Giuseppe Pisanelli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Giuseppe Pisanelli
Giuseppe Pisanelli.jpg

Ministro di grazia e giustizia del Regno d'Italia
Durata mandato 8 dicembre 1862 –
24 marzo 1863
Monarca Vittorio Emanuele II di Savoia
Capo del governo Luigi Carlo Farini
Predecessore Raffaele Conforti
Legislature VIII legislatura del Regno d'Italia

Durata mandato 24 marzo 1863 –
28 settembre 1864
Capo del governo Marco Minghetti
Successore Giuseppe Vacca

Deputato del Regno d'Italia
Legislature VIII, IX, X, XI, XII, XIII

Giuseppe Pisanelli (Tricase, 23 settembre 1812Napoli, 5 aprile 1879) è stato un giurista, politico e accademico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Statua di Giuseppe Pisanelli a Tricase

Nacque a Tricase da Michelangelo e Angela Mellone e studiò Giurisprudenza e diritto penale a all'Università di Napoli. Fu rappresentante della provincia di Terra d'Otranto, collegio di Tricase, al Parlamento Napoletano in occasione dei moti rivoluzionari del 1848, poi riparò in esilio a Torino, Parigi, e Londra. Fu ministro di grazia e giustizia nel Regno delle Due Sicilie (nel governo di Giuseppe Garibaldi, 1860). Dopo l'Unificazione italiana, fu deputato del Regno d'Italia da 1861 al 1873. Insieme al senatore Cataldo Nitti, si batté per l'Arsenale di Taranto in funzione del potenziamento militare marittimo della nazione.

Inoltre per il Regno d'Italia, svolse il ruolo di ministro di grazia e giustizia nel Governo Farini e nel primo mandato governativo di Minghetti.

Fu autore del Codice di procedura civile italiano del 1865 (oltre che della Relazione al Re), entrato in vigore nel 1865[1], il primo a entrare in vigore nel neonato regno[2]. Quest'opera di codificazione è stata molto rivalutata negli ultimi decenni[non chiaro], perché considerata più liberale del codice del 1940 (giudicato talvolta troppo autoritario, se non proprio ideologicamente vicino al fascismo[3]).

Suo figlio adottivo fu Alfredo Codacci Pisanelli, giurista e deputato del Regno d'Italia. Suo genero fu Vito Sansonetti (Mottola, 4 giugno 1839 - Roma 8 marzo 1896), professore universitario e giurista che sposò Elisa Codacci Pisanelli, sorella di Alfredo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mortara, Manuale della procedura civile, vol.I., ed. IX, Torino, 1929, p. 7 ss.; Picardi – Giuliani, Il codice di procedura civile del Regno d'Italia, 1865, con introduzione a cura di Monteleone, Il codice di procedura civile italiano del 1865, Milano, 2004
  2. ^ http://books.google.it/books?id=KhsPAAAAQAAJ&printsec=frontcover&dq=codici+regno+italia&hl=it&ei=xUvoS6qjG5qi_AbL8vzUBA&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=4&ved=0CEYQ6AEwAw#v=onepage&q&f=false.
  3. ^ Monteleone, Il codice di procedura civile italiano del 1865, cit.; Id., Manuale di diritto processuale civile, Padova, 2009, p. 335 ss; Cipriani, Storie di processualisti e di Oligarchi, Milano, 1991, p. 91 ss.; Id., Il codice di procedura civile tra gerarchi e processualisti, Napoli, 1992

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stampecchia, Giuseppe Pisanelli: la biografia e il suo progetto del codice civile, II ed., Lecce, Salentina, 1880
Controllo di autoritàVIAF (EN39390079 · ISNI (EN0000 0000 6142 0325 · SBN IT\ICCU\CFIV\095257 · LCCN (ENn80030825 · GND (DE116191619 · BNF (FRcb12021656c (data) · BAV ADV11067937 · CERL cnp01322031