La spada di Shannara

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« Qui giace il cuore e l'anima delle nazioni,
Il loro diritto di vivere nella libertà,
Il loro desiderio di vivere nella pace,
Il loro coraggio di cercare la verità,
Qui giace la Spada di Shannara. »

(La Spada di Shannara)
La Spada di Shannara
Titolo originaleThe Sword of Shannara
AutoreTerry Brooks
1ª ed. originale1977
GenereRomanzo
SottogenereFantasy, avventura
Lingua originale inglese
SerieShannara
Seguito daLe pietre magiche di Shannara

La Spada di Shannara (titolo originale inglese The Sword of Shannara) è un romanzo del 1977 dello scrittore statunitense Terry Brooks. Si tratta del primo libro dell'opera fantasy legata al mondo di Shannara. Narra le avventure dei fratelli Shea e Flick Ohmsford durante la loro lotta contro il Signore degli Inganni, oscura e malvagia minaccia che incombe sulle Quattro Terre.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la cronologia delle Quattro Terre, molto tempo fa l'umanità raggiunse un avanzamento tecnologico tale da non essere più in grado di controllarlo. Durante le battaglie apocalittiche che ne seguirono, note come Grandi Guerre, gran parte degli esseri viventi della terra si estinse e gli stessi continenti cambiarono la loro morfologia. A seguito di queste guerre ciò che restava dell'umanità si divise in diverse razze: Umani, Nani, Gnomi e Troll. Anche gli Elfi tornarono a mostrarsi alle altre razze sebbene essi non discendessero dai sopravvissuti alle Grandi Guerre. In questo futuristico ritorno al passato il mondo naturale è rifiorito, la magia è riapparsa contrapponendosi alla tecnologia delle ere passate.

L'Ordine dei Druidi, costituitosi in seguito alla rinascita delle Razze a garanzia della conservazione del sapere del passato e della coltivazione di un corretto utilizzo della magia, venne quasi completamente distrutto dal Druido ribelle Brona, massimo conoscitore della magia nera proibita, durante la Seconda Guerra delle Razze, salvo poi essere sconfitto da Jerle Shannara grazie alla spada da lui forgiata.

Riassunto[modifica | modifica wikitesto]

Secoli dopo questi fatti, le vicende narrate nel libro introducono la famiglia Ohmsford di Valle d'Ombra. Flick vive con i suoi genitori e porta avanti la locanda di famiglia insieme al fratellastro Shea, figlio di un parente degli Ohmsford che aveva sposato una donna elfa. Una notte il misterioso Allanon, l'ultimo superstite dei Druidi di Paranor, giunge a Valle Ombra con la notizia che la vita di Shea è in pericolo e che Brona, il Signore degli Inganni, che tutti pensavano essere una leggenda del passato, è ritornato ed è alla ricerca di Shea, ultimo discendente in vita di Jerle Shannara e quindi unico in grado di usare il potere della Spada di Shannara.

Dopo aver consegnato a Shea tre pietre magiche come protezione, Allanon ordina a Shea di lasciare immediatamente Valle d'Ombra e di raggiungerlo a Culhaven. La comparsa in quella stessa notte dei Messaggeri del Teschio - potenti agenti del Signore degli Inganni - alla ricerca dell'ultimo discendente degli Shannara convince Shea a partire. Shea convince Flick a recarsi nella vicina città di Leah per chiedere aiuto al loro amico Menion Leah, avventuriero e miglior cacciatore delle Terre del Sud.

I tre amici partono alla volta di Culhaven, la capitale della nazione dei Nani, dove Allanon ha dato loro appuntamento. Le Pietre Magiche, impregnate di magia elfica, proteggono Shea e i suoi compagni nelle Paludi di Nebbia. Arrivati a Culhaven, i tre amici trovano Allanon in compagnia del guerriero nano Hendel, Durin e Dayel Elessedil, cugini del re degli Elfi, e Balinor Buckhannah, principe ereditario di Callahorn e comandante della Legione della frontiera. Il gruppo si reca al Perno dell'Ade affinché Allanon si consulti un'ultima volta con lo spirito di Bremen. La profezia di Bremen rivela che uno dei componenti del gruppo non arriverà a Paranor, ma sarà il primo a mettere le mani sulla spada di Shannara. Infatti lungo il cammino attraverso i Denti del Drago, Shea inciampa e precipita nel fiume sottostante senza che nessuno possa impedirlo.

