Kenn Duncan

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Kenn Duncan (New Jersey, 22 settembre 1928New York, 27 luglio 1986) è stato un fotografo statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli inizi come ballerino, una frattura al piede lo costrinse a ritirarsi. Seguì allora un corso di fotografia alla YMCA, che gli permise di unire la passione per la fotografia a quello della danza, diventando un apprezzato e richiesto fotografo di ballerini, balletti e prove di ballo. Le sue fotografie furono pubblicate su Dance Magazine e scattò celebri ritratti fotografici di Mikhail Baryshnikov, Alicia Markova, Rudolf Nureyev, Alexander Godunov, Cynthia Gregory e Gelsey Kirkland. Il suo lavoro è stato esposto in numerosi musei americani e nel mondo, tra cui il Stedelijk Museum di Amsterdam e la Dance Library of Israel di Tel Aviv. Le sue fotografie furono pubblicate anche su Vogue, Harper's Bazaar, Life, Time e Newsweek.[1]

Dalla fine degli anni sessanta cominciò a lavorare anche nel mondo del musical di Broadway come fotografo, immortalando le produzioni originali e il backstage dei musical Hair ed Applause con Lauren Bacall, oltre alla pièce The Elephant Man. Il suo lavoro a Broadway lo portò a scattare famosi ritratti fotografici di attori, danzatori e compositori come Tommy Tune, Chita Rivera, Jerry Herman, Carol Channing e Chita Rivera.

Omosessuale, Duncan morì nel 1986 di toxoplasmosi, insorsa come una complicazione dell'AIDS di cui soffriva.[2] Il suo archivio fu acquistato dalla New York Public Library.[3]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Marcia B. Siegel, The Shapes of Change: Images of American Dance, University of California Press, 1985, ISBN 9780520042032. URL consultato il 22 settembre 2019.
  2. ^ (EN) Kenn Duncan Is Dead; A Dance Photographer, in The New York Times, 28 luglio 1986. URL consultato il 22 settembre 2019.
  3. ^ New York Public Library Acquires Duncan Photos of Hines, Peters, Midler and 599,997 More - Playbill.com, su web.archive.org, 11 ottobre 2012. URL consultato il 22 settembre 2019 (archiviato dall'url originale l'11 ottobre 2012).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN27868313 · ISNI (EN0000 0000 2458 0821 · Europeana agent/base/118671 · LCCN (ENn78049923 · WorldCat Identities (ENlccn-n78049923