Guy Fawkes

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Guy Fawkes, illustrazione di George Cruikshank dal romanzo di William Harrison Ainsworth del 1840

Guy Fawkes (/ˈɡaɪ ˈfɔːks/; York, 13 aprile 1570Londra, 31 gennaio 1606) è stato un militare e cospiratore inglese.

Noto anche sotto gli pseudonimi di Guido Fawkes (talvolta scritto anche Faukes o Faux) e John Johnson, era membro di un gruppo di cospiratori cattolici inglesi che tentarono di assassinare con un'esplosione il re Giacomo I d'Inghilterra e tutti i membri del Parlamento inglese riuniti nella Camera dei Lord per l'apertura delle sessioni parlamentari dell'anno 1605, complotto passato alla storia come la congiura delle polveri.

Il 5 novembre 1605 il complotto fu scoperto, e i trentasei barili di polvere da sparo furono disinnescati. Da allora, ogni 5 novembre, i bambini del Regno Unito vanno in giro per il paese con dei fantocci, recitando una filastrocca che ringrazia Dio per aver salvato il Re dall'attentato, a chiedere soldi da dare ai genitori per comprare i fuochi per il falò in cui vengono bruciati i fantocci nella simbolica ripetizione dell'esecuzione dei congiuranti; La celebrazione è nota con il nome di Guy Fawkes Night ovvero La notte di Guy Fawkes.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Guy Fawkes ricevette il battesimo alla chiesa di St Michael le Belfry

Giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Guy Fawkes nacque il 1570 a Stonegate, nello Yorkshire; era il secondo dei quattro figli di Edward Fawkes, un avvocato al tribunale di York, e della moglie Edith. I genitori del giovane Guy erano fedeli praticanti della chiesa anglicana, così come i suoi nonni materni; la nonna, nata Ellen Harrington, era la figlia di un ricco mercante, già sindaco di York nel 1536.

La data di nascita di Fawkes è sconosciuta, ma sappiamo che venne battezzato alla chiesa di St. Michael le Belfrey il 16 aprile 1570; siccome era consuetudine battezzare il nascituro non più di tre giorni dopo la sua nascita, è presumibile che sia nato intorno il 13 aprile.[1] Nel 1568, Edith aveva dato alla luce a un'altra figlia, Anne, morta però quando non aveva neanche otto settimane; ebbe comunque altri due figli dopo Guy, Anne (n. 1572), e Elizabeth (n. 1575). Entrambi si sono poi sposati, rispettivamente nel 1599 e nel 1594.[2]

Nel 1579 Guy - all'età di soli otto anni - divenne orfano di padre; Edith si sarebbe sposata in seconde nozze con il cattolico Dionis Baynbrigge (o Denis Bainbridge) di Scotton, Harrogate. Fawkes si sarebbe convertito al cattolicesimo per via delle tendenze "ricusanti" della famiglia di Baynbrigge e degli insegnamenti impartitogli alla scuola di St. Peter, a York (il cui preside, John Pulleyn, faceva parte di una nota famiglia dello Yorkshire, i Pulleyns di Blubberhouses , che faceva pratica di ricusazione). Terminati gli studi scolastici, Fawkes prestò servizio per Anthony Browne prima e per Anthony-Maria Browne poi. In questo periodo, inoltre, probabilmente convolò a nozze con una sconosciuta fanciulla, con la quale si presume abbia generato anche un figlio; non vi sono tuttavia fonti documentarie certe che accertino ciò con sicurezza.[3]

Nell'ottobre 1591 Fawkes dissipò il patrimonio terriero ereditato dal padre, vendendo la tenuta di Clifton. Viaggiò poi per il continente per combattere alla guerra degli ottant'anni a fianco dell'Impero spagnolo contro il Regno di Francia e le Province Unite. Sotto la direzione di Sir William Stanley, Fawkes prese parte con la qualifica di alférez (funzionario di grado inferiore) all'assedio di Calais nel 1596, e nel 1603 - divenuto capitano[4] - viaggiò in Spagna per raccogliere consensi per una ribellione cattolica in Inghilterra: fu in quell'occasione che adottò la versione italiana del proprio nome, Guido, e che descrisse re Giacomo I come «un eretico» che voleva «scacciare la setta papale fuori dall'Inghilterra». Malgrado fosse stato ricevuto a corte da Filippo III, Fawkes non riuscì a convincere la corte spagnola a perorare la sua causa nell'isola britannica.[5]

