La nave più scassata... dell'esercito

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La nave più scassata... dell'esercito
La nave più scassata... dell'esercito.png
Titolo originaleThe Wackiest Ship in the Army
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1960
Durata99 min
Rapporto2,35:1
Generecommedia
RegiaRichard Murphy
SoggettoHerbert Carlson
SceneggiaturaRichard Murphy, Herbert H. Margolis, William Raynor
ProduttoreFred Kohlmar
Casa di produzioneColumbia Pictures
Distribuzione in italianoC.E.I.A.D.
FotografiaCharles Lawton Jr.
MontaggioCharles Nelson
MusicheGeorge Duning
TruccoBen Lane, Robert J. Schiffer
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

La nave più scassata... dell'esercito (The Wackiest Ship in the Army) è un film del 1960 diretto da Richard Murphy.

Dal film ne è nata una serie televisiva omonima trasmessa nel 1965.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

In piena seconda guerra mondiale al tenente di vascello Crandall viene affidato il compito di portare una nave di rifornimenti dall'Australia a Port Moresby, nella Nuova Guinea. Ma la nave in questione, l'Echo, non è altro che una vecchia goletta e il suo equipaggio è composto da soggetti assolutamente inesperti. Affezionatosi all'imbarcazione e alla sua truppa, assieme al volenteroso guardiamarina Hanson insiste nel portare a termine una missione segreta: addentrarsi nel Capo Gloucester e segnalare gli spostamenti delle flotte giapponesi nel mare di Bismarck.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è liberamente ispirato alla nave della marina statunitense USS Echo (IX-95). Come mostrato nel film, l'Echo era una goletta prestata dalla Nuova Zelanda nel 1942, ma venne usata in qualità di nave da provviste e trasporto merci della base navale statunitense nel Sud Pacifico. La nave venne smantellata nel 1944 e si trova ora in un museo di Picton, in Nuova Zelanda.

Luoghi delle riprese[modifica | modifica wikitesto]

Gli esterni sono stati girati nell'isola Hawaiiana di Kauai e nella stazione navale di Pearl Harbor.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

«[...] il film ha il suo meglio nella prima parte più spiccatamente comica; la riluttanza del capitano a comandare quella strana nave e gli incerti della navigazione a vela in mezzo al pandemonio della guerra moderna. Poi il modulo propagandistico prende un po' la mano, con vantaggio dello spettacolo ma non del divertimento.»

(Leo Pestelli su La Stampa del 6 gennaio 1961[1])

Note[modifica | modifica wikitesto]

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