Giovanni IV d'Etiopia

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Giovanni IV d'Etiopia
Giovanni IV d'Etiopia.
Giovanni IV d'Etiopia.
Imperatore d'Etiopia
In carica 1871 - 1889
Predecessore Teclè Ghiorghìs II
Successore Menelik II
Altri titoli Leone della Tribù di Giuda, Re di Zion, Re dei Re dell'Etiopia ed Eletto di Dio
Nascita 1821
Morte 10 marzo 1889
Dinastia Salomonica (Ramo tigrino)
Padre Dejazmatch Mercha
Madre Silass Dimtsu

Giovanni IV (Ge'ez ዮሐንስ ፬ኛ Yōḥānnis ዮሓንስ, Amarico Yōhānnis, anche Yohannes o Johannes, noto anche come deggiasmac Cassa; Adua, 1821Metemma, 10 marzo 1889) fu Imperatore d'Etiopia dal 1871 al 1889.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Come il suo predecessore Teclè Ghiorghìs II, Giovanni voleva riunificare i vari staterelli più o meno indipendenti che costituivano l'impero etiopico sotto un unico governo. Si dovette però scontrare a sud, con le mire di Menelik re dello Scioa, che ambiva al trono imperiale mentre l'Egitto premeva sui confini settentrionali e orientali alla ricerca di espansioni territoriali.

Nel 1876 con un esercito di 200.000 abissini, Giovanni annientò gli egiziani e pose fine alle loro ambizioni sull'Etiopia, confinandoli sulla costa. Decise invece di non accettare la battaglia con Menelik, preferendo scontrarsi con i dervisci a Metemma, presso il confine con il Sudan, dove trovò la morte nel marzo del 1889. Fu durante il suo regno che gli Italiani presero possesso della città portuale di Massaua e costituirono le basi della Colonia eritrea.

Genealogia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Mercha, lo "sciùm" del Tembien, e di sua moglie uoizerò Silass Dimtsu (Amata Selassie) di Inderta, il deggiasmac Cassa poteva proclamarsi appartenente al sangue salomonico anche se la linea di sangue della sua nonna paterna uoizerò Workewoha KaleKristoss della famiglia Adwa, di per sé pronipote del ras Mikael Sehul da Adua, un principe del Tigrè, e sua moglie Aster Eyasu, figlia dell'Imperatrice Mantuab e del suo amante Melmal Eyasu. Melmal Eyasu era un principe Salomonico, e nipote di Bakaffa, vedovo dell'Imperatrice Mantuab.

Cassa poteva anche dichiarare la sua discendenza salomonica, in modo più indiretto tramite la famiglia di suo padre (i Tembien), oltre che attraverso un nesso femminile alla dinastia. Dimtsu di Inderta, padre di Amata Selassie apparteneva alla famiglia che verso la fine del Settecento ed i primi dell'Ottocento aveva mantenuto la signoria sulla regione del Tigrè, e sua madre discendeva dalla dinastia degli sciùm di Agame. La madre di Mercha, prima dama di Tembien era anche la pronipote di Suhul Mikael. Il Tigrè in quegli anni includeva la maggior parte di quello che oggi è lo Stato indipendente dell'Eritrea, oltre alla suddetta regione del Tigrè in Etiopia.

Azione politica[modifica | modifica wikitesto]

Il deggiasmac Cassa era un nemico acerrimo dell'Imperatore Teodoro II, e fornì assistenza logistica e politica alle forze britanniche che giunsero per sconfiggere Teodoro nel 1868. In segno di riconoscenza, i britannici consegnarono a deggiasmac Cassa un gran numero di armi da fuoco moderne in seguito al loro ritorno in patria successivo alla loro grande vittoria a Magdala. Questo gli diede la possibilità di controllare la provincia del Tigrè, e così divenne uno dei tre più potenti principi dell'Etiopia (gli altri erano il uagsciùm Gobasiè di Lasta e Uàg, che sarebbe divenuto il futuro imperatore Teclè Ghiorghìs II, e Sahle Mariàm re dello Scioa, in seguito divenne l'Imperatore Menelik II), ognuno di quali aspirava a diventare l'unico governatore, dal momento che tutti si dicevano discendenti di Re Salomone. La rivalità di Cassa con gli uagsciùm era complicata dal fatto che la sorella di deggiasmac Cassa, Dinqinesh Mercha, era sposata con uagsciùm Gobasiè. Solo 5 anni prima, uagsciùm Gobasiè aveva avuto un ruolo militare decisivo nella sconfitta dei rivali di deggiasmac Cassa, per farlo diventare il signore del Tigrè. La loro recente rivalità sfociò su un piano di vendetta personale.

