Lucy Parsons

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Lucy Eldine Gonzalez Parsons

Lucy Eldine Gonzalez Parsons, nata Lucia Carter[1][2] (Virginia, 1851Chicago, 7 marzo 1942) è stata una sindacalista statunitense, socialista radicale e anarco-comunista. Ricordata come una potente oratrice, entrò nel movimento radicale in seguito al suo matrimonio con Albert Parsons e si trasferì con lui dal Texas a Chicago, dove contribuì alla stesura del giornale The Alarm.

In seguito all'esecuzione di suo marito nel 1887 in concomitanza con la rivolta di Haymarket, Parsons fondò l'Industrial Workers of the World e divenne membro di altre organizzazioni politiche.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Lucia Carter nacque in Virginia nel 1851.[3] Sua madre era una schiava afroamericana di proprietà di un bianco di nome Tolliver, che potrebbe essere stato il padre di Lucy.[1] Nel 1863, durante la guerra civile, Tolliver si trasferì a Waco, in Texas, con i suoi schiavi.[4]

Poco si sa della sua vita dopo il trasferimento in Texas. Lavorò come sarta e cuoca per famiglie bianche.[1] Parsons visse con un ex schiavo di nome Oliver Gathing fino al 1870.[5][6] Durante questa relazione ebbe un bambino che morì alla nascita. Nel 1871 sposò Albert Parsons, un ex soldato confederato. Furono costretti a fuggire dal nord del Texas nel 1873 a causa delle reazioni intolleranti al loro matrimonio interrazziale. Durante il viaggio Parsons cambiò il suo nome in Lucy. La coppia si stabilì a Chicago.

Attivismo[modifica | modifica wikitesto]

Descritta dal Dipartimento di Polizia di Chicago come più pericolosa di un migliaio di rivoltosi negli anni '20, Parsons e suo marito erano diventati organizzatori anarchici coinvolti principalmente nel movimento operaio alla fine del XIX secolo, ma partecipando anche ad attivismo rivoluzionario per conto di prigionieri politici, persone di colore, senzatetto e donne. Iniziò a scrivere per The Socialist e The Alarm, il giornale dell'International Working People's Association (IWPA) che lei e Parsons, tra gli altri, fondarono nel 1883. Parsons lavorò a stretto contatto con la sua amica e collaboratrice Lizzie Holmes nei primi anni del 1880 e insieme guidarono marce di sarte che lavoravano a Chicago.[7] Nel 1886 suo marito fu arrestato, processato e condannato a morte l'11 novembre 1887 dallo stato dell'Illinois con l'accusa di aver cospirato nella rivolta di Haymarket, un evento che segnò l'inizio dei raduni del lavoro del primo maggio in segno di protesta.[8][9]

Parsons fu invitata a scrivere per la rivista anarchica francese Les Temps Nouveaux[10] e parlò al fianco di William Morris e Peter Kropotkin durante una visita in Gran Bretagna nel 1888.

Nel 1892 curò brevemente un periodico intitolato Freedom: A Revolutionary Anarchist-Comunist. Fu spesso arrestata per aver tenuto discorsi pubblici o distribuito letteratura anarchica. Mentre continuava a sostenere la causa anarchica, entrò in conflitto ideologico con alcuni dei suoi contemporanei, tra cui Emma Goldman, per aver posto attenzione alla politica di classe invece che alla parità di genere.[11]

Fotografia di Parsons nel 1886

Nel 1905 partecipò alla fondazione dell'Industrial Workers of the World (IWW) e iniziò a pubblicare Liberator, un giornale anarchico che sosteneva l'IWW a Chicago. L'attenzione di Lucy si spostò in qualche modo sulle lotte di classe sulla povertà e la disoccupazione, e organizzò le manifestazioni della fame di Chicago nel gennaio 1915, le quali spinsero la Federazione americana del lavoro, il Partito socialista e la Hull House di Jane Addams a partecipare a un'enorme manifestazione il 12 febbraio. Parsons dichiarò: La mia concezione dello sciopero del futuro non è quella di colpire e uscire e morire di fame, ma di colpire e rimanere dentro e prendere possesso delle proprietà necessarie della produzione.[12] Parsons fu precorritrice degli scioperi negli Stati Uniti e delle acquisizioni delle fabbriche da parte degli operai in Argentina.

