Inno dei lavoratori

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Inno dei lavoratori
Artistavari
Autore/iFilippo Turati (testi), Zenone Mattei (musica)
Generepolitico
Data1886
Campione audio

L'Inno dei lavoratori (in origine, Il canto dei lavoratori, conosciuto anche come Inno del Partito Operaio Italiano) è un canto operaio composto e musicato in Italia nella primavera del 1886.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu Filippo Turati, su sollecitazione di Costantino Lazzari, a comporre le quartine di ottonari del testo, che fu pubblicato su "La Farfalla", e, subito dopo, il 20 marzo, su "Il Fascio Operaio", organo del Partito Operaio Italiano. Il suo debutto era previsto durante una manifestazione da tenersi il 28 marzo 1886, che fu invece vietata dal governo Depretis. La prima esecuzione pubblica ebbe luogo a Milano il 27 marzo 1886, nel salone del Consolato operaio in via Campo Lodigiano, ad opera della Corale Gaetano Donizetti.

L'inno fu spesso accusato di incitare all'odio di classe[1].

Zenone Mattei[modifica | modifica wikitesto]

La musica fu composta da Zenone Mattei, nato ad Amelia, oggi provincia di Terni (figlio di Vincenzo Mattei e della contessa Carlotta Patrignani, Zenone Mattei sposerà Giovanna Bugni, nata a Biella, in un matrimonio dal quale sarebbero nati Teopiste, Amintore, Margherita, e Pasqualina. Sorella di Giovanna era Elisa Bugni, moglie del cavalier Ernesto Otino, direttore della Casa Reale. Zenone Mattei è noto anche per la scrittura di numerose trascrizioni di partiture e adattamenti musicali per strumenti e voci per arie da opera).

La partitura originale dell'"Inno dei Lavoratori", depositata a termini di legge dalla Carish Editori, è custodita dai pronipoti Roberto Mattei ed Elena Matilde Gigante-Mattei e reca, sul frontespizio, la dicitura: parole di Filippo Turati, musica di Zenone Mattei, riduzione di Tino Pelosi.

Zenone Mattei fu autore, inoltre, su incarico della Casa Reale e del Re Umberto I, dell'Inno-Marcia dei "Tiratori Italiani", con parole di A. Cortella. Morì in Amelia il 25 dicembre 1900.

Amintore Galli fu amico vicino alla famiglia Mattei e diede il nome al figlio di Zenone che appunto fu chiamato Amintore Apollo Mattei, nato a Milano il 12 settembre 1892, il quale studiò composizione e direzione d'orchestra e interruppe gli studi per il sopravvenire della Grande guerra. A Milano conobbe e sposò Matilde Pratesi, nata a Livorno il 24 agosto 1897, figlia di Cesare Pratesi e di Corinna Toccafondi. Cesare Pratesi, organista e poi pianista, accompagnava al pianoforte le pellicole del cinema muto. La figlia, Matilde Pratesi, studiò lirica e fu interprete giovanile delle romanze di Pietro Mascagni.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • "La Farfalla", n. 10, 7 marzo 1886, Milano.
  • "Il Fascio Operaio", a. IV, n. 118, 20 e 21 marzo 1886, Milano.
  • Il Canto dei Lavoratori. Inno del Partito Operaio Italiano, Poesia di Filippo Turati, tipografia Fantuzzi, Milano, 1889, con musica, 4 c., [16°].
  • Inno dei lavoratori, partitura 20140, Copyright MCMXLV by Carish S.A., deposta a termini di legge, parole di Filippo Turati, musica di Zenone Mattei, riduzione di Tino Pelosi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ «Filippo Turati», in AA.VV., La poesia scapigliata, B.U.R. - Biblioteca Universale Rizzoli, 2007 ISBN 978-8858-61404-4

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Bonifazi, Gianni Salvarani, Dalla parte dei lavoratori. Storia del movimento sindacale italiano, Volume I, FrancoAngeli, 1976, p. 145

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]