il 17 marzo 2016.
  7. ^ Tuninetti, pp. 9-16; 101.
  8. ^ Tuninetti, pp. 20-21.
  9. ^ a b c Sergio Gasperi, La Peregrinatio, su Paolinitalia.it. URL consultato il 17 marzo 2016.
  10. ^ Tuninetti, p. 46.
  11. ^ Così padre Giovanni Roncari, docente di storia della Chiesa, su Toscana Oggi.
  12. ^ Leonardo Sciascia, Le parrocchie di Regalpetra, Bari, Laterza, 1956, pp. 94-95.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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