Giunti a Paranor, il gruppo trova la fortezza presidiata da soldati Gnomi e da un messaggero del Teschio che tende un agguato ad Allanon nelle fucine della fortezza, riuscendo quasi a sopraffarlo. Inoltre la Spada di Shannara è scomparsa. A questo punto il gruppo si divide. Flick, Allanon e Menion continuano la ricerca di Shea. Durin, Dayel, Balinor ed Hendel si occupano di radunare i propri popoli di appartenenza e di preparasi alla battaglia in aiuto della Legione della frontiera a Callahorn, dove l'esercito del Signore degli Inganni è pronto ad attaccare.

Shea viene salvato dal fiume da un ladro monco chiamato Panamon Creel e dal suo strano compagno Keltset, un troll reietto dalla sua gente e muto. Panamon si impossessa delle Pietre di Shea credendole preziose, salvo poi restituirgliele dopo che Shea salva loro la vita in uno scontro con un messaggero del Teschio. Il terzetto si imbatte a Nord di Paranor nei resti della battaglia fra la pattuglia di Elfi, guidata dallo stesso re Eventine Elessedil, e l'esercito nemico al termine della quale il re viene fatto prigioniero. Durante l'esplorazione trovano lo gnomo disertore Orl Fane che fanno prigioniero. Orl Fane fugge nella notte, arrischiandosi a sottrarre dalla sua paccottiglia solo una spada insignificante e malandata. Shea capisce subito che quella era la Spada di Shannara. Panamon decide di inseguire lo gnomo fuggitivo fin nel Regno del Teschio, quartier generale di Brona.

Flick, Allanon e Menion si imbattono nell'accampamento nemico. Menion aggira l'accampamento per recarsi a Kern ad avvertire l'ignara popolazione dell'invasione. Assiste ad uno scambio di un prigioniero e, pensando che il prigioniero sia Shea, lo salva fuggendo verso il fiume. Il prigioniero, tuttavia, si rivela essere Shirl Ravenlock una bellissima ragazza con i capelli rossi, figlia del reggente di Kern e promessa sposa di Palance, fratello minore di Balinor Buckhannah. Menion e Shirl riescono ad evacuare la città di Kern facendo fuggire la popolazione verso la città di Callahorn, sfruttando un diversivo causato dallo stesso Menion e da uno sparuto gruppo di combattenti della Legione della Frontiera, che Menion apprende essere stata improvvisamente e dissennatamente sciolta da Palance Buckhannah, diventato reggente di Callahorn in seguito alla malattia del padre. Flick viene truccato da gnomo da Allanon e si intrufola nell'accampamento del Signore degli Inganni per carpire informazioni. Imbattutosi nella tenda in cui è tenuto prigioniero il Re degli Elfi Eventine Elessedil, decide di rimanere nascosto e di salvare il re nella notte successiva.

Balinor giunge a Callahorn e viene fatto prigioniero nelle segrete del castello da Palance e dal suo malfidato consigliere Stenmin. Anche Durin, Dayel, Hendel e alcuni generali della Legione della Frontiera fedeli a Balinor vengono man mano imprigionati nello stesso luogo. Menion Leah, giunto a Callahorn con i fuggitivi da Kern, si è guadagnato la fiducia di Palance per aver salvato Shirl. Avendo intuito la maligna influenza di Stenmin sul giovane principe e che i suoi amici sono tenuti prigionieri, Menion riesce a catturare Stenmin e a farsi condurre nelle prigioni da cui libera i suoi amici appena in tempo per permettere loro di ri-organizzare la Legione della Frontiera per l'attacco imminente. Stenmin purtroppo riesce a sfuggire alla cattura e ferisce a morte Palance.

La Legione, aiutata da un manipolo di nani, resiste eroicamente all'assalto dell'esercito del Signore degli Inganni sotto la guida di Balinor e i consigli di Hendel. Tuttavia il tradimento di Stenmin - asservito al Signore degli Inganni - consente all'esercito del nord di aprire una breccia, poi chiusa grazie all'intuizione di Menion e di Hendel. Quest'ultimo perde la vita da eroe nello scontro.