Congiura delle polveri[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1604 Fawkes entrò a far parte di un piccolo gruppo di cattolici inglesi, capeggiato da Robert Catesby, che intendeva assassinare re Giacomo I, colpevole di aver tradito le aspettative del popolo dopo esser succeduto a Elisabetta I, e sostituirlo con la sua figlia, la terza secondo l'ordine di successione, la principessa Elizabeth.[6][7] Il primo incontro tra i cinque cospiratori principali della congiura ebbe luogo domenica 20 maggio 1604 in una locanda all'insegna delle anatre (Duck and Drake Inn), nell'elegante quartiere londinese dello Strand. Catesby, in un incontro precedente, aveva già esplicitato le proprie intenzioni di uccidere il Re e il suo governo facendo esplodere «la Camera del Parlamento con la polvere da sparo»; Wintour, che all'inizio disapprovò categoricamente il piano, venne poi convinto da Catesby a viaggiare nel continente per cercare aderenti e simpatizzanti alla causa. Per intercessione di un tal Hugh Owen, esule in Spagna, Wintour conobbe ben presto Fawkes, e gli suggerì di «fare qualcosa in Inghilterra nel caso la pace con la Spagna non ci avrebbe aiutato» (doe some whatt in Ingland if the pece with Spaine healped us nott);[4] questa collaborazione, tuttavia, non riuscì al fine voluto, tanto che Catesby non fu affatto sorpreso dal loro fallimento, siccome già prima sospettava che non sarebbero stati supportati da nessuno (the deeds would nott answere).

Otto dei tredici cospiratori: Fawkes è il terzo da destra

Nel giugno 1604 uno dei cospiratori, Thomas Percy, venne autorizzato per via di una promozione ad accedere in una casa confinante col palazzo del Parlamento appartenente a John Whynniard, custode del Guardaroba Regio; Fawkes venne ingaggiato come portinaio dell'abitazione, e fu a partire da quel momento che adottò lo pseudonimo John Johnson. Secondo alcune fonti coeve alla congiura, i cospiratori avrebbero scavato una galleria tra la casa di Whynniard e il Parlamento; pare, tuttavia, che questa si tratti di una montatura propagandistica del governo, siccome non vi è evidenza dell'effettiva esistenza dell'anzidetto tunnel. Se questa storia fosse vera, tuttavia, i cospiratori sarebbero stati assorbiti nello scavo di questa galleria per tutto il dicembre 1604.

Finalmente i congiurati riuscirono ad affittare una piccola cantina (pure appartenente a Whynniard) ubicata al di sotto dell'aula del Parlamento; trattandosi di un luogo sudicio e inutilizzato, era un nascondiglio perfetto per la polvere da sparo. Secondo lo stesso Fawkes, i barili esplosivi ivi immagazzinati erano 36, di cui 16 acquistati il 20 luglio; la deflagrazione avrebbe dovuto avere luogo il 26 luglio, tuttavia la seconda sessione del primo parlamento di Giacomo I venne rinviata dall'estate all'autunno per via dell'onnipresente minaccia costituita dalle epidemie.[8] Dopo aver lasciato l'Inghilterra, alla ricerca di ulteriori simpatizzanti alla congiura, Fawkes vi ritornò nell'agosto 1605; in una serie di incontri tenuti ad ottobre, inoltre, si decise che sarebbe toccato proprio a lui dare fuoco alla miccia per far saltare in aria il Parlamento.