Nel 1925 iniziò a lavorare con il Comitato Nazionale per la Difesa Internazionale del Lavoro nel 1927, un'organizzazione di tipo comunista che difendeva attivisti del lavoro e afroamericani ingiustamente accusati come gli Scottsboro Nine e Angelo Herndon.

Conflitto con Emma Goldman[modifica | modifica wikitesto]

Emma Goldman e Lucy Parsons rappresentarono diverse generazioni del movimento anarchico, derivanti da un conflitto ideologico e personale. Carolyn Ashbaugh ha spiegato in dettaglio le loro discordanze:

«Il femminismo di Lucy Parsons, che analizzava l'oppressione delle donne in funzione del capitalismo, era fondato sui valori della classe operaia. Il femminismo di Emma Goldman assunse un carattere astratto di libertà per le donne in tutte le cose, in tutti i tempi e in tutti i luoghi. Il suo femminismo divenne separato dalle origini della sua classe operaia. Goldman rappresentava il femminismo che veniva sostenuto nel movimento anarchico degli anni 1890 [e successivi]. Gli anarchici intellettuali misero in discussione Lucy Parsons in merito ai suoi atteggiamenti sulla questione femminile.[13]»

Parsons si dedicò esclusivamente alla liberazione della classe operaia, condannando Goldman per essersi rivolta a un vasto pubblico del ceto medio. Goldman a sua volta accusò Parsons di cavalcare l'onda del martirio di suo marito.[14]

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Parsons continuò a tenere discorsi a Chicago fino in tarda età.[15] Una delle sue ultime apparizioni importanti fu un discorso agli scioperanti della International Harvester nel febbraio del 1941.

Parsons morì nel 1942 in un incendio nella Avondale Community Area di Chicago.[16] Il suo amante George Markstall[17] morì il giorno dopo per le ferite recate mentre cercava di salvarla. Aveva circa 91 anni.[3] Dopo la sua morte la polizia sequestrò la sua biblioteca di oltre 1.500 libri e tutti i suoi documenti personali. È sepolta vicino a suo marito nel cimitero di Waldheim (ora Forest Home Cemetery), vicino al monumento dei martiri di Haymarket a Forest Park, in Illinois.

Origini ed etnia[modifica | modifica wikitesto]

Parsons rifiutò di parlare della sua vita privata o delle sue origini. Ad una domanda sui dettagli della sua storia dichiarò: Non sono in corsa per una carica pubblica e la gente non ha diritto a conoscere il mio passato. Non punto a nessuna cosa al mondo e alla gente non importa nulla di me. Sto lottando per un principio.[1] Questa posizione rese difficile la ricerca delle sue origini per gli storici.[18]

