Gruppo Riva

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Riva Fire
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Stato Italia Italia
Tipo società per azioni
Fondazione 1954
Sede principale Milano
Persone chiave
  • Adriano ed Emilio Riva (fondatori)
  • Emilio Riva (presidente)
Settore siderurgia
Prodotti acciaio e derivati
Fatturato 10 015 milioni di euro[1] (2011)
Dipendenti 21 711[2] (2011)
Sito web www.rivagroup.com/

Il Gruppo Riva è un gruppo siderurgico italiano; nel 2011 è il primo nel settore in Italia, quarto in Europa e ventitreesimo nel mondo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ilva.

Il gruppo ha origine dalla società “Riva & C.”, costituita dai fratelli Emilio (1926-2014) e Adriano Riva nel 1954 per commercializzare rottami di ferro destinati alle acciaierie a forno elettrico del bresciano. Nel 1957 viene realizzato il primo stabilimento produttivo con forno elettrico a Caronno Pertusella (Varese), dove nel 1964 è installato, per la prima volta in Italia, un impianto a colata continua curva a tre linee, prodotto dall'azienda impiantistica Danieli e ancora in fase di collaudo; il collaudo ha esito positivo e l'adozione in anticipo sui concorrenti della colata continua diventa una delle principali fonti di vantaggio competitivo dell'azienda, che negli anni successivi inizia il suo processo di espansione in Italia e all'estero. In seguito la colata continua viene adottata anche dai siderurgici bresciani, i produttori di “tondino” (tondo per cemento armato) con i quali Riva è spesso erroneamente accomunato.

Nel 1966 vengono acquisite le Acciaierie e Ferriere del Tanaro nel cuneese e nel 1970 la S.E.E.I di Malegno nel bresciano, mentre nel 1971 il gruppo si espande all'estero acquistando prima la Siderurgica Sevillana (Spagna) e poi lo stabilimento Iton Seine in Francia (1976). Nel 1974 viene fondata in Canada la Associated Steel Industries, società nata per raccogliere il rottame generato dal parco automobilistico nordamericano. Nel 1978 il gruppo Riva è il primo operatore europeo a vendere acciaio direttamente in Cina, mercato che fino a quel momento era rifornito esclusivamente dal Giappone. Nel 1981 sono acquisite le Officine e Fonderie Galtarossa di Verona[3].

Negli anni successivi il Gruppo partecipa attivamente al processo di privatizzazione dell'industria siderurgica europea[4], acquisendo importanti realtà produttive non solo in Italia, dove nel 1988 assume il controllo delle Acciaierie di Cornigliano (Genova) e nel 1995 dell'Ilva, ma anche in Francia, Belgio e Germania[5]. Nel paese d'Oltralpe rileva dal colosso pubblico Usinor-Sacilor l'acciaieria Alpa di Gargenville (1988), in Belgio acquista il laminatoio n. 3 di Charleroi-Marcinelle (1989), e in Germania si aggiudica due importanti stabilimenti, battendo all'asta i concorrenti tedeschi della ThyssenKrupp, nella regione vicino a Berlino (Brandenburger Elektrostahlwerke e Hennigsdorfer Elektrostahlwerke), messi in vendita dalla Treuhandanstalt, l'ente tedesco incaricato di privatizzare le imprese della ex-Germania est[6].

Per il ruolo svolto nella ristrutturazione della siderurgia europea, a Emilio Riva sono state assegnate le seguenti onorificenze: Gran Croce al Merito dal Re del Belgio (2000), Cavaliere dell'Ordine al Merito dalla Repubblica federale tedesca (2002) e la Legion d'onore francese (2005)[7]. Étienne Davignon, fautore nei primi anni '80, in qualità di Commissario europeo, del “Piano Davignon” per il rinnovamento della siderurgia nel Vecchio continente, ha dichiarato che “la siderurgia non è un'industria come le altre, e il Gruppo Riva non è un gruppo siderurgico come gli altri”, definendo Emilio Riva “una prova vivente di una visione dinamica e ottimista dell'impresa privata”[8].

Nel gruppo hanno lavorato in posizioni dirigenziali i figli di Emilio (scomparso il 30 aprile 2014), di Adriano e uno dei figli di Fabio Riva.

