Syngenta

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Syngenta
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StatoSvizzera Svizzera
ISINCH0011037469
Fondazione2000
Fondata daAstraZeneca
Sede principaleBasilea
GruppoChemChina
SettoreChimico
ProdottiFitofarmaci, sementi, florovivaismo
Fatturato13,52 miliardi $ (2019)
Dipendenti28.265 (2019)
Sito webwww.syngenta.com

Syngenta è una delle aziende leader nel settore dell’agro-industria mondiale, impegnata nella produzione di mezzi tecnici per l'agricoltura e nelle attività nel campo delle sementi, a cui si affiancano servizi e know-how agronomico per offrire offerte integrate. Ambizione della società è quella di contribuire a migliorare la sicurezza alimentare globale consentendo a milioni di agricoltori di utilizzare meglio le risorse disponibili, accrescendo la produttività delle colture, proteggendo l'ambiente e migliorando la salute e la qualità della vita. La società è nata nel 2000 dalla fusione di Novartis con il ramo agricolo di AstraZeneca, ha sede oggi a Basilea, in Svizzera, e impiega quasi 28.000 persone in oltre 90 paesi. In Italia il gruppo conta circa 400 dipendenti distribuiti tra gli uffici di Milano, il sito produttivo di Casalmorano (CR), le stazioni sperimentali di Foggia e di Acate e Società Produttori Sementi, azienda sementiera presente in provincia di Bologna acquisita dalla società nel 2014.

Nel 2017 Syngenta, che ha registrato un fatturato di 12.65 miliardi di dollari, è stata acquisita per 43 miliardi di euro da parte di ChemChina (China National Chemical Corporation), una delle più grandi imprese pubbliche cinesi che opera nel settore dell'industria chimica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Con sede a Basilea, Svizzera, Syngenta è stata costituita nel 2000 dalla fusione di Novartis Agribusiness e Zeneca Agrochemicals anche se le sue radici sono considerevolmente più antiche. Novartis ebbe origine nel 1996 da una fusione tra Geigy (fondata nel 1758), Sandoz Laboratories (fondata nel 1876) e Ciba (fondata nel 1884), società che concentravano le ricerche nel mondo biotecnologico. Zeneca Agrochemicals faceva parte di Imperial Chemical Industries, colosso britannico fondato nel 1926. Sin dalla sua fondazione, la società ha applicato un approccio innovativo al settore agricolo. Un esempio nel gennaio 2001 è stato il completamento della Mappa del Genoma del Riso per merito dei ricercatori del Torrey Mesa Research Institute (TMRI), il laboratorio di ricerca genetica di Syngenta, in collaborazione con la Myriad Genetics Inc. Si trattava di una delle analisi più esaurienti e complete effettuata a quei tempi sulla sequenza del genoma del riso che identificava circa 45.000 geni inseriti nei 420 milioni di copie di basi dei nucleotidi presenti all’interno dei 12 cromosomi del riso.

Nei primi 10 anni di vita l’azienda elvetica siglò acquisizioni e partnership strategiche che gli hanno permesso di ampliare il proprio portfolio prodotti, avere a disposizione nuove tecnologie, rafforzare la propria posizione sia nel mercato delle sementi che in quello degli agrofarmaci e completare il proprio programma di sviluppo della capacità produttiva dei prodotti per la protezione delle colture dal valore di 600 milioni di dollari, il più grande piano di investimenti mai realizzato dall'azienda. A queste operazioni si aggiungono l’introduzione di nuove scoperte come quella nel 2003 di una prima varietà di ibridi di orzo, e l’implementazione di iniziative volte a sostenere la biodiversità come "Operation Pollinator", progetto che mira a creare nuovi habitat per incrementare il numero degli insetti impollinatori all’interno degli areali agricoli in Europa e in Italia.

Nel 2014, Syngenta ha acquisito l'italiana Società Produttori Sementi (Psb), azienda sementiera presente in provincia di Bologna dal 1911, leader nella selezione e miglioramento delle sementi di grano duro in Italia. Un aspetto fondamentale nell’accordo è stata la conservazione del marchio centenario di PSB, riconosciuto come sinonimo di produzione di grano duro italiano di altissima qualità.