Nel 1868, uagsciùm Gobasiè si proclamò imperatore "Teclè Ghiorghìs II dell'Etiopia" in Soqota, distretto di Uàg. Dal momento che l'abunà (capo della Chiesa ortodossa etiope) era morto da poco, non c'era nessuno per incoronare il nuovo imperatore col sacro rito. In uno sforzo mirato a che Cassa riconoscesse il suo titolo, Teclè Ghiorghìs concesse a suo cognato il titolo di "Reese Masafint", "Re-ese Mekwanint", o "primo tra i nobili". Il deggiasmac Cassa prontamente cominciò ad usare il titolo, ma ancora non riconobbe le aspirazioni di Teclè Ghiorghìs al trono e si rifiutò di omaggiarlo come Re.

Un ritratto europeo di Giovanni IV.

Azione militare[modifica | modifica wikitesto]

Allora Teclè Ghiorghìs fece la prima mossa, attraversando in forze il fiume Takazze, nel 1871 in guerra contro Cassa. Grazie all'addestramento che l'esploratore britannico John Kirkham aveva dato alle sue truppe. Il deggiasmac Cassa incontrò le forze superiori dell'Imperatore vicino ad Adua l'11 luglio di quell'anno, catturando e deponendo Teclè Ghiorghìs, che morì in prigionia l'anno successivo.

Da tempo Cassa si preparava per questo giorno, ed aveva raccolto fondi per pagare il Patriarcato Copto di Alessandria perché nominasse un nuovo arcivescovo reggente la Chiesa Etiopica. Comunque questa volta, invece di un singolo arcivescovo, aveva richiesto che il Patriarcato ne inviasse quattro per servire il gran numero di Cristiani in Etiopia e per coprire le più remote regioni dell'Impero. I nuovi vescovi giunsero nel giugno 1869. Erano guidati dall'abunà Atnatewos come arcivescovo, l'abunà Matewos per Scioa, l'abunà Petros per Goggiam e l'abunà Markos per Gondar (Anche se Markos morì poco dopo). Era stata la prima volta che il Patriarcato Copto di Alessandria aveva assegnato 4 vescovi per l'Etiopia.

Incoronazione e proclamazione imperiale ad Axum[modifica | modifica wikitesto]

L'abunà Atnatewos incoronò Cassa Imperatore in Axum il 12 gennaio del 1872. Cassa prese il nome ed il titolo di Imperatore Giovanni IV, Re di Sion e Re dei Re dell'Etiopia, diventando il primo Imperatore incoronato in quella città storica dal tempo di Fasilide nel 1632. Il ras Adal di Goggiam presto si sottomise a Giovanni e lo riconobbe come Imperatore, e venne ricompensato con il titolo di Negus del Goggiam, ed il nuovo nome di Tekle Haymanot. Durante il suo regno, Giovanni fu coinvolto in una serie di conflitti militari lungo le sue frontiere settentrionali. Il primo venne causato dal chedivè Isma'il Pasha d'Egitto, il quale cercò di portare l'intero bacino del Nilo sotto il suo controllo.

Gli Egiziani cercarono di istigare Menelik di Scioa contro l'Imperatore, ma si guadagnarono l'inimicizia di Menelik marciando dal porto di Zeila e occupando la città-stato di Harrar l'11 ottobre 1875. Sia Menelik che Giovanni consideravano Harrar come una provincia etiopica ribelle.

Battaglie di Gundat e Gura[modifica | modifica wikitesto]

Le due armate si scontrarono a Gundat, anche detta Guda-gude, la mattina del 16 novembre 1875. Gli Egiziani furono indotti a marciare in una valle stretta con pareti ripide, e vennero letteralmente spazzati via dai cecchini etiopici appostati sui monti intorno alla valle. In pratica l'intera forza egiziana, insieme ai suoi numerosi ufficiali di origine europea o nord-americana, fu distrutta.

Le notizie di questa disastrosa sconfitta non vennero fatte circolare in Egitto, per evitare di minare il governo del chedivè. Venne composto un nuovo nucleo combattente egiziano, che fu armato per tentare di vendicare la sconfitta di Gundat. Gli egiziani furono di nuovo sconfitti nella battaglia di Gura (7-9 marzo 1876), dove gli Etiopi vennero condotti di nuovo dall'Imperatore e dal suo generale, l'abile (futuro) ras Alula Engida. A questa vittoria seguì la sottomissione di Menelik a Giovanni (20 marzo 1878) che in cambio riconobbe il diritto ereditario di Menelik al titolo di re di Scioa e lo reincoronò il 26 marzo.


Battaglie dell'Impero Etiopico contro il Sudan[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto etiopico dell'Imperatore Giovanni IV.

Quando Muhammad Ahmad si proclamò Mahdi e condusse il Sudan ad una lunga e violenta rivolta, i suoi seguaci espulsero le guarnigioni egiziane dal Sudan, e le isolarono in luoghi come Suakin ed altri avamposti nel sud. Giovanni accettò la richiesta dell'Impero Britannico di permettere ai soldati egiziani l'evacuazione attraverso l'Etiopia, con l'accordo che gli Inglesi avrebbero sostenuto le rivendicazioni etiopiche su porti importanti come Massaua sul Mar Rosso per poter far transitare armi e munizioni, nell'eventualità che l'Egitto avesse dovuto ritirarsi dall'area. Ciò venne formalizzato da un trattato firmato ad Adua, noto come trattato di Hewett.