In passato il gruppo ha posseduto il 10,62% di Alitalia. Al 2014 ne detiene ancora il 4,28%.[9]

Struttura e dati societari[modifica | modifica wikitesto]

Il Gruppo Riva è formato da diverse società operanti nel settore siderurgico, core business del gruppo; le quali sono affiancati da società finanziarie. Il gruppo Riva è controllato dalla famiglia Riva per una percentuale del 39,9%, tramite una capogruppo con sede a Lussemburgo denominata "Utia".[10] Tuttavia il gruppo sta affrontando un grande processo di ricapitalizzazione che andrà a incidere anche sul restante 60,1% del capitale.[11]

Il 100% dell'intero gruppo è tuttavia attribuibile ai fratelli Emilio (deceduto nel 2014) ed Adriano Riva e relativi figli.

Il gruppo si è concentrato, in più di mezzo secolo di storia, ad una forte espansione nel settore siderurgico che lo ha portato alla realizzazione di molte acquisizioni, la più importante di queste è avvenuta nel 1995 con l'acquisto dell'Ilva da parte del Governo Italiano. L'intero gruppo possiede (2011) 36 siti produttivi, di cui 19 in Italia dove viene prodotto il 62% dell'acciaio dell'intero gruppo e dove l'azienda realizza circa il 67% del fatturato. Altri siti si trovano in Belgio, Francia, Germania, Spagna, Grecia, Tunisia e Canada. Fanno parte del gruppo anche 24 strutture correlate divise fra centri di servizio e società commerciali.[2]

Struttura interna[modifica | modifica wikitesto]

La capogruppo Riva Fire (acronimo di Finanziaria Industriale Riva Emilio) ha sede a Milano e le due principali società sono:

  • Riva Acciaio SpA, che controlla anche le principali consociate estere, che raggruppa le attività nell'acciaio da forno elettrico (produzione di semiprodotti e prodotti lunghi) e nel recupero del rottame di ferro;
  • ILVA SpA, che produce acciaio da ciclo integrale (prodotti piani).[12]

Produzione 2011[modifica | modifica wikitesto]

L'attività produttiva del gruppo è principalmente concentrata in acciaio e derivati, la produzione 2011[1] era così suddivisa (dati in tonnellate):

  • acciaio grezzo: 16 milioni
  • coils: 7,6 milioni
  • vergella: 4,1 milioni
  • tondo per cemento armato: 2 milioni
  • barre/billette laminate: 1 milione
  • lamiere da treno 0,8 milioni

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b dati economici del Gruppo 2011 (PDF), rivagroup.com. URL consultato il 28 novembre 2012.
  2. ^ a b profilo gruppo 2011 (PDF), rivagroup.com. URL consultato il 28 novembre 2012. (documento .pdf)
  3. ^ Storia del Gruppo - Gruppo Riva, su www.rivagroup.com. URL consultato il 30 ottobre 2015.
  4. ^ S. Moinov, Privatization in the iron and steel industry, International Labour Office, Geneva 1995, pp. 33-78.
  5. ^ M. Affinito, M. De Cecco, A. Dringoli, Le privatizzazioni dell’industria manifatturiera italiana, Roma 2000, pp. 83-84.
  6. ^ RIVA VINCE IN GERMANIA VIA LIBERA ALL' ACQUISTO DELLE DUE MAXIACCIAIER - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 30 ottobre 2015.
  7. ^ Emilio Riva, su www.rivagroup.com. URL consultato il 30 ottobre 2015.
  8. ^ Étienne Davignon, Foreword to Riva 1954-1994, a cura di Margherita Balconi, Milan 1995, p. 2.
  9. ^ Antonella Baccaro, I soci Alitalia, in Il Corriere della Sera, 6 febbraio 2014, p. 8.
  10. ^ utia holdin lussemburghese, ilmondo.it. URL consultato il 28 novembre 2012.
  11. ^ gruppo riva prosegue processo di riorganizzazione societaria, ilmondo.it. URL consultato il 28 novembre 2012.
  12. ^ Jacchia Antonia, "Acciaio, in Europa giochiamo a armi pari", Corriere della Sera, 2 luglio 2006. URL consultato il 20 novembre 2010 (archiviato dall'url originale il ).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]