Juan Carlos Duran

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Juan Carlos Duran
Nazionalità Argentina Argentina
Italia Italia
Pugilato Boxing pictogram.svg
Categoria Pesi superwelter e Pesi medi
Ritirato 4 luglio 1973
Carriera
Incontri disputati
Totali 85
Vinti (KO) 67 (21)
Persi (KO) 9 (2)
Pareggiati 8
Statistiche aggiornate all'11 maggio 2010

Juan Carlos Duran, noto anche come Carlo Duran (Santa Fe, 13 giugno 1936Brugnato, 2 gennaio 1991), è stato un pugile argentino naturalizzato italiano, di fama internazionale. Fu campione italiano (1966-1967) ed europeo (1967-1969 e 1970-1971) dei pesi medi e campione europeo dei pesi superwelter (1972-1973). Anche i suoi figli Alessandro e Massimiliano hanno avuto successo nel pugilato.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi e il periodo argentino[modifica | modifica wikitesto]

Pugile di nazionalità argentina, inizia giovanissimo e si impone come dilettante di buon livello partecipando anche ai Giochi Panamericani. Il suo esordio da professionista avviene l'11 novembre 1958 a Buenos Aires in un match vinto per ko alla seconda ripresa contro Ricardo Gallardo. Dopo 11 incontri vinti ed uno pareggiato, il 20 gennaio 1960 combatte, perdendo per la prima volta, contro Farid Salim in un incontro valido per la conquista del titolo argentino dei Pesi medi.

L'arrivo in Italia e il titolo italiano[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una seconda sconfitta contro l'uruguaiano Miguel Ángel Rodríguez approda in Italia alla ricerca di ingaggi più alti. Nella penisola approda a Ferrara dove trova in "Nando" Strozzi il suo mentore. Il maestro ferrarese ne sarà il procuratore per i primi anni e l'allenatore per buona parte della carriera - salvo brevi intervalli dovuti ad alcune incomprensioni - e con Strozzi all'angolo Duran esordisce proprio a Ferrara il 26 dicembre 1960 contro Dante Madella. Segue una lunga serie positiva di incontri in cui Duran ottiene 19 vittorie - tra queste una contro l'ex campione italiano dei Pesi welter Giancarlo Garbelli ed un'altra contro l'ex campione italiano dei Pesi medi Remo Carati -, 6 pareggi, 3 sconfitte - una di queste con Nino Benvenuti - ed un no-contest contro Emile Griffith, l'11 marzo 1964. Dopo aver lungamente atteso e finalmente ottenuto la cittadinanza italiana, Duran conquista a Torino, il 24 luglio 1966, il titolo italiano dei medi vincendo ai punti contro Bruno Santini proprio nella stessa riunione in cui un altro ferrarese, Giuseppe Migliari, perde contro Dante Cané e conclude la sua carriera.

La conquista dell'europeo[modifica | modifica wikitesto]

Conquistato il titolo italiano a 30 anni, Duran difende vittoriosamente la cintura tricolore contro Fabio Bettini, Luciano Lugli, Mario Lamagna e Tommaso Truppi, riuscendo poi, il 17 novembre 1967 sempre sul ring di Torino, a conquistare per k.o.t. alla dodicesima ripresa il titolo europeo dei Pesi medi contro lo spagnolo Luis Folledo. Conquistata fama internazionale, Duran difende vittoriosamente il titolo contro Wally Swift, Jupp Elze, Johnny Pritchett, Hans Dieter Schwartz per cederlo a Tom Bogs l'11 settembre 1969 a Copenaghen dopo una sconfitta ai punti.[1]

La tragedia di Colonia[modifica | modifica wikitesto]

Proprio in una delle sue difese del titolo Duran è l'involontario protagonista di un'assurda tragedia che lo segna profondamente per tutta la vita. L'italo-argentino sale sul ring a Colonia contro l'idolo locale Jupp Elze il 12 giugno 1968 per difendere il titolo europeo. Duran aveva perso ai punti da Elze il 30 aprile 1965, pertanto nulla faceva supporre la tragedia ma al 15 round Elze, atterrato da Duran, non si rialza più e dopo 8 giorni di coma muore. Il rischio di una fine tragica per un avversario di Duran si materializza di nuovo esattamente un anno dopo quando, sul ring allestito a Montecatini, affronta lo sfidante Hans Dieter Schwartz. Il tedesco viene ripetutamente e duramente colpito da Duran ma l'arbitro non ferma l'incontro e i secondi di Schwartz non gettano la spugna. Duran allora rallenta la sua aggressività e ad un certo punto addirittura si rivolge all'arbitro con i guantoni giunti affinché interrompa l'incontro. Finalmente l'arbitro decreta il KO tecnico e fortunatamente il pugile tedesco può proseguire a combattere ancora per 7 anni.[2]

Di nuovo campione[modifica | modifica wikitesto]

A 33 anni molti danno Duran per finito ma l'argentino, spalleggiato da Strozzi, non si perde d'animo e il 4 dicembre 1970 strappa ai punti a Bogs il titolo europeo sul ring di Roma. Ma il 9 giugno 1971 è il francese Jean Claude Bouttier a costringerlo alla resa a Parigi. Per Duran però si prospettano ancora trionfi, dopo aver fallito, pareggiando contro Luciano Sarti, la riconquista del titolo italiano dei medi, scende di categoria e il 5 luglio 1972 conquista a San Remo il titolo europeo dei Pesi superwelter contro il catalano Jose Hernandez - che aveva combattuto per il titolo del mondo pareggiando contro Carmelo Bossi - per poi difenderlo vittoriosamente contro Jacques Kechichian e Johann Orsolics. Poi il 7 luglio 1973 è il marsigliese Kechichian a obbligarlo alla resa sul ring di Lignano in quello che sarà il suo ultimo incontro.

Attore, insegnante e manager[modifica | modifica wikitesto]

Terminata l'attività agonistica, Duran ha intrapreso, nel 1975, l'attività di attore prendendo parte al film Mark il poliziotto di Stelvio Massi che però resta il suo unico lungometraggio. Successivamente a Ferrara, divenuta la sua città, ha iniziato l'attività di maestro di boxe, aprendo anche una sua palestra - la Boxe Padana - dove anche i suoi 2 figli - Alessandro e Massimiliano - hanno iniziato l'attività di boxeur. Duran ha in seguito, una volta ottenuta la licenza da procuratore, svolto l'attività di manager per i figli ed altri pugili.

Juan Carlos Duran è morto in un incidente stradale il 2 gennaio 1991 a 55 anni. Il comune di Ferrara gli ha intitolato una via per i meriti sportivi acquisiti. Tutti gli anni a Ferrara si svolge una manifestazione pugilistica denominata Memorial Carlos Duran.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "I figli dimenticati", di Raul Rimessi, Este Edition, Ferrara, 2010, pag.125-126
  2. ^ Copia archiviata, su thesweetscience.com. URL consultato il 19 settembre 2010 (archiviato dall'url originale il 30 dicembre 2006).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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