Giuseppe Vacca (magistrato)

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Giuseppe Vacca
Giuseppe Vacca.gif

Ministro di grazia e giustizia del Regno d'Italia
Durata mandato 28 settembre 1864 –
10 agosto 1865
Monarca Vittorio Emanuele II di Savoia
Capo del governo Alfonso La Marmora
Predecessore Giuseppe Pisanelli
Successore Paolo Cortese
Legislature IX legislatura del Regno d'Italia

Senatore del Regno d'Italia
Legislature VIII
Incarichi parlamentari
vicepresidente

Dati generali
Professione magistrato

Giuseppe Vacca (Napoli, 6 luglio 1810Napoli, 6 agosto 1876) è stato un giurista, magistrato e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in giurisprudenza, nel 1848 Giuseppe Vacca fu magistrato e procuratore generale della Gran corte criminale di Napoli; nominato poi sottosegretario dell'Interno e successivamente della Giustizia nel governo Troya, redasse la nota di protesta del governo diretta a re Ferdinando II di Borbone sulle tristi condizioni del regno. Dopo la caduta del ministero liberale e l'abrogazione della Costituzione da parte del sovrano, Vacca fu prima arrestato e poi, nel 1850, condannato all'esilio. Nel 1859 re Francesco II di Borbone lo graziò e lo invitò ad assumere il ministero della Giustizia, ma rifiutò e anzi, nel 1860 fu segretario generale del comitato d'azione meridionale che propugnava l'entrata a Napoli di Garibaldi.

Dopo l'Unità d'Italia, Vacca fu procuratore generale della Corte di Cassazione di Napoli, mentre nel 1861 venne nominato senatore da Vittorio Emanuele II. Infine, fu Ministro di Grazia e Giustizia e Culti del Regno d'Italia nel Governo La Marmora II, dal 28 settembre 1864 al 10 agosto 1865.

Importante il suo ruolo al governo nel 1864, dove presentò al Parlamento un progetto di legge per l'unificazione legislativa, chiedendo inoltre al parlamento di delegare il proprio diritto di discutere i progetti del codice direttamente al governo (Si parla del codice civile) del 1865. Sorse dunque una commissione da lui presieduta che elaborò un nuovo Codice civile e un altro di procedura civile, entrambi entrati in vigore il 1º gennaio 1866. Diverso fu il discorso del Codice penale, che fu un'emanazione del Codice penale sabaudo esteso a tutta Italia, eccettuata la Toscana (per il nodo della pena di morte); solo nel 1889 il guardasigilli Giuseppe Zanardelli avrebbe elaborato un nuovo codice penale esteso a tutto il Regno.

Gli era intitolata una strada nel popolare rione della Corsea, scomparsa nei lavori di costruzione del nuovo rione Carità.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce decorato con Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato con Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Ulteriori informazioni nella scheda sul database dell'Archivio Storico del Senato, I Senatori d'Italia.

Controllo di autoritàVIAF (EN20454662 · ISNI (EN0000 0000 6146 0984 · SBN IT\ICCU\NAPV\071118 · GND (DE11732485X · BAV ADV11311780