Parsons negò espressamente di essere figlia di un ex schiavo di origine africana, sostenendo che era nata in Texas e che i suoi genitori erano messicani e nativi americani.[4] Si descrisse come una fanciulla hispanico-indiana per spiegare la sua carnagione scura.[18] Questi miti personali persistettero dopo la sua morte: sul suo certificato di morte, i nomi dei suoi genitori risultavano essere Pedro Díaz e Marites González, entrambi nati in Messico.[19][20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Tera W. Hunter, Latina heroine or black radical? The complicated story of Lucy Parsons., in The Washington Post, 12 gennaio 2018. URL consultato il 13 novembre 2019.
  2. ^ (EN) www.iww.org, https://www.iww.org/history/biography/LucyParsons/1. URL consultato il 1º maggio 2018.
  3. ^ a b Jacqueline Jones, Goddess of Anarchy: the Life and Times of Lucy Parsons, American Radical, New York, Basic Books, 2017, pp. i, ISBN 978-0-465-07899-8, OCLC 982093458.
  4. ^ a b Elaine Elinson, Los Angeles Review of Books, https://lareviewofbooks.org/article/learn-the-use-of-explosives-on-jacqueline-joness-goddess-of-anarchy-the-life-and-times-of-lucy-parsons-american-radical/. URL consultato il 13 novembre 2019.
  5. ^ (EN) Jessie Carney Smith, Notable Black American Women, VNR AG, 1992, ISBN 978-0-8103-9177-2.
  6. ^ (EN) Kathlyn Gay, American Dissidents: An Encyclopedia of Activists, Subversives, and Prisoners of Conscience [2 volumes]: An Encyclopedia of Activists, Subversives, and Prisoners of Conscience, ABC-CLIO, 12 dicembre 2011, ISBN 978-1-59884-765-9.
  7. ^ Ashbaugh Carolyn, Lucy Parsons: American Revolutionary, Chicago, Haymarket Books, 2011.
  8. ^ Alexander Trachtenberg, The History of May Day, Marxists.org, March 2002 [1932].
  9. ^ Philip S. Foner, The First May Day and the Haymarket Affair, in May Day: A Short History of the International Workers' Holiday, 1886–1986, New York, International Publishers, 1986, pp. 27–39, ISBN 0-7178-0624-3.
  10. ^ Anarchist Writers, http://anarchism.pageabode.com/anarcho/lucy-parsons-american-anarchist. URL consultato il 14 agosto 2013.
  11. ^ "Lucy Parsons: Woman Of Will." Archiviato il 3 settembre 2010 in Internet Archive. Industrial Workers of the World.
  12. ^ Wobblies! 14
  13. ^ Carolyn Ashbaugh, Lucy Parsons: American Revolutionary, Chicago, Charles H. Kerr Publishing, 1976, ISBN 0-88286-005-4.
  14. ^ Candace Falk, Anarchy, Love, and Emma Goldman, 1984, p. 66, ISBN 0-03-043626-5.
  15. ^ Nancy Watkins, Who Loves Lucy?, in Chicago Tribune Magazine, Tribune Co., 9 novembre 2008, pp. 23. URL consultato il 7 settembre 2013.
  16. ^ International News Service, Widow Of Anarchist Dies When Chicago Home Burns, in St. Petersburg Times (US), 8 marzo 1942. URL consultato il 3 settembre 2017.
    «Mrs. Lucy Parsons 80-year-old blind anarchist whose first husband, Albert Parsons, died on the gallows as a result of the Haymarket riot, ...».
  17. ^ The Lucy Parsons Project, https://web.archive.org/web/20120307005521/http://www.lucyparsonsproject.org/aboutlucy/ashbaugh_widows.html. URL consultato il 22 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 7 marzo 2012).
    «Lucy Parsons and her companion George Markstall, with whom she had lived since around 1910, died in a fire at their Chicago home in March 1942.».
  18. ^ a b Mark Jacob, chicagotribune.com, https://www.chicagotribune.com/entertainment/books/ct-books-lucy-parsons-goddess-of-anarchy-jacqueline-jones-20171108-story.html. URL consultato il 13 novembre 2019.
  19. ^ Illinois, Deaths and Stillbirths Index, 1916-1947
  20. ^ Lori Henderson, Memory of Controversy and Controversial Memories: Lucy Parsons and the Haymarket Tragedy (PDF), in Historia, vol. 17, Eastern Illinois University, 2008, pp. 13–23. URL consultato l'8 marzo 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carolyn Ashbaugh, Lucy Parsons: American Revolutionary. Chicago: Charles H. Kerr Publishing Co., 1976.
  • Paul Avrich, The Haymarket Tragedy. Princeton, NJ: Princeton University Press, 1984.
  • Gale Ahrens, Lucy Parsons: Freedom, Equality, & Solidarity, Writings and Speeches, 1878-1937. Charles H. Kerr Publishing. 2003.
  • Paul Buhle and Nicole Schulman, Wobblies! A Graphic History of the Industrial Workers of the World. New York: Verso, 2005.
  • Jacqueline Jones, Goddess of Anarchy: The Life and Times of Lucy Parsons, American Radical. New York: Basic Books, 2017.
  • Dave Roediger and Franklin Rosemont (eds.), A Haymarket Scrapbook. Chicago: Charles H. Kerr Publishing Co., 1986.
  • Keith Rosenthal, "Lucy Parsons: 'More Dangerous Than a Thousand Rioters'", Joan of Mark, September 6, 2011.
  • "Lucy Parsons Is Burned to Death in Chicago; Husband Was Hanged After Haymarket Riot", the New York Times, March 8, 1942, p. 36.

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