Kepler-37

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Kepler-37
Kepler-37
Lyra IAU.svg
ClassificazioneNana gialla
Classe spettraleG
Distanza dal Sole215 anni luce
CostellazioneLira
Coordinate
(all'epoca J2000)
Ascensione retta18h 56m 14,28s[1]
Declinazione44° 31′ 5,52″
Dati fisici
Raggio medio0,77 R
Massa
0,80 M
Velocità di rotazione1,1 ± 1,1 km/s
Temperatura
superficiale
5417 ± 75 K (media)
Metallicità48% rispetto al Sole
Età stimata6 miliardi di anni
Dati osservativi
Magnitudine app.+9,71
Nomenclature alternative
KIC 3323887, 2MASS 19021775+3824032, KOI 377

Coordinate: Carta celeste 18h 56m 14.28s, +44° 31′ 05.52″

Kepler-37 è una stella di classe G nella costellazione della Lira, distante 215 anni luce dal sistema solare. Studiata nell'ambito della missione Kepler, nel febbraio del 2013 è stata annunciata la presenza di tre pianeti extrasolari orbitanti attorno a essa. Il pianeta più interno, Kepler-37 b, al momento della scoperta risulta essere il più piccolo esopianeta conosciuto in orbita attorno a una stella di sequenza principale, essendo infatti più piccolo e meno massiccio di Mercurio, e poco più grande della Luna[2][3].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Kepler-37 è un po' più piccola e meno massiccia del Sole, con un raggio e una massa rispettivamente del 77 e dell'80% di quelli della nostra stella[4]. La sua temperatura superficiale è attorno ai 5400 K e la presenza di metalli, cioè elementi più pesanti dell'elio, è circa la metà della quantità presente nel Sole[5].

Sistema planetario[modifica | modifica wikitesto]

I pianeti di Kepler-37 comparati ai corpi rocciosi del sistema solare.

I pianeti sono stati scoperti nel settembre del 2012 con il metodo del transito grazie al telescopio spaziale Kepler, e l'annuncio è stato fatto ad inizio 2013, dopo che simulazioni al computer avevano escluso fenomeni astronomici che potevano imitare i transiti planetari.

Tutti e tre i pianeti orbitano piuttosto vicini alla stella, con periodi orbitali compresi tra 13 e 40 giorni. Oltre al pianeta interno, poco più grande della Luna, anche il secondo pianeta, Kepler-37 c, è più piccolo della Terra, con un raggio del 74% di quello del nostro pianeta, mentre il più esterno, Kepler-37 d ha un raggio doppio rispetto a quello terrestre.

Nonostante i pianeti siano troppo vicini alla propria stella madre per poter supportare la vita, Thomas Barclay, un astrofisico del gruppo che lavora alla missione Kepler e a capo del gruppo che ha portato all'annuncio del sistema planetario, ha detto che la scoperta è stata "una buona notizia" per la ricerca di pianeti abitabili, che è un obiettivo primario del progetto; la scoperta ha dimostrato infatti che Kepler è in grado di rilevare pianeti delle dimensioni della Terra o anche più piccoli. Tuttavia, egli non prevede di trovare molti pianeti piccoli come Kepler-37b a causa della piccola quantità di luce emessi da corpi così piccoli. Secondo lo scienziato della NASA Jack Lissauer, la scoperta di Kepler-37 b suggerisce che questi piccoli pianeti siano molto comuni attorno alle altre stelle[3]. L'astronomo John Johnson invece, afferma che la scoperta di un pianeta più piccolo di Mercurio sarebbe stata inimmaginabile solo pochi anni fa[6].

Sotto, un prospetto del sistema planetario di Kepler-37.

PianetaTipoMassaRaggioPeriodo orb.Sem. maggioreEccentricitàScoperta
bPianeta terrestre>0,01 M0,303 R13,367 giorni0,1003 UA2013
cPianeta terrestre0,742 R21,302 giorni0,1368 UA2013
dSuper Terra1,99 R39,792 giorni0,2073 UA2013

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kepler Host Star Characteristics Archive for Space Telescopes
  2. ^ Alessia Manfredi, Ecco a voi Kepler 37 b, La Repubblica, 20 febbraio 2013. URL consultato il 3 aprile 2013.
  3. ^ a b NASA's Kepler Mission Discovers Tiny Planet System, NASA, 20 febbraio 2013. URL consultato il 3 aprile 2013.
  4. ^ Kepler-37 System, NASA. URL consultato il 3 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 18 marzo 2013).
  5. ^ Thomas Barclay et al., A sub-Mercury-sized exoplanet, in Nature, 20 febbraio 2013, DOI:10.1038/nature11914.
  6. ^ NASA, using Kepler space telescope, finds smallest planet yet Los Angeles Times

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Stelle Portale Stelle: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di stelle e costellazioni