ChemChina

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China National Chemical Corporation
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Stato Cina Cina
Fondazione 2004
Fondata da Ren Jianxin
Sede principale Pechino
Persone chiave Ren Jianxin (presidente)
Settore Chimico
Fatturato 41.813 miliardi $ (2015)
Sito web

China National Chemical Corporation (chiamata comunemente ChemChina) è una impresa pubblica cinese che opera nel settore dell'industria chimica.

Appartengono alla società diverse compagnie che operano nel settore dell'agrochimica come Hubei Sanonda, Cangzhou Dahua, Shandong Dacheng, Jiangsu Anpon, Anhui Petrochemicals, Huaihe Chemicals e Makhteshim Agan.

Dal 2014 l'amministratore delegato è Ren Jianxin.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Bluestar Company[modifica | modifica wikitesto]

ChemChina ha iniziato come piccola fabbrica di solventi denominata Bluestar Company (cinese: 蓝星 公司), fondata da Ren Jianxin nel 1984 con un prestito di 10.000 yuan. Jianxin ha creato l'impero di ChemChina assumendo il controllo di oltre 100 fabbriche chimiche di proprietà statali in Cina, mantenendo la proprietà con il governo. Nel frattempo, ha evitato di licenziare i lavoratori in eccesso spostandoli alla catena del ristorante Malan Noodle. Ha portato consulenti professionali per migliorare la gestione aziendale, ed è diventata una delle imprese statali più dinamiche della Cina .

Azienda statale[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 2004, dopo che il Consiglio di Stato della Repubblica popolare cinese ha approvato una fusione di società precedentemente sotto il ministero dell'industria chimica come China National Chemical Corporation (ChemChina), Ren Jianxin è diventato amministratore delegato; nel dicembre 2014 è diventato il presidente del consiglio di amministrazione.

Nell'ambito delle attività di agrochimica, ChemChina possiede un gran numero di società tra cui Sanonda Holdings, Cangzhou Dahua, Shandong Dacheng, Jiangsu Anpon, Anhui Petrochemicals e Huaihe Chemicals. Nel 2011 ha aggiunto alla divisione Makhteshim Agan (rinominato ADAMA Agricultural Solutions) per un importo pari a 2,4 miliardi di dollari per una partecipazione del 60% della società.

Le divisioni di materiali chimici hanno fatto acquisizioni all'estero con due offerte nel 2006, entrambi per aquisire aziende francesi. la prima è stata l'Adisseo Group, una società globale per la nutrizione degli animali che si è specializzata nella produzione di metionina, vitamine e enzimi biologici. Al momento dell'acquisto, Adisseo aveva una quota mondiale di mercato del 30% in metionina. L'altra azienda operava nel silicio organico e nel solfuro. Con questa acquisizione l'azienda è diventata il terzo produttore più grande del mondo di silicio organico.

La divisione di trasformazione petrochimica che opera nel settore delle raffinerie, tra cui quelle di piccole dimensioni conosciute come teapot plants, arriva ad una capacità di produzione di circa 500.000 barili al giorno. Dopo la liberalizzazione dell'importazione di prodotti grezzi e di combustibili in Cina, la società ha aperto un ufficio commerciale a Singapore nell'ottobre 2013.

The Economist ha descritto la società come "la più dinamica e globalizzatrice tra le imprese statali cinesi".

Nel 2015 ChemChina era classificata da "Fortune Global 500" come la 265ª multinazionale nel mondo.[1]

Acquisizioni estere[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo del 2015 è stato annunciato che gli azionisti della società italiana di pneumatici Pirelli, avevano accettato un'offerta di ChemChina per un valore di 7,1 miliardi di euro, che era il quinto produttore di pneumatici al mondo.

Dopo aver posseduto il 65% della Marco Polo Industrial Holding S.p.A. e successivamente della Marco Polo International Holding Italy S.p.A., già azionisti unici della Pirelli & C. S.p.A.,[2] in seguito agli accordi raggiunti nel marzo 2015,[3] dal 4 ottobre 2017 con il 45% è il principale azionista di Pirelli.

ChemChina ha rilevato sempre nello stessso anno, anche la maggioranza della società tedesca costruttrice di macchinari Krauss-Maffei valutata un miliardo di euro.

Nel 2016 il colosso svizzero della chimica Syngenta ha accettato la proposta di acquisizione per 43 miliardi di euro da parte della società.[4]

Si tratta delle maggiori acquisizioni mai attuate in quei paesi da parte di una società cinese.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ChemChina, su Fortune. URL consultato il 14 gennaio 2016.
  2. ^ OPA su Pirelli, pirelli.com.
  3. ^ ChemChina makes €7.1bn bid for Pirelli | Business | The Guardian
  4. ^ ChemChina, offerta record per Syngenta: sul piatto 43 miliardi, su Repubblica.it. URL consultato il 03 febbraio 2016.
  5. ^ Better than barbarians, in The Economist, 14 gennaio 2016. URL consultato il 3 febbraio 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità ISNI: (EN0000 0004 1758 6482