Harley-Davidson Softail

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Harley-Davidson Softail (FXST)
Harley-Davidson FLST Heritage Softail 1987.jpg
Harley Davidson FXST-C
Costruttore Flag of the United States.svg Harley-Davidson
Tipo Custom
Produzione dal 1984
Stessa famiglia FXST

Il termine Softail (lett. "coda soffice", denominazione ufficiale: FXST) individua un'intera gamma di modelli prodotti dalla Harley-Davidson a partire dal 1984, contemporaneamente al lancio della fondamentale famiglia di propulsori Harley-Davidson Evolution.

Softail Evolution (1984-1998)[modifica | modifica wikitesto]

Propulsore Evolution

La denominazione Softail trae la sua origine dalla particolare architettura delle sospensioni orizzontali della ruota posteriore, nascoste sotto la trasmissione lungo l'asse longitudinale, per dare l'apparenza visiva di un telaio rigido (cosiddetto "hardtail") come noto elemento caratteristico dei chopper che popolavano le strade americane (e non solo) in particolare durante gli anni '60 e '70, ma con la comodità di un telaio ammortizzato; si tratta di una novità assoluta per la Casa di Milwaukee. I due ammortizzatori orizzontali sono regolabili, così come quelli laterali tipici della gamma Sportster e Dyna Glide. Altra caratteristica peculiare del telaio Softail (ma anche di quelli hardtail) è la presenza, sui due lati, dei triangoli di collegamento all'asse della ruota posteriore, ben presto imitata dalla concorrenza giapponese.

L'adattabilità del telaio Softail permette sin dall'inizio l'utilizzo di diversi tipi di forcelle all'anteriore (ivi inclusa la celebre Springer) nonché di pneumatici anteriori e posteriori con vari diametri e sezioni, da cui la varietà di modelli HD denominati Softail.

L'unica motorizzazione disponibile per le Softail per ben 14 anni (tra il 1984 ed il 1998) è il collaudato e robusto propulsore bicilindrico raffreddato ad aria e a V stretta di 45° Evolution, con una cilindrata di 1.338 cm³. Da notare che nei modelli Harley-Davidson l'appartenenza alla famiglia delle Softail è desumibile dalla presenza, all'interno della sigla identificativa del modello, delle lettere "ST".

Importante sottolineare che il grande successo commerciale delle Softail EVO tra gli anni '80 e '90 ha permesso la rinascita della Harley-Davidson e la riconquista della leadership nelle vendite di moto di grossa cilindrata, a scapito della concorrenza giapponese, sul mercato nordamericano.

Softail Twin Cam (dal 1999)[modifica | modifica wikitesto]

Propulsore Twin Cam 96

A partire dai M.Y. 1999 (e pertanto dall'autunno 1998) entra in produzione il propulsore Twin Cam, il Big Twin che raccoglie la pesante eredità dell'EVO e traghetta le motociclette americane nel XXI secolo (soprattutto a livello di emissioni sonore e di gas di scarico). Così come la gamma Touring e Dyna Glide, anche le Softail acquistano quindi il nuovo propulsore: l'ultima Softail a montare l'EVO è la Night Train M.Y. 1998.

Il Twin Cam si caratterizza anzitutto per la presenza di due alberi di trasmissione nel basamento anziché uno (da cui il nome) e per la cilindrata inizialmente aumentata a 1.450 cm³ circa (88 pollici cubi), che saliranno progressivamente sino ad un massimo di 1.802 cm³ (103 pollici cubi). L'architettura del propulsore resta sostanzialmente invariata: distribuzione ad aste e bilancieri, raffreddamento ad aria, due valvole per cilindro; in generale l'aspetto esteriore del motore è molto simile all'EVO, fatte salve le teste di maggiori dimensioni (da cui anche il termine 'Fathead' con cui talora viene identificato il Twin Cam).

Da sottolineare che il propulsore TC viene sin dall'inizio prodotto in due versioni: quella utilizzata sulle Softail è denominata Twin Cam B, in quanto dotata di un albero controrotante destinato ad eliminare quasi del tutto le vibrazioni generate dal propulsore, mentre la versione che ne è priva viene utilizzata sulle Dyna Glide e sulle Touring.

L'erogazione della potenza e della coppia sulle Softail motorizzate TC è superiore e più progressiva rispetto all'EVO, mentre le vibrazioni (cosiddette "good vibrations") vengono quasi del tutto eliminate, specialmente sui TC 'B': ciò determina un deciso cambiamento nel carattere del propulsore, essenzialmente più docile, ed in generale della motocicletta, molto più di quanto l'estetica non lasci intuire; inoltre il peso tende progressivamente ad aumentare. Tuttavia, anche a causa degli scarichi catalizzati sempre più chiusi per rispettare le normative internazionali sulle emissioni, il celebre sound del bicilindrico made in USA tende ad essere sempre più soffocato.

L'iniezione elettronica indiretta sequenziale inizialmente non viene utilizzata sulle Softail TC, permanendo quindi l'alimentazione a carburatore singolo sino al 2002. Restano sostanzialmente analoghe le altre caratteristiche, quali la forma del telaio e dei serbatoi, i doppi ammortizzatori orizzontali, la trasmissione a cinghia dentata e l'estetica generale. Le coperture posteriori progressivamente aumentano la sezione (dapprima da 130 mm a 150, poi 160, 180, fino ad arrivare anche a 240 mm). Gli impianti frenanti vengono conseguentemente adeguati con nuovi dischi freno e pinze a due pistoncini, così come il numero di rapporti, che passa da 5 a 6, con conseguente diminuzione dei giri motore a pari velocità ed aumento della velocità massima.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Tra le pubblicazioni da cui sono stati ricavati i dati di cui sopra, sono particolarmente degne di menzione le seguenti:

  • A. Saladini, P. Szymezak, Uno stile di vita - Harley-Davidson, Edizioni White Star, 1997
  • A. Saladini, Harley-Davidson - Evoluzione di un mito, Edizioni White Star, 1999
  • Cataloghi e brochure Harley-Davidson, 1996-2006
  • P. Henshaw, I. Kerr, The Encyclopedia of the Harley-Davidson, Chartwell Books, 2006

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]