Nel 2017 l’azienda ha celebrato i 150 anni della propria presenza nel settore delle Sementi Orticole. Questo business, infatti, nasce nel 1867, anno in cui in Olanda venne costituita una società per l’esportazione di semi di cavolo denominata Sluis&Groot, dal nome dei soci fondatori, acquisita poi dalla multinazionale svizzera Sandoz. Dalla fusione di Sandoz e Ciba nel 1996 ebbe origine Novartis. Nel 2000, le divisioni agro-business di Novartis e di Astra Zeneca si unirono e diedero origine a Syngenta. Durante i suoi 150 anni di storia, Syngenta si è saputa distinguere per il suo forte orientamento all’innovazione e in alcuni casi ha addirittura creato nuove tendenze di consumo: alcuni esempi sono Angello, il primo peperone al mondo senza semi e la nuova tipologia di pomodori neri a marchio Kumato®.

Scenario Attuale[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 2014 i principali competitor di Syngenta sono la Monsanto Company, BASF, Dow AgroSciences, Bayer CropScience e DuPont Pioneer.Nel 2014, la Monsanto ha cercato di acquisire Syngenta per un valore di $ 40 miliardi, ma Syngenta ha rifiutato l'offerta. [2] Una nuova migliore offerta è stata rifiutata dal consiglio di amministrazione di Syngenta nell'agosto 2015 e la Monsanto si è ritirata dai negoziati il 26 agosto [18]. A febbraio 2016 ChemChina, un'impresa statale cinese, ha offerto di acquistare Syngenta per 43 miliardi di dollari (480 franchi svizzeri per azione)[23] L’operazione si è conclusa nel secondo trimestre del 2017. A seguito del closing dell’acquisizione il titolo Syngenta è stato ritirato dalla Borsa Svizzera (SYNN) e da quella di New York (SYT). ChemChina detiene tutte le azioni di Syngenta ed è l'unico proprietario di Syngenta ma nonostante ciò si è impegnata a rispettare l'indipendenza operativa del gruppo e i suoi valori fondamentali, impegno sottoscritto anche nell'accordo di transazione.

Oltre questa operazione, negli ultimi anni il settore agrochimico è stato interessato da altri grandi manovre di mercato.

Il 31 agosto 2017 si è conclusa invece la fusione tra The Dow Chemical Company (“Dow”) ed E.I. du Pont de Nemours & Company (“DuPont”) che hanno dato vita a una nuova società holding con il nome di “DowDuPontTM” che include tre divisioni – Agriculture, Materials Science e Specialty Products. Una delle tre società sarà leader nel settore dell’Agricoltura e riunirà i punti di forza di DuPont Pioneer, DuPont Crop Protection e Dow AgroSciences. Tale società ha il quartier generale a Wilmington, Delaware, e i global business center a Johnston, Iowa e Indianapolis, Indiana.

A giugno 2018, dopo due anni di trattative, il colosso tedesco della chimica e della farmaceutica Bayer ha acquisito Monsanto Company, multinazionale americana primo produttore al mondo di sementi, grazie alle ultime approvazioni arrivate dalle autorità di regolamentazione degli Stati Uniti. Il prezzo dell’operazione: 63 miliardi di dollari, 128 dollari per azione. Si è trattato della maggior acquisizione di un'impresa tedesca all'estero. Una volta conclusa la fusione, il marchio Monsanto sarà cancellato e Bayer aumenterà i dipendenti a 115 mila e i ricavi a 45 miliardi, derivanti per metà dal business dell'agricoltura e per metà da quello della salute.

Governance[modifica | modifica wikitesto]

Il Consiglio di amministrazione di Syngenta è composto da sei rappresentanti di altrettante differenti nazionalità provenienti da vasti settori commerciali e accademici internazionali. Il Presidente del Cda di Syngenta è Frank Ning, che ricopre la stessa carica anche in ChemChina mentre J. Erik Fyrwald ha conservato il ruolo di Chief Executive Officer a seguito dell’acquisizione.

Syngenta Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il Gruppo Syngenta si è formato in Italia nel 2000 dalla fusione di società attive da decenni sul mercato italiano. Syngenta Italia conta sulla collaborazione di circa 400 dipendenti distribuiti tra gli uffici di Milano, il sito produttivo di Casalmorano (CR) dedicato alla coltura del mais, e le stazioni sperimentali di Foggia per la sperimentazione e valorizzazione delle colture mediterrane e di Acate (Ragusa) dedicato all’orticoltura. Ad aprile del 2014, Syngenta ha investito in Italia con l’acquisizione di Società Produttori Sementi (PSB), azienda sementiera presente ad Argelato in provincia di Bologna dal 1911 e leader nella selezione e miglioramento delle sementi di grano duro. In Italia Syngenta è parte attiva delle seguenti associazioni di categoria: Agrofarma (Associazione nazionale imprese agrofarmaci), Assobiotec (Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie), appartenenti a Federchimica-Confindustria, e AIS (Associazione Italiana Sementi).

