I ruggenti anni Venti

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I ruggenti anni Venti
Humphrey Bogart James Cagney Jeffrey Lynn in The Roaring Twenties trailer.jpg
Humphrey Bogart, James Cagney e Jeffrey Lynn
Titolo originale The Roaring Twenties
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1939
Durata 104 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere poliziesco
Regia Raoul Walsh
Soggetto Mark Hellinger
Fotografia Ernest Haller
Montaggio Jack Killifer
Musiche Eubie Blake Ray Heindorf Jack Little Heinz Roemheld John Siras Joe Young
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Doppiaggio 1980:

I ruggenti anni Venti (The Roaring Twenties) è un film del 1939 diretto da Raoul Walsh.

Il film si rifà ad Angeli con la faccia sporca di Michael Curtiz, prodotto nel 1938. I personaggi e gli attori sono grossomodo gli stessi del film di Curtiz: James Cagney e Humphrey Bogart.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Eddie, George e Lloyd sono reduci della prima guerra mondiale e vogliono rifarsi una vita.

Eddie vuole tornare a lavorare come meccanico ma al suo vecchio garage non c'è più posto. Allora il suo vecchio amico Danny gli propone di entrare in società con lui e di fare il tassista. Un giorno riceve una lettera e una foto da una sua fan di nome Jean e insieme a Danny vanno a casa della ragazza per conoscerla. Eddie rimane deluso, non si aspettava una ragazza così giovane; se ne va, promettendole di rifarsi vivo dopo qualche anno.

Un giorno mentre è al lavoro con il taxi, per un malinteso viene fermato dalla polizia con delle bottiglie di liquore, che doveva consegnare ad un boss del posto. Viene condannato a due mesi di carcere, ma il suo amico Danny dopo due giorni gli paga la cauzione e lo fa uscire. In poco tempo gli viene proposto di entrare nel giro dello spaccio di alcoolici, che in quegli anni è proibito ma che va molto di moda.

Un giorno Eddie va in un teatro per riscuotere dei soldi da un cliente quando nota tra le ballerine Jean, la sua fan, che nel frattempo è diventata una donna. La presenta ai suoi amici, proprietari di un locale, per un provino come cantante e Jean viene assunta. Nel locale lavora Panama, una svampita bionda, che da sempre è invaghita di Eddie e ben presto si ingelosisce. Intanto Jean frequenta di nascosto Lloyd, l'avvocato che lavora per Eddie, si innamora di lui e non sa come dirlo a Eddie.

Nel frattempo Eddie entra in società con George e subito fanno un colpo da 250.000 dollari, rubando un carico di alcolici presso una distilleria statale. I due fanno guerra al clan di Braun, che un giorno fa uccidere Danny, l'amico taxista di Eddie. Gli uomini di Eddie vanno in uno dei locali di Braun e nel conflitto a fuoco muoiono tre uomini, compreso Braun, nonostante abbia avuto la soffiata da George. Eddie a quel punto inizia a sospettare del suo socio. Una sera incontra per strada Jean e Lloyd, accecato dalla gelosia, lo prende a pugni e si scusa. Decide a quel punto di uscire da quella vita, vuole riconquistare Jean e si separa dal socio, intascando 250 000 dollari in cambio di oltre 2000 taxi.

Passano gli anni e Eddie non se la passa bene, così ritorna a fare l'autista di taxi. Un giorno, per puro caso, viene chiamato da una donna per una corsa: è Jean, che nel frattempo si è sposata con Lloyd e dal quale ha avuto un figlio. Lloyd, diventato un famoso avvocato, lavora presso il procuratore distrettuale che indaga sul clan di George. Un giorno Jean riceve minacce di morte da parte degli uomini di George, poiché il marito possiede delle carte compromettenti. A quel punto Jean cerca disperatamente in tutta la città il suo amico Eddie e lo trova in un bar dove canta Panama, la donna che aveva fatto e faceva ancora la corte a Eddie. Jean gli chiede aiuto, vuole che vada da George e lo convinca a non uccidere il marito. Eddie in un primo momento rifiuta, ma poi ci ripensa e va da George, che lo minaccia di morte. Eddie a quel punto sfila la pistola ad uno degli uomini e fa fuoco, uccidendo il capo e alcuni uomini presenti: subito dopo viene a sua volta colpito a morte.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1939 il National Board of Review of Motion Pictures l'ha inserito nella lista dei migliori dieci film dell'anno.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alan Barbour (a cura di Ted Sennett), Humphrey Bogart - Storia illustrata del cinema, Milano Libri Edizioni, luglio 1975

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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