Joseph Rock

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Joseph Francis Charles Rock

Joseph Francis Charles Rock (Vienna, 13 gennaio 1884Honolulu, 5 dicembre 1962) è stato un esploratore, geografo, botanico e linguista austriaco naturalizzato statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Vienna, in Austria, e si trasferì col padre in Egitto all'età di 10 anni, per poi viaggiare per l'Europa. Emigrò negli Stati Uniti d'America nel 1905 (New York) e raggiunse Honolulu, Hawaii, nel 1907 dove divenne esperto della flora locale. Divenne insegnante a tempo pieno presso il Mills College (oggi noto come Mid-Pacific Institute), per poi venire congedato nel settembre 1908 per problemi di salute. Essendo il primo botanico ufficiale del Territorio delle Hawaii entrò a far parte della facoltà del College delle Hawaii, poi rinominato in Università delle Hawaii, fondando il primo erbario ed essendone curatore dal 1911 al 1920, quando abbandonò l'università per passare gli ultimi decenni esplorando la flora asiatica.[1]

Tribù Mishmi, foto di Joseph Rock, 1922

Iniziò cercando l'Hydnocarpus a Burma, in Thailandia e nellAssam.[2] Dal 1922 al 1949 passò la maggior parte del tempo studiando flora, popoli e lingue della Cina sudoccidentale, soprattutto nel Yunnan, nel Sichuan, nel Gansu sudoccidentale e nel Tibet orientale. Molte delle piante asiatiche che raccolse sono esposte nell'Arnold Arboretum.[3]

Abitava nei pressi di Lijiang nel villaggio di Nguluko (Yuhu), e scrisse molti articoli per il National Geographic Magazine riguardo alle sue spedizioni in luoghi quali Muli, Minya Konka (Gongga Shan), i tre picchi sacri di Shenrezig, Manjusri e Chanadorje nell'attuale riserva naturale di Yading o il fiume Saluen (Nujiang). Questi articoli gli valsero una modesta fama, e si dice che abbiano ispirato il romanzo Orizzonte perduto di James Hilton su una comunità fittizia Himalayana nota come Shangri-La.[4]

Nel corso delle ribellioni Ngolok (1917-1949) Rock fu testimone di numerose battaglie combattute tra i musulmani cinesi di Ma Clique ed i tibetani Ngolok della contea di Xiahe e del monastero Labrang. L'esercito musulmano di Ma sparse gli scheletri dei tibetani su un'ampia area, ed il monastero Labrang fu riempito delle teste dei tibetani decapitati.[5] Dopo la battaglia del 1929 di Xiahe nei pressi di Labrang, le teste dei tibetani decapitati furono usate come ornamenti dai soldati musulmani cinesi all'interno del loro campo, per un totale di 154 persone. Rock descrisse le teste di "giovani ragazze e bambini" esposte su picche nell'accampamento militare. Tra le dieci e le quindici teste erano fissate alla sella di ogni cavaliere musulmano.[6] Le teste erano "esposte lungo le mura della guarnigione musulmana come ghirlande di fiori".[7]

Rock fu amato per la propria eccentricità, oltre che per la sua conoscenza di botanica e minoranze etniche. Viaggiava sempre con un set completo di argenteria che usava per i pasti.

Come botanico fu preceduto a Yunnan, uno dei più interessanti luoghi botanici del mondo, da altri più famosi, compresi Pierre Jean Marie Delavay, George Forrest e Heinrich Handel-Mazzetti, anche lui austriaco, tutti scopritori di molte più piante rispetto a Rock. Nondimeno il contributo di Rock alla conoscenza botanica fu significativo.

Nel 1949, poco dopo la conquista comunista, Rock dovette abbandonare Lijiang, cento della contea di Naxi, a bordo di un aereo con l'esploratore e scrittore Peter Goullart. Dovettero poi lasciare la Cina, e Rock tornò ad Honolulu dove morì nel 1962.