Attività ricerca e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Syngenta è tra i leader del settore agricolo grazie alle proprie attività di ricerca all’avanguardia e l’impiego di tecnologie innovative. Ogni anno l’azienda investe 1,4 miliardi di dollari in R&D e regolarmente introduce nuovi prodotti sul mercato, anche se il processo può richiedere fino a 13 anni. Con 5.000 collaboratori presso 5 Centri di Ricerca e numerose stazioni sperimentali in tutto il mondo, l’azienda promuove l’innovazione attraverso lo sviluppo continuo di soluzioni destinate al comparto agricolo e l’impegno continuo e costante attraverso le più avanzate piattaforme tecnologiche di sviluppo (genomica, bioinformatica, miglioramento delle colture, chimica combinatoria, tossicologia molecolare, scienze ambientali, screening ad alta potenzialità, selezione assistita da marcatori molecolari, studio delle formulazioni). Syngenta coopera inoltre con oltre 400 Università, Istituti e Centri di Ricerca privati a livello mondiale. Le collaborazioni effettuate nel corso degli anni hanno permesso a Syngenta di studiare nuovi agrofarmaci, sementi di fiori e ortaggi, mettendoli a punto su tutto il territorio italiano e di lanciare con successo diversi nuovi prodotti.

Prodotti[modifica | modifica wikitesto]

Grazie alla ricerca scientifica Syngenta è impegnata nel settore della protezione delle colture con una vasta e articolata gamma di agrofarmaci di alto profilo che consente di risolvere la maggior parte delle problematiche fitosanitarie (in particolare insetticidi, erbicidi, fungicidi e concianti), in linea con una moderna agricoltura sostenibile. I prodotti per la protezione delle colture sono sostanze chimiche o biologiche che proteggono le colture dai danni causati dallo stress biotico e abiotico. Controllano le erbacce, la malattia e la pressione degli insetti e possono mitigare lo stress climatico. L'uso diffuso di prodotti più nuovi e più efficaci a partire dalla metà del ventesimo secolo ha aumentato la sicurezza alimentare e ha migliorato gli standard di vita in tutto il mondo. Le principali colture su cui l’azienda opera sono cereali, mais, colture industriali, riso, soia, colture speciali, canna da zucchero, verdure, prato e giardino. Oltre la difesa delle colture, l’azienda sviluppa sementi ad alto tasso di innovazione che consentono agli agricoltori di migliorare la produttività e la qualità della maggior parte delle colture, da quelle cerealicole (frumento duro e tenero, orzo) a quelle industriali (mais, girasole, barbabietola, sorgo, soia) alla generalità di quelle orticole e anche floricole. A questo si aggiungono consulenze agronomiche e soluzioni che comprendono tecnologie come servizi finanziari e sistemi informativi o digitali.

Approccio alla sostenibilità[modifica | modifica wikitesto]

Come azienda agrochimica il gruppo ha coniugato il proprio core business – agrofarmaci e sementi – con una serie di progetti e iniziative legate alla sostenibilità ambientale e alla gestione responsabile dei suoi prodotti lungo tutto il loro ciclo di vita. Syngenta investe infatti ingenti risorse per ridurre l'impatto ambientale attraverso l’applicazione di alti standard in tutto il mondo e per trovare soluzioni di prodotto innovative a beneficio dell'ambiente.

Tra questi Operation Pollinator un progetto nato per dimostrare come un’agricoltura intensiva sostenibile e un ambiente sano e ricco di biodiversità possano coesistere. L’assunto di base del progetto è che gli insetti impollinatori siano cruciali per molti habitat naturali e per la produttività della maggioranza delle colture alimentari. Più dell’80% delle coltivazioni europee infatti, dipende direttamente da questi insetti per l’impollinazione che oggi a causa del deterioramento degli habitat naturali stanno progressivamente scomparendo. Il progetto prevede che aree poco produttive (come i bordi campo) vengano seminate con essenze specifiche ricche in nettare e polline capaci di attirare gli impollinatori e che oltre ad essere garanzia di sopravvivenza per questi insetti siano un valido rifugio anche per piccoli mammiferi e uccelli. Infine, Operation Pollinator è un marchio registrato ed esclusivo che può anche creare un’opportunità per agricoltori, supermercati e commercianti per dimostrare la cura e l’attenzione rivolta nei confronti dell’ambiente in cui i prodotti sono coltivati e assicurare produzioni di cibo sostenibili – sviluppando legami più stretti con tutta la filiera.

Per rendere il proprio contributo ancora più tangibile e misurabile, l’azienda ha lanciato un piano che mette la sostenibilità al centro del proprio business ed è allineato agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU.

Altri prgetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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