Learjet 60

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Bombardier Learjet 60
Macedonian Government Learjet 60-1.jpg
Un Learjet 60 del governo macedone.
Descrizione
Tipobusiness jet
Equipaggio2 (piloti)
ProgettistaLearjet
CostruttoreLearjet
Data primo volo10 ottobre 1993
Dimensioni e pesi
Lunghezza17,81 m
Apertura alare13,34 m
Altezza4,47 m
Superficie alare24,57 m²
Peso a vuoto6 641 kg
Peso max al decollo10 660 kg
Passeggeri8
Propulsione
Motore2 turboventole Pratt & Whitney Canada PW305A
Spinta20,46 kN
Prestazioni
Velocità max839 km/h
Velocità di crociera778 km/h
Autonomia4 441 km
(2 760 mi, 2 398 nm)[1]

Dati tratti da "Brassey's World Aircraft & Systems Directory 1999/2000"[2], tranne dove diversamente indicato.

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Il Learjet 60 è un business jet bimotore a medio raggio prodotto dalla Learjet negli stabilimenti di Wichita, Kansas, USA. Alimentato da due Pratt & Whitney Canada PW305A, è in grado di trasportare 8 passeggeri e 2 membri dell'equipaggio per 2 405 miglia nautiche (4 454 km).[3]

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Un Learjet 60 in fase di decollo

Il Learjet 60 è una versione migliorata del Learjet 55, con una fusoliera più lunga e motori turbofan più potenti. Ha effettuato il suo primo volo il 10 ottobre 1990 e ha ricevuto la certificazione da parte della Federal Aviation Administration, l'ente per l'aviazione civile degli Stati Uniti, nel gennaio del 1993.[4]

Le modifiche apportate al modello 55, che hanno portato alla nascita del modello 60, sono frutto di un programma di miglioramento che ha riguardato l'aerodinamica del velivolo e l'incremento dei posti in cabina con l'allungamento della fusoliera.

Learjet 60XR[modifica | modifica wikitesto]

La Bombardier ha lanciato una nuova variante nel 2005 denominata Learjet 60XR. Il nuovo modello ha ottenuto la certificazione da parte dell'EASA, l'ente europeo per la sicurezza aerea, il 27 settembre 2007, mentre la FAA aveva rilasciato un'analoga certificazione il 28 settembre del 2006.[5] Le consegne sono state avviate nel 2007.[6]

Il Learjet 60XR ha una cabina aggiornata, una suite avionica avanzata e nuovi freni a disco in acciaio.[7]

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Civili[modifica | modifica wikitesto]

Lista parziale:

Lettonia Lettonia
  • Un Learjet 60 utilizzato per il trasporto VIP dalla BALTIC JET AIRCOMPANY.[8]
Malta Malta
  • Un Learjet 60 utilizzato per il trasporto VIP. Gestito da Eurojet Limited.[9]

Militari[modifica | modifica wikitesto]

Argentina Argentina
1 Learjet 60 consegnato nel 1998 ed utilizzato per il trasporto VIP.[11][12]
Colombia Colombia
Macedonia del Nord Macedonia del Nord
  • Un Learjet 60 consegnato nell'aprile del 2005 per rimpiazzare un King Air 200. Usato dal governo per il trasporto VIP.[14]
Messico Messico
Moldavia Moldavia
  • Un Learjet 60 operato dalla Nobil Air, usato per il trasporto VIP governativo e civile.[16]
Stati Uniti Stati Uniti

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Learjet Learjet 60, in "Flugzeuginfo.net".
  2. ^ Taylor 1999, pp. 512–513.
  3. ^ Copia archiviata (PDF), su learjet.com. URL consultato il 26 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 2 novembre 2010).
  4. ^ Airliners.net profile
  5. ^ bombardier.com
  6. ^ flightglobal.com
  7. ^ Which is the Real Learjet 60XR?
  8. ^ [1] Archiviato l'8 febbraio 2016 in Internet Archive. Balticjet Aircompany Charter Flights
  9. ^ aircharterguide.com. URL consultato il 4 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 21 agosto 2016).
  10. ^ http://www.perfil.com/contenidos/2011/01/04/noticia_0014.html Revista Flap internacional- aviação militar na América Latina
  11. ^ "L'Aeronautica Argentina" - "Rivista italiana difesa" N. 10 - 10/2019 pp. 74-79
  12. ^ defensa.com
  13. ^ [2] Revista Flap internacional- aviação militar na América Latina
  14. ^ aircraft Archiviato il 14 settembre 2007 in Internet Archive.
  15. ^ Image of Mexican Navy AMT-200
  16. ^ aircharterguide.com. URL consultato il 4 settembre 2016 (archiviato dall'url originale l'11 ottobre 2016).
  17. ^ FAA Flight Check operations Archiviato il 16 giugno 2011 in Internet Archive. AINonline

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