Panamon, Kelset e Shea inseguono Orl Fane nella tempesta, ma vengono catturati da una pattuglia di Troll e condotti davanti al tribunale per essere giudicati e giustiziati. Kelset si rivela in possesso della più alta onorificenza del suo popolo perché la sua famiglia si è ribellata al Signore degli Inganni venendo sterminata. Ha quindi salva la vita e rivela che Shea è l'erede di Jerle Shannara in grado di sconfiggere il Signore degli Inganni. Anche Orl Fane, completamente impazzito, è stato fatto prigioniero quindi Shea può entrare in possesso della Spada e sperimentare sulla sua stessa persona il suo potere. Allanon percepisce l'accaduto e riesce soltanto a comunicare debolmente con la mente di Shea, impedendogli di impazzire nel momento in cui il Signore degli Inganni si materializza di fronte a lui, con l'intento di distruggerlo. Determinato a non permettere a Brona di far ancora del male a nessuno Shea lo attacca. Il Signore degli Inganni, immune alle armi fisiche, viene colpito dalla verità stessa rivelata dalla magia spada e, costretto a confrontarsi con l'oggettività della sua morte e dell'illusione della sua attuale presenza spirituale, svanisce insieme a tutto ciò che aveva creato.

Il Regno del Teschio crolla fisicamente su sè stesso, Panamon e Shea riescono a fuggire solo grazie all'eroico sacrificio di Kelset che fronteggia una frana a mani nude, restando seppellito sotto le rocce. La sconfitta del Signore degli Inganni fa sgretolare anche l'esercito a Callahorn che si stava scontrando con l'ultimo gruppetto di superstiti della Legione della Frontiera sul ponte di Sendic, ultima linea di difesa della città.

L'esercito del Nord è facilmente sconfitto anche grazie all'arrivo di Eventine alla testa dell'Esercito Elfo, rintracciato nelle pianure da Flick. Allanon recupera Shea, che si congeda da Panamon diventato nel frattempo suo amico, e lo riporta a Callahorn. Allanon rivela di essere il centenario figlio di Bremen e si congeda dalla compagnia per recarsi a riposare grazie al sonno dei Druidi, per recuperare parzialmente le energie perdute e rimanere ulteriormente in vita.

La pace è ristabilita: Balinor resta re di Callahorn e la spada di Shannara viene collocata nel fossato del castello sotto l'arcata del ponte di Sendic; Shea e Flick tornano a Valle d'Ombra dove sono raggiunti da Panamon che riporta a Shea le Pietre Magiche che aveva smarrito durante la fuga, Menion sposa Shirl diventando più responsabile e consapevole di divenire un giorno re di Leah.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

La trama de La Spada di Shannara è stata più volte criticata per la sua somiglianza con la trilogia de Il Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien. L'opera di Tolkien, precedente al primo romanzo di Shannara di circa trent'anni, è anch'essa incentrata su un protagonista semplice, appartenente ad una piccola e tranquilla comunità, che si scopre involontario eroe di un'avventura in cui, spinto da un alto e sapiente mago, deve distruggere un lontano e potente Signore Oscuro. Preziosi artefatti magici saranno necessari all'eroe per compiere la sua impresa, accompagnato da fedeli amici e inseguito dai terribili mostri che il Signore Oscuro ha posto sulle sue tracce. Un gruppo di compagni, esponenti delle diverse razze affiancherà l'eroe nella sua difficile impresa. Molte osservazioni sono state fatte anche sui tratti comuni tra il druido Allanon di Brooks e lo stregone Gandalf di Tolkien.

Nonostante le critiche, Terry Brooks ha negato qualsiasi plagio e in effetti molti dei topoi comuni alle due opere, quale quello della ricerca e della compagnia, possono essere fatti risalire ai miti del folklore e della mitologia britannica, dall'epopea di Re Artù fino all'Edda norrena, canoni ripresi poi nel genere high fantasy.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

La Spada di Shannara è stato pubblicato per la prima volta nel 1977 dalla casa editrice Random House di New York negli Stati Uniti e nel 1978 dalla Arnoldo Mondadori Editore in Italia. È stato il primo fantasy a scalare la classifica dei bestseller del New York Times dai tempi de Il Signore degli Anelli.

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