Henry Perronet Briggs, The Discovery of the Gunpowder Plot and the Taking of Guy Fawkes (circa 1823); olio su tela, 149 × 199 cm, Laing Art Gallery

Il piano, tuttavia, faticò a restare segreto, finché Lord Monteagle venne informato da una lettera anonima dell'imminente pericolo: «retyre youre self into yowre contee whence yow maye expect the event in safti for ... they shall receyve a terrible blowe this parleament».[9] Ben presto la cosa si seppe: i parlamentari inaugurarono comunque la seduta alla mezzanotte del 4 novembre del 1605, come da prassi, mentre i cospiratori decisero di proseguire con i loro intenti ritenendo l'intera faccenda una bufala.[10] Quando Fawkes si recò nella cantina di Whynniard armato di un fiammifero e di un orologio da tasca (così da programmare al minuto la deflagrazione, come suggerito da Percy: becaus he should knowe howe the time went away) la congiura era pronta per essere perpetrata. Prima che però egli possa accendere l'esplosivo, nella stanza irrompono le guardie reali, che lo colgono praticamente sul fatto.[11]

Tortura e morte[modifica | modifica wikitesto]

«John Johnson» venne quindi condotto dalle guardie reali nella camera da letto del re per essere sottoposto all'interrogatorio. Fiero e sprezzante, Fawkes mantenne un atteggiamento di aperta sfida, senza nascondere le sue intenzioni (quando gli chiesero di motivare il possesso di una simile quantità di esplosivo, rispose: to blow you Scotch beggars back to your native mountains).[12] Fawkes si palesò come un cattolico di 36 anni nativo dello Yorkshire, e prontamente riferì il proprio piano di voler uccidere Giacomo I mediante lo scoppio di polvere da sparo, ed espresse rimorso per non esserci riuscito. Il suo atteggiamento risoluto si guadagnò la stima di re Giacomo, che gli attribuì la prontezza e l'energia di un antico Romano.[13]

L'ammirazione che nutriva re Giacomo per Fawkes, tuttavia, non lo dissuase a ordinare, il 6 novembre, di sottoporre «John Johnson» a tortura perché rivelasse il nome dei suoi complici:[14] «che lievi torture vengano inizialmente utilizzate su di lui, et sic per gradus ad maiora tenditur [e quindi vengano incrementate sino alle peggiori]».[15][16] Fawkes venne trasferito alla torre di Londra dove, straziato dall'atroce sofferenza fisica, rivelò la propria identità, rivelò i nomi degli altri cospiratori, e raccontò dettagliatamente le dinamiche del complotto, in un totale di tre confessioni.

Claes Jansz Visscher, The execution of Guy Fawkes'

Dopo un processo sommario, Fawkes - insieme agli altri cospiratori - fu condannato a morte, in quanto colpevole di alto tradimento (come sentenziato da John Popham). La sentenza della corte fu la seguente: i condannati dopo l'impiccagione sarebbero stati sottoposti alla recisione dei genitali, alla decapitazione e alla rimozione dell'intestino e del cuore, e infine alla dispersione dei resti che in questo modo sarebbero divenuti «mangime per i volatili del cielo».[17]

Il 31 gennaio 1606, Fawkes e tre altri cospiratori – Thomas Wintour, Ambrose Rookwood, e Robert Keyes – vennero condotti all'Old Palace Yard a Westminster, in fronte all'edificio che intendevano distruggere. Gli altri tre condannati vennero rapidamente impiccati, squartati e decapitati; Fawkes fu l'ultimo ad essere giustiziato. Indebolito dalle torture, salì con l'aiuto del boia e di una scala sino al cappio: dopo l'impiccagione, il suo corpo senza vita fu nondimeno squartato[18] e, come da prassi, le varie parti del suo corpo vennero distrubuite ai «quattro angoli del regno», per essere esposte come un sinistro avvertimento a chi avrebbe voluto seguire le sue orme.[19]

Retaggio[modifica | modifica wikitesto]

Per solennizzare la scoperta della congiura, il 5 novembre 1605 i londinesi vennero incoraggiati ad accendere piccoli falò; per di più, un atto del parlamento (il cosiddetto Thanksgiving Act) istituì in quella data il «giorno del ringraziamento». Malgrado i cospiratori della congiura delle Polveri furono ben tredici, Fawkes nell'immaginario collettivo è quello più associato al complotto.[20]