Nel marzo 2009 l'Università delle Hawaii di Manoa chiamò Rock il proprio erbario.[1] Opere e raccolte di Rock sono conservate nella Biblioteca del Congresso.[8]

Piante che prendono il nome da lui[modifica | modifica wikitesto]

La spettacolare peonia di Rock, Paeonia rockii, prende il suo nome.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Rock scrisse un dizionario di 1094 pagine, numerosi articoli scientifici e due storie del popolo Naxi e della lingua dello Yunnan nordoccidentale, ampiamente usati per lo studio della cultura Naxi, della loro lingua e della loro religione. Queste opere non vengono più stampate e, di conseguenza, vengono venduti a prezzi alti nel mercato dei libri rari.

Le sue opere più importanti sono:

  • The Ancient Nakhi Kingdom of Southwest China. 2 vol., illustrato. Cambridge, Mass.: Harvard University Press, 1948.
  • A Nakhi-English encyclopedic dictionary. Roma: I.M.E.O., 1963.
  • Articoli sul National Geographic Magazine:
    • "Hunting the Chaulmoogra tree" (1922) 3:242-276
    • "Banishing the Devil of Disease Among the Nashi: Weird Ceremonies Performed by an Aboriginal Tribe in the Heart of Yunnan Province" (1924) 46:473-499
    • "Land of the Yellow Lama: National Geographic Society Explorer Visits the Strange Kingdom of Muli, Beyond the Likiang Snow Range of Yunnan, China" (1924) 47: 447-491
    • "Experiences of a Lone Geographer: An American Agricultural Explorer Makes His Way through Brigand-Infested Central China En Route to the Amne Machin Range, Tibet" (1925) 48: 331-347
    • "Through the Great River Trenches of Asia: National Geographic Society Explorer Follows the Yangtze, Mekong, and Salwin Through Mighty Gorges" (1926) 50: 133-186
    • "Life among the Lamas of Choni: Describing the Mystery Plays and Butter Festival in the Monastery of an Almost Unknown Tibetan Principality in Kansu Province, China" (1928): 569-619
    • "Seeking the Mountains of Mystery: An Expedition on the China-Tibet Frontier to the Unexplored Amnyi Machen range, One of Whole Peaks Rivals Everest" (1930) 57:131-185
    • "Glories of the Minya Konka: Magnificent Snow Peaks of the China-Tibetan Border are Photographed at Close Range by a National Geographic Society Expedition" (1930) 58:385-437
    • "Konka Risumgongba, Holy Mountain of the Outlaws" (1931) 60:1-65
    • "Sungmas, the Living Oracles of the Tibetan Church" (1935) 68:475-486

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Botanist, famed explorer honored at UH Manoa: Herbarium to carry name of Joseph F. Rock, hawaii.edu, 6 marzo 2009. URL consultato il 16 marzo 2009.
  2. ^ National Geographic, marzo 1922
  3. ^ Wagner, Jeffrey. "The Botanical Legacy of Joseph Rock". Arnold Arboretum
  4. ^ "Le guide Routard - Cina", Hachette Livre, 2003/2004, p. 348
  5. ^ Dean King, Unbound: A True Story of War, Love, and Survival, Hachette Digital, Inc., 2010, ISBN 0-316-16708-8. URL consultato il 28 giugno 2010.
  6. ^ Paul Hattaway, Peoples of the Buddhist world: a Christian prayer diary, William Carey Library, 2004, p. 4, ISBN 0-87808-361-8. URL consultato il 29 maggio 2011.
  7. ^ Gary Geddes, Kingdom of Ten Thousand Things: An Impossible Journey from Kabul to Chiapas, Sterling Publishing Company, Inc., 2008, p. 175, ISBN 1-4027-5344-6. URL consultato il 29 maggio 2011.
  8. ^ Biographical Records of the Royal Mu Family, su World Digital Library, 1931. URL consultato il 20 giugno 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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