ChemChina

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China National Chemical Corporation
Logo
StatoCina Cina
Fondazione2004
Fondata daRen Jianxin
Sede principalePechino
Persone chiaveNing Gaoning presidente
SettoreChimico
Fatturato57,989 miliardi $ (2017)
Dipendenti142.083 (2017)
Sito web

China National Chemical Corporation (chiamata comunemente ChemChina) è una impresa pubblica cinese che opera nel settore dell'industria chimica.

Nel 2018 ChemChina è classificata da Fortune Global 500 come la 167ª multinazionale nel mondo.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Bluestar Company[modifica | modifica wikitesto]

ChemChina ha iniziato come piccola fabbrica di solventi denominata Bluestar Company (cinese: 蓝星 公司), fondata da Ren Jianxin nel 1984 con un prestito di 10.000 yuan. Jianxin ha creato l'impero di ChemChina assumendo il controllo di oltre 100 fabbriche chimiche di proprietà statali in Cina, mantenendo la proprietà con il governo. Nel frattempo, ha evitato di licenziare i lavoratori in eccesso spostandoli alla catena del ristorante Malan Noodle. Ha portato consulenti professionali per migliorare la gestione aziendale, ed è diventata una delle imprese statali più dinamiche della Cina .

Azienda statale[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 2004, dopo che il Consiglio di Stato della Repubblica popolare cinese ha approvato una fusione di società precedentemente sotto il ministero dell'industria chimica come China National Chemical Corporation (ChemChina), Ren Jianxin diventa amministratore delegato. Nel dicembre 2014 è nominato anche presidente.

Nell'ambito delle attività di agrochimica, ChemChina possiede un gran numero di società tra cui Sanonda Holdings, Cangzhou Dahua, Shandong Dacheng, Jiangsu Anpon, Anhui Petrochemicals e Huaihe Chemicals. Nel 2011 rileva anche per 2,4 miliardi di dollari una partecipazione del 60% della società israeliana Makhteshim Agan (rinominata ADAMA Agricultural Solutions), sesto produttore mondiale di pesticidi.

Le divisioni di materiali chimici fanno acquisizioni all'estero con due offerte nel 2006. La prima per acquisire la francese Adisseo Group, leader nel mercato degli additivi nutrizionali per animali e specializzata nella produzione di metionina, vitamine e enzimi biologici. Al momento dell'acquisto, Adisseo aveva una quota mondiale di mercato del 30% con la metionina. La seconda offerta per acquisire l'australiana Qenos, specializzata nella lavorazione di polietilene e polimeri. Nel 2011 acquisisce poi la norvegese Elkem, forte nel silicone e nelle leghe speciali.

La divisione di trasformazione petrochimica che opera nel settore delle raffinerie, tra cui quelle di piccole dimensioni conosciute come teapot plants, arriva ad una capacità di produzione di circa 500.000 barili al giorno. Dopo la liberalizzazione dell'importazione di prodotti grezzi e di combustibili in Cina, la società ha aperto un ufficio commerciale a Singapore nell'ottobre 2013.

The Economist ha descritto la società come "la più dinamica e globalizzatrice tra le imprese statali cinesi".

Acquisizioni in Europa[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo del 2015 acquisisce per 7,1 miliardi la quota di maggioranza della società italiana di pneumatici Pirelli, quinto produttore di pneumatici al mondo.[2] All'inizio possiede il 65% della Marco Polo Industrial Holding S.p.A. e successivamente della Marco Polo International Holding Italy S.p.A., la società che raggruppa altri azionisti unici della Pirelli & C. S.p.A.,[3] in seguito agli accordi raggiunti nel marzo 2015.[4] Dal 4 ottobre 2017, data in cui la Pirelli è nuovamente quotata alla Borsa di Milano, ChemChina è il principale azionista di Pirelli con il 45,52%. Nell'estate 2018 la holding Marco Polo è sciolta in base alle intese con il risultato che ChemChina ha in presa diretta il controllo di Pirelli.

Sempre nel 2015 ChemChina rileva anche la maggioranza della società tedesca costruttrice di macchinari Krauss-Maffei valutata un miliardo di euro.

Nel 2016 acquisisce per 43 miliardi di euro il colosso svizzero della chimica Syngenta.[5]

Si tratta delle maggiori acquisizioni mai attuate in quei paesi da parte di una società cinese.[6]

Fusione con Sinochem[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 2018 le autorità pubbliche cinesi hanno annunciato la fusione tra ChemChina e Sinochem, creando un nuovo gigante chimico globale con un fatturato di 120 miliardi di dollari.[7]. Ren Jianxin lascia la guida della società per raggiunti limiti di età, al suo posto il presidente di Sinochem, Ning Gaoning.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ChemChina, su Fortune. URL consultato il 31 luglio 2018.
  2. ^ Chi è ChemChina, il colosso cinese che ha comprato Pirelli, su panorama.it, 25 marzo 2015. URL consultato il 1º agosto 2018.
  3. ^ OPA su Pirelli, su pirelli.com (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2015).
  4. ^ ChemChina makes €7.1bn bid for Pirelli | Business | The Guardian
  5. ^ ChemChina, offerta record per Syngenta: sul piatto 43 miliardi, su Repubblica.it. URL consultato il 3 febbraio 2016.
  6. ^ (EN) Better than barbarians, in The Economist, 14 gennaio 2016. URL consultato il 3 febbraio 2016.
  7. ^ (EN) China's ChemChina, Sinochem set to merge: Caixin, su Reuters, 30 giugno 2018. URL consultato il 31 luglio 2018.
  8. ^ Cambio al vertice e fusione di ChemChina, il colosso che ha comprato Pirelli, su corriere.it, 1º luglio 2018. URL consultato il 31 luglio 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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