I predoni del Kansas

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I predoni del Kansas
Titolo originaleKansas Raiders
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1950
Durata80 min
Rapporto1,37 : 1
Generewestern
RegiaRay Enright
SoggettoRobert L. Richards
SceneggiaturaRobert L. Richards
ProduttoreTed Richmond
Casa di produzioneUniversal International Pictures
FotografiaIrving Glassberg
MontaggioMilton Carruth
MusicheMilton Rosen
ScenografiaBernard Herzbrun, Emrich Nicholson
TruccoJoan St. Oegger, Bud Westmore
Interpreti e personaggi

I predoni del Kansas (Kansas Raiders) è un film del 1950 diretto da Ray Enright.

È un film western statunitense ambientato durante la guerra civile americana con Audie Murphy (che interpreta il bandito Jesse James, un ruolo che tornerà ad interpretare nel 1969 nel suo ultimo film, A Time for Dying), Brian Donlevy e Marguerite Chapman.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Jesse James e i suoi amici - il fratello Frank, i fratelli Cole e Jim Younger, e Kit Dalton - arrivano alla città di Lawrence, nel Kansas, e sono falsamente accusati di essere membri della banda di Quantrill (Quantrill's Raiders). In procinto di essere linciati, vengono salvati dall'intervento di un ufficiale dell'Unione.

Gli uomini vengono rilasciati e si uniscono al colonnello William Clarke Quantrill. Jesse, in un primo momento, ammira Quantrill ma la sua devozione viene messa in discussione dopo che vede con i suoi occhi le atrocità commesse dall'uomo e dalle sue truppe. Si innamora poi di Kate Clarke.

I razziatori prendono parte al massacro di Lawrence in cui Jesse e i suoi uomini rapinano la loro prima banca. I predoni abbandonano Quantrill tranne Jesse. Quantrill viene accecato e poi ucciso in uno scontro a fuoco con le truppe dell'Unione. Jesse lascia Kate e si dirige con i suoi amici intenzionati a compiere una nuova rapina in banca.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film, diretto da Ray Enright su una sceneggiatura e un soggetto di Robert L. Richards,[1] fu prodotto da Ted Richmond per la Universal International Pictures[2] e girato nella Garner Valley e a Kanab, Utah.[3]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu distribuito con il titolo Kansas Raiders negli Stati Uniti dal 15 novembre 1950[4] al cinema dalla Universal Pictures.[2]

Alcune delle uscite internazionali sono state:[4]

  • in Danimarca il 28 maggio 1951 (Kansas i brand)
  • in Finlandia il 19 ottobre 1951 (Kansas tulessa)
  • in Francia il 20 febbraio 1952 (Kansas en feu)
  • in Portogallo il 3 settembre 1952 (Os Cavaleiros da Bandeira Branca)
  • in Austria nel febbraio del 1956 (Reiter ohne Gnade)
  • in Svezia il 23 aprile 1956 (Kansas Raiders)
  • in Germania Ovest il 23 dicembre 1956 (Reiter ohne Gnade)
  • in Belgio (Brand in Kansas)
  • in Brasile (Cavaleiros da Bandeira Negra)
  • in Cile (Jinetes del odio)
  • in Spagna (Los asaltantes de Kansas)
  • in Italia (I predoni del Kansas)

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

La tagline è: "The historic Lawrence, Kansas raid...aflame again in all its fury!".[5]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il Morandini il "buon cast e una valida sceneggiatura" risultano "sprecati in un mediocre western".[6] Secondo Leonard Maltin il film è un "discreto western" in cui le note di rilievo sono rappresentate dai personaggi di Jesse James e di Quantrill.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I predoni del Kansas - IMDb - Cast e crediti completi, su imdb.com. URL consultato il 1º gennaio 2013.
  2. ^ a b I predoni del Kansas - IMDb - Crediti per le compagnie, su imdb.com. URL consultato il 1º gennaio 2013.
  3. ^ I predoni del Kansas - IMDb - Luoghi delle riprese, su imdb.com. URL consultato il 1º gennaio 2013.
  4. ^ a b I predoni del Kansas - IMDb - Date di uscita, su imdb.com. URL consultato il 1º gennaio 2013.
  5. ^ (EN) I predoni del Kansas - IMDb - Tagline, su imdb.com. URL consultato il 1º gennaio 2013.
  6. ^ I predoni del Kansas - MYmovies, su mymovies.it. URL consultato il 1º gennaio 2013.
  7. ^ Leonard Maltin, Guida ai film 2009[collegamento interrotto], Dalai editore, 2008, p. 1598, ISBN 88-6018-163-1. URL consultato il 1º gennaio 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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