Jules Feiffer

Premio Pulitzer nel 1986Jules Ralph Feiffer (New York, 26 gennaio 1929 – Richfield Springs, 17 gennaio 2025[1]) è stato uno sceneggiatore, fumettista e disegnatore statunitense, vincitore di un Premio Oscar nel 1961 per il suo cortometraggio Munro[2], della Torre Guinigi d'oro al Salone Internazionale dei Comics nel 1967 e di un Premio Pulitzer nel 1986.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Terminati gli studi liceali «frequentò un corso di disegno preso il Pratt Institute di Brooklyn».[3] In seguito, dopo un periodo come assistente di Will Eisner, esordisce come autore nel 1949 con il personaggio di Clifford, un bambino protagonista di una serie di strisce. Negli anni cinquanta collabora alla realizzazione di alcuni cartoni animati e nel 1956 esordisce con una serie di tavole intitolate col suo nome sulla testata Village Voice nelle quali critica la realtà sociale e politica del suo paese e che riscuoteranno molto successo influenzando generazioni di autori satirici; in questa serie di tavole - privi di un protagonista fisso - compaiono vari personaggi come Bernard Mergendeiler, un uomo debole e insicuro e pieno di complessi, Munro, un bambino di quattro anni erroneamente arruolato nell'esercito, Hostil-man, un individuo frustrato e angosciato che diventa una specie di Superman alla rovescia). Scrive anche alcune commedie e sceneggiature di diversi film come Piccoli omicidi e Conoscenza carnale del 1971 e Voglio tornare a casa! del 1989.[2][4]
Opere
[modifica | modifica wikitesto]Fumetti e vignette
[modifica | modifica wikitesto]Feiffer è soprattutto noto per le sue strisce di argomento politico e satirico, poetico e psicologico. Queste in genere occupano un'intera tavola e sono composte da sei/otto vignette.
Uno dei personaggi ricorrenti è la donna che danza ("Questa è la mia danza della primavera per festeggiare […]"). Altri personaggi sono Bernard Mergendeiler, nevrotico cronico, e Munro, un bambino di quattro anni erroneamente arruolato nell'esercito, Passionella e altri personaggi minori.
Tra le vignette di argomento politico, sono particolarmente note quelle relative a Richard Nixon e allo scandalo Watergate.
Le vignette di Jules Feiffer sono state tradotte in Italia da Linus. Sono usciti diversi volumi fra i quali: Passionella a altre storie, a cura di Umberto Eco e Cathy Berberian, Milano, Bompiani, 1963; Il trapianto del trauma: vita privata di Bernard Mergendeiler, a cura di Umberto Eco e Cathy Berberian, Milano, Bompiani, 1968.
Nel 1989 Jules Feiffer è ospite al Premio Satira Politica Forte dei Marmi, un suo disegno è nella copertina del catalogo e Luca Boschi apre il volume con una presentazione cronologicamente completa. Il linguaggio di tipo teatrale che punta tutto sulla parola non lasciando alcun spazio all'azione caratterizza il tipo di satira dell'autore e, su Linus, la «riflessività dei protagonisti occasionali delle sue tavole [...] si sposava benissimo coi tormenti esistenziali dei Peanuts, col non sense d'antan di Krazy Kat. con la sarcastica logorrea di Pogo».[5]
Illustrazioni
[modifica | modifica wikitesto]- Illustrazioni per Il casello magico (The Phantom Tollbooth), di Norton Juster
Cortometraggi
[modifica | modifica wikitesto]- Munro (Oscar al miglior cortometraggio d'animazione nel 1961)
Libri e romanzi
[modifica | modifica wikitesto]- Backing Into Forward: A Memoir, Ed.: Nan A. Talese, 2010 (autobiografia)
- Abbaia, George! , Ed. Salani Editore, 2010 (libro per ragazzi)
Opere teatrali
[modifica | modifica wikitesto]- Piccoli omicidi
- Crawling Arnold, atto unico «presentato nel 1961 al Festival dei Due Mondi di Spoleto».[3]
Sceneggiature per il cinema
[modifica | modifica wikitesto]- Conoscenza carnale, regia di Mike Nichols (1971)
- Piccoli omicidi, regia di Alan Arkin (1971)
- Popeye - Braccio di ferro, regia di Robert Altman (1980)
- Voglio tornare a casa!, regia di Alain Resnais (1989)
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Jules Feiffer, cartoonist of acerbic wit and satire, dies at 95, in The Washington Post, 21 gennaio 2025. URL consultato il 21 gennaio 2025.
- 1 2 FFF - Jules FEIFFER, su lfb.it. URL consultato il 15 ottobre 2018.
- 1 2 Gaetano Strazzulla, I fumetti, Vol. 1°, La storia-Gli autori, Sansoni Enciclopedie pratiche n. 31, Firenze 1980, pp. 133-134
- ↑ Guida Fumetto Italiano, Guida Fumetto Italiano, su guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 15 ottobre 2018.
- ↑ Luca Boschi, Jules Feiffer, Premio Satira Politica, XVII edizione, Fondazione Città Forte dei Marmi, luglio 1989.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Feiffer, Jules, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- (EN) Jules Feiffer, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Opere di Jules Feiffer, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Bibliografia di Jules Feiffer, su Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff.
- (EN) Jules Feiffer, su Goodreads.
- Jules Feiffer, su Fondazione Franco Fossati.
- (EN) Jules Feiffer, su Comic Vine, Fandom.
- Jules Feiffer, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- (EN) Jules Feiffer, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Jules Feiffer, su AllMovie, All Media Network.
- (EN) Jules Feiffer, su Internet Broadway Database, The Broadway League.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 79042472 · ISNI (EN) 0000 0001 1449 0766 · SBN RAVV085541 · Europeana agent/base/64105 · ULAN (EN) 500080612 · LCCN (EN) n79055272 · GND (DE) 118686453 · BNE (ES) XX1298581 (data) · BNF (FR) cb120188494 (data) · J9U (EN, HE) 987007433068705171 · NSK (HR) 000204063 · NDL (EN, JA) 00439317 · CONOR.SI (SL) 64825699 |
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