Ignimbrite

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Ignimbrite
Ignimbrite.jpg
Categoria roccia ignea
Sottocategoria roccia effusiva
Composizione chimica acida, con oltre il 65% di SiO2
Minerali principali cristalli, frammenti di vetro (ceneri), pomici
Colore Grigio, Rosa
Ambiente di formazione colate piroclastiche

L'Ignimbrite o tufo rinsaldato è una roccia piroclastica compatta, a chimismo da riolitico o dacitico, generata da un flusso piroclastico. A volte particolari condizioni geologiche possono far elutriare[1] magmi di composizione diversa, non compatibile con questo tipo di prodotti.
È principalmente formata da frammenti granulari ignei di piccole dimensioni, con una percentuale medio-alta di vetro vulcanico. A volte si possoo trovare anche cristalli, spesso corrosi o spezzati, di feldspato, con l'aspetto di piccoli fenocristalli, e frammenti litici.

Il colore spazia dal grigio scuro al grigio azzurrognolo. L'esposizione alle intemperie qualche volta può alterarne la colorazione verso un rosa pallido, probabilmente a causa dell'ossidazione del ferro, in esse contenuto.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il termine ignimbrite significa pioggia di fuoco, (dal latino, ignis (fuoco) e imber (pioggia).

Genesi[modifica | modifica wikitesto]

L'ignimbrite ha origine da violente eruzioni vulcaniche a partire da frammenti e gas estremamente caldi, da una nube o flussi piroclastici, conosciuti anche come nubi ardenti, che creano strati di ceneri vulcaniche e che si fondono o si "saldano" in solida roccia. Il tufo e la cenere vulcanica, una volta "saldati" sono considerati sinonimi di ignimbrite.

A volte come conseguenza di una eruzione di ignimbrite si forma una caldera vulcanica; il magma defluisce da una camera magmatica e la roccia soprastante, non avendo più il supporto del magma, finisce per collassare. I depositi di ignimbrite possono essere molto voluminosi e raggiungere fino a centinaia o persino migliaia di chilometri cubi di materiale.

Struttura di un deposito ignimbritico[modifica | modifica wikitesto]

Un deposito ignimbritico tipico ha una struttura stratificata in cui si possono evidenziare tre livelli . Partendo dal basso abbiamo:

  • Un sottile strato basale (strato 1), in genere inferiore al metro, formato prevalentemente da cristalli e frammenti litici, senza cenere. La mancanza dei materiali più fini e leggeri si spiega con il moto turbolento, alla base del flusso piroclastico, dei gas che si espandono, secchi e bollenti, dal luogo di origine del flusso (ground surge) o lungo il suo percorso , alimentati anche dall'inglobamento di aria e/o dei gas di combustione della vegetazione. Questi sollevano il materiale più fine che va ad arricchire lo strato superiore;
  • Lo strato principale (strato 2), ulteriormente distinguibile in un orizzonte cineritico inferiore, più fine, dello spessore da pochi cm a oltre 1 m (2a), e uno superiore (2b), che contiene il 90% o più del volume del deposito, con struttura caotica e materiali non stratificati né classati granulometricamente. Qui si possono trovare insieme ceneri fini e blocchi anche metrici. Spesso in questo strato si depositano, a causa della differente densità, prevalentemente pomici nella parte superiore (la quantità e le dimensioni aumentano verso l'alto) e frammenti litici grossolani nell'inferiore. Il passaggio tra i due materiali può essere graduale o molto rapido. Lo strato 2b può avere lo spessore di molti metri o mancare del tutto in caso di flussi piroclastici modesti e poco sostenuti dai gas;
  • Un sottile strato superiore di ceneri fini e ben stratificate (strato 3), prodotto dalla caduta gravitativa (pyroclastic fall) dei piroclasti più fini, spinti dai gas all'esterno del flusso piroclastico e rimasti in sospensione nell'aria mentre il flusso scorreva al suolo e si sedimentava. Questa sospensione di ceneri diluite forma una nube scura sopra la colata che può raggiungere uno spessore anche superiore al km e prende il nome di nube ardente discendente, mentre il deposito generato da essa prende il nome di ceneri da caduta co-ignimbritiche. Spesso le ceneri mostrano strutture sedimentarie, come dune e laminazioni[2].

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

In Italia:

Nel mondo:

  • É diffusa nella parte sud della Hunter Valley una regione situata nel Nuovo Galles del Sud, uno stato dell'Australia.
    Nelle località di Martins Creek, Brandy Hill, Seaham (Boral) è presente un'attività estrattiva di questo materiale, mentre a Raymond Terrace, una miniera non più attiva, si può trovare una roccia sedimentaria risalente al Carbonifero (280-345 milioni di anni).
    La si può inoltre trovare in Nuova Zelanda nella regione di Coromandel, dove dirupi di ignimbrite arancio-marrone sono la principale caratteristica del paesaggio.

Negli Stati Uniti si possono trovare enormi depositi di ignimbrite spessi centinaia di metri negli stati del Nevada, nello Utah e nel Colorado. Sono il risultato di enormi esplosioni avvenute da 40 a 25 milioni di anni fa, dovute a una estesa intrusione di magma nelle Montagne Rocciose.
Altre eruzioni di ignimbrite si sono verificate in Nevada 14 milioni di anni fa. Questo tipo di eruzioni, spesso sono di enorme portata ed emettono nell'atmosfera centinaia di chilometri cubi di materiale piroclastico.


Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

Con l'ignimbrite si realizzano lastre di pietra utilizzabili per giardini e lastricati. Nella regione Hunter del Nuovo Galles del Sud l'ignimbrite viene utilizzata come eccellente aggregato per la costruzione di strade.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il processo di elutriazione consiste nell'espulsione di cenere fine dal corpo del flusso piroclastico per mezzo dei gas che si muovono verso l'esterno
  2. ^ Dal sito Vulcanologia dell'Università di Roma, Le Ignimbriti - Sito web consultato nel dicembre 2010
  3. ^ Ardito Desio - Geologia dell'Italia - UTET (1973) pag. 807

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(EN) Eric Cannon, The Mid-Tertiary Ignimbrite Flare-Up, colorado.edu. URL consultato il 26 febbraio 2016.