Nel Regno Unito, il 5 novembre è noto con diversi nomi, quali Guy Fawkes Night, Guy Fawkes Day, Plot Night e Bonfire Night; i falò iniziarono ad essere accompagnati, dal 1650 in poi, dall'accensione di fuochi d'artificio, fino a quando dopo il 1673 divenne usanza bruciare un'effigie (generalmente rappresentante Fawkes o il Papa), che andava a finire nelle fiamme tra le grida di «No popery!».

Sebbene per quasi tre secoli Guy Fawkes fu considerata ridicola e meritevole di scherno, il culto della sua figura nell'Ottocento venne vivificato dalla pubblicazione del romanzo storico Guy Fawkes; or, The Gunpowder Treason, in cui William Harrison Ainsworth guardò il congiurato sotto una luce nuova, comprensiva, quasi empatica;[21] da quel momento in poi Fawkes fu celebrato quale «eroe d'azione» in moltissime opere, principalmente libri per bambini, quali The Boyhood Days of Guy Fawkes e The Conspirators of Old London.[22] Secondo lo storico Lewis Call, Fawkes oggi è «un'icona considerevole nella cultura politica moderna», con la sua faccia divenuta a partire dalla fine del Novecento «uno strumento potenzialmente potente per l'articolazione dell'anarchismo postmoderno». La popolarità conosciuta da Fawkes a partire da quegli anni è ben attestata dalla maschera di V in V for Vendetta, plasmata sulle fattezze del suo volto.[23]

La ricorrenza del complotto è ricordata con una filastrocca:[24]

(EN)

« Remember, remember,
the fifth of November,
Gunpowder, treason and plot.
I don't know the reason
why Gunpowder treason
Should ever be forgot! »

(IT)

« Ricorda, ricorda,
il cinque novembre,
polvere da sparo, tradimento e complotto.
Non vedo alcuna ragione
per cui la Congiura delle Polveri
dovrebbe mai essere dimenticata! »

(Filastrocca per bambini)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fraser 2005, p. 84.
  2. ^ Sharpe 2005, p. 48.
  3. ^ Fraser 2005, p. 86.
  4. ^ a b Mark Nicholls, Fawkes, Guy (bap. 1570, d. 1606), in Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, 2004, DOI:10.1093/ref:odnb/9230. URL consultato il 6 maggio 2010.
  5. ^ Fraser 2005, pp. 87–90.
  6. ^ Northcote Parkinson 1976, p. 46.
  7. ^ Fraser 2005, pp. 140–142.
  8. ^ Fraser 2005, pp. 159–162.
  9. ^ Northcote Parkinson 1976, pp. 68–69.
  10. ^ Northcote Parkinson 1976, p. 72.
  11. ^ Northcote Parkinson 1976, p. 73.
  12. ^ Cobbett 1857, p. 229.
  13. ^ Fraser 2005, pp. 208–209.
  14. ^ Fraser 2005, p. 211.
  15. ^ Northcote Parkinson 1976, pp. 91–92.
  16. ^ Fraser 2005, p. 215.
  17. ^ Fraser 2005, pp. 266–269.
  18. ^ Allen 1973, p. 37.
  19. ^ Guy Fawkes, York Museums Trust. URL consultato il 16 maggio 2010.
  20. ^ Fraser 2005, pp. 349.
  21. ^ William Harrison Ainsworth, Guy Fawkes; or, The Gunpowder Treason, Nottingham Society, 1841.
  22. ^ Fraser 2005, pp. 128.
  23. ^ Lewis Call, A is for Anarchy, V is for Vendetta: Images of Guy Fawkes and the Creation of Postmodern Anarchism, in Anarchist Studies, luglio 2008. URL consultato il 10 novembre 2008. – via HighBeam Research (è richiesta l'iscrizione)
  24. ^ Notes and queries (Oxford University Press, 1857), p. 450

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Guy Fawkes, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
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