Gruppo Banca Leonardo

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Banca Leonardo
StatoItalia Italia
Forma societariasocietà per azioni
Fondazione1999 a Milano
Sede principaleMilano
GruppoCrédit Agricole
Persone chiaveClaudio Moro amministratore delegato e direttore generale
Settorebancario
Prodottigestione del patrimonio
Fatturato5,6 miliardi di (2016)
Utile netto6,5 milioni di (2016)
Dipendenti260 (2016)
Sito web

Banca Leonardo S.p.A. è una banca d'affari privata, attiva, direttamente o tramite controllate, nel business del Wealth Management (gestione del patrimonio) in Italia e Svizzera. Dal novembre 2017 fa parte del Crédit Agricole.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Banca Leonardo nasce a Milano nell’ottobre 1999, fondata dagli agenti di cambio Attilio Ventura e Gian Luigi Milla insieme ad Alberto Foglia, banchiere di Lugano. Alla presidenza Piero Barucci, ex ministro del Tesoro.

Soci le grandi famiglie[modifica | modifica wikitesto]

Nell’aprile 2006, con una operazione valutata 100 milioni di euro, la banca è acquisita da Gerardo Braggiotti, classe 1952, figlio dell'ex presidente della Comit, Enrico Braggiotti, esperienze a Mediobanca e Lazard. Insieme a lui un gruppo di primari investitori europei: la famiglia Agnelli-Elkann con Exor; Michel David Weill con la Eurazeo; il barone Albert Frère. Fanno parte della cordata, ma con quote minori, altri soci di rango: Isabella Seragnoli, Carlo Pesenti con l'Italmobiliare, la famiglia Benetton con Edizione, la Micheli & Associati, l'Allianz e Fonsai. Braggiotti tiene per sé il 5% e tutti i poteri (al management va un altro 15%)[2] e ricapitalizza Banca Leonardo con l’obiettivo di creare la prima banca d’investimento privata e indipendente in Italia, una sorta di boutique della consulenza finanziaria costruita secondo il "modello Mediobanca", ovvero il modello di aziionariato formato da grandi famiglie.

Oltre alla totale autonomia, l'internazionalizzazione. Così Braggiotti acquisisce subito in Francia la Toulouse et Associés, una società di corporate finanziario e consulenza. Insieme alla Eurazeo fonda la Euraleo, una joint-venture per seguire le opportunità di investimento nel private equity. Si allarga anche nel wealth management rivelando le società DNCA e UP Finance. Nel settembre 2007 la banca assume un maggior respiro europeo alleandosi con Druecker & Co, uno dei più apprezzati specialisti in corporate finance e M&A (merger and acquisition) della Germania.

Banca Leonardo apre anche sedi all'estero e, oltre a dedicarsi al private equity, alla gestione dei patrimoni (wealth management) e ad operare come banca d'affari, entra nelle partite più importanti: la fusione Intesa-Sanpaolo, il riassetto Telecom, il passaggio di Fonsai da Salvatore Ligresti a Unipol, la cessione della Pirelli a ChemChina, la ristrutturazione del debito delle Cartiere Burgo e quella di Tirrena Power, il matrimonio tra la società di matite Fila con la Spac Space di Erede e Mion. Gratifica anche i soci con maxi dividendi: coloro che hanno investito nel 2007 hanno recuperato l'80% del capitale in poco più di un anno.

Al Crédit Agricole[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 2012 Banca Leonardo sembra cambiare pelle, cedendo gradualmente il private equity e varie società, e concentrandosi sulla gestione del patrimonio (wealth management).[3] Nel novembre 2017, dopo una trattativa durata 13 mesi, l'annuncio della cessione al colosso francese Crédit Agricole attraverso la controllata Indosuez Wealth. L'operazione è valutata circa 200 milioni di euro.[4]

Consiglio d'amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Presidente: Gerardo Braggiotti
  • Amministratore Delegato e Direttore Generale: Claudio Moro
  • Consigliere: Miguel Abello Gamazo
  • Consigliere: Gian Giacomo Attolico Trivulzio
  • Consigliere: Enrico Vellano
  • Consigliere: Francesco Orsi
  • Consigliere: Gilles Samyn

Fino al 7 novembre 2017, giorno della vendita al Crédit Agricole. Fonte: bilancio 2016 della Banca Leonardo reperibile sul sito aziendale.

Principali azionisti[modifica | modifica wikitesto]

  • Swilux SA (Gruppo Albert Frère) - 18,3%
  • Eurazeo SA (Michel David Weill) - 18,3%
  • Exor SA (finanziaria lussemburghese della famiglia Agnelli-Elkann, nata dalla fusione di IFI e IFIL) - 16,5%
  • G.B.H. SpA (Gerardo Braggiotti) - 9,9%
  • Torreal SA - 4,6%
  • Allianz SE - 2,8%
  • Italmobiliare SpA (famiglia Pesenti) - 2,8%
  • Micheli Associati srl- 2,8%
  • Is.Co. srl - 2,6%
  • Edizione srl (finanziaria della famiglia Benetton) - 1,8%
  • Altri con meno del 2% - 19,67%

Fino al 7 novembre 2017, giorno della vendita al Crédit Agricole. Fonte: bilancio 2016 della Banca Leonardo reperibile sul sito aziendale.

Principali partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Dirette[modifica | modifica wikitesto]

  • Leonardo Swiss S.A. - Lugano - 100%
  • GBL Fiduciaria S.p.A. - Milano - 100%
  • G.B. & Co. DUE S.r.l. - Milano - 100%

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Crédit Agricole sigla l'accordo per acquisire Banca Leonardo, su corriere.it, 7 novembre 2017. URL consultato l'8 novembre 2017.
  2. ^ Gerardo Braggiotti meno boy ma sempre Golden, su archivio.panorama.it. URL consultato l'8 novembre 2017.
  3. ^ Banca Leonardo cambia pelle e punta sul Wealth Management, su repubblica.it, 28 settembre 2015. URL consultato l'8 novembre 2017.
  4. ^ Indosuez (Crédit Agricole) compra Banca Leonardo, su repubblica.it. URL consultato il 21 novembre 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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