Questo causò l'ira dei seguaci del Mahdi contro l'Etiopia: ma il ras Alula sconfisse una loro armata di invasione nella battaglia di Kufit, il 23 settembre 1885. Allo stesso tempo, il Regno d'Italia prese il controllo del porto di Massaua, frustrando le attese degli Etiopi e facendo infuriare Giovanni. Questi cercò di intraprendere qualche trattativa con gli Italiani, in modo di potersi concentrare nella problematica lotta ai seguaci del Mahdi, anche se il ras Alula comandò di persona l'attacco contro le unità italiane che si trovavano nelle mal definite frontiere tra i due imperi. I problemi interni peggiorarono quando sia il negus di Goggiam che quello di Scioa si ribellarono contro Giovanni, e l'Imperatore dovette distrarre le sue truppe dalla lenta penetrazione italiana per affrontare la ribellione dei suoi vassalli. Giovanni represse con brutalità la ribellione del Goggiam, ma prima che potesse colpire Scioa arrivarono notizie del saccheggio di Gondar da parte delle forze del Mahdi, che avevano anche bruciato le chiese più sacre. L'Imperatore diresse allora le sue truppe verso nord, dalla provincia di Goggiam verso la frontiera col Sudan, per fronteggiare le armate del Mahdi.

Morte di Giovanni IV, conquista italiana dell'Eritrea[modifica | modifica wikitesto]

La vita di Giovanni IV arriva alla fine mentre egli fronteggia l'invasione dei seguaci del successore di Muhammad Ahmad, Abdallahi ibn Muhammad, nella battaglia di Metemma del 9 marzo del 1889. Mortalmente colpito da un cecchino durante la battaglia, venne portato nella sua tenda, dove riconobbe suo nipote, il ras Mangascià, come figlio naturale, e lo nominò erede (il figlio più anziano Araya Selassie era morto pochi anni prima). Morì poche ore dopo. Anche se l'armata etiopica aveva quasi annientato i nemici in questa battaglia, la notizia della morte del loro capo li demoralizzò e permise alle forze del Mahdi di contrattaccare, disfacendo le file degli Etiopi e catturando il corpo dell'Imperatore, che venne riportato nella capitale sudanese di Omdurman, dove la testa venne esposta infilzata su un'alabarda.

  • Anche se alcuni nobili del Tigrè comandati dal ras Alula tentarono di promuovere le rivendicazioni imperiali del figlio di Giovanni, Ras Mangascià Giovanni, molti dei parenti del monarca negli opposti schieramenti di Indarta e Tembien si ribellarono apertamente contro Mangascià. Il Tigrè venne sconvolto dalle ribellioni di parenti dell'Imperatore contro Mangascià e dalle lotte tra di essi. Menelik di Scioa approfittò dei disordini nel Tigrè, e dopo aver aperto la strada all'occupazione italiana di Hamasien, Serai e Akale Guzai, distretti che erano rimasti fedeli a Giovanni IV, si proclamò Imperatore d'Etiopia col nome di Menelik II.
  • La morte di Giovanni IV ridusse l'influenza dei tigraini nel governo, e permise la conquista da parte dell'Italia di ulteriori distretti, che portarono alla creazione della colonia italiana dell'Eritrea, anche se in seguito l'Imperatore Menelik II sconfisse l'Italia nella battaglia di Adua. La nobiltà tigraina poté conservare parte della sua influenza presso la corte imperiale di Menelik e successori, anche se non allo stesso livello dell'epoca di Giovanni IV. I discendenti di Giovanni governarono sul Tigrè come principi ereditari fino alla rivoluzione etiopica, e soltanto la caduta della monarchia nel 1974 pose fine al loro governo. Esistono due linee di discendenza da Giovanni IV: una attraverso il figlio più anziano, il ras Araya Selassie, per mezzo di suo figlio, il ras Gugsa Araya, e la seconda attraverso il ras Mangascià Giovanni. Giovanni IV viene ancora ricordato in Etiopia come un gran patriota e martire del suo paese e della fede cristiana. Lo si ricorda anche in Eritrea, dove gli venne dedicato l'aeroporto Giovanni IV. I musulmani lo ricordano con astio, per l'intolleranza verso la loro fede, l'oppressione dei loro diritti, oltre al modo aspro con il quale richiedeva la loro conversione.

Nota: le fonti danno sia il 1821 che il 1831 come possibile anno di nascita.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine di Salomone - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di Salomone
Gran Maestro dell'Ordine del Sigillo di Salomone - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Sigillo di Salomone
Gran Maestro dell'Ordine di Sant'Antonio - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di Sant'Antonio

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paul B. Henze. "Yohannes IV and Menelik II: The Empire Restored, Expanded, and Defended" in Layers of Time: A History of Ethiopia. New York: Palgrave, 2000. ISBN 0-312-22719-1
  • David Levering Lewis. "Pawns of Pawns" in The Race to Fashoda. New York: Weidenfeld and Nicolson, 1987. ISBN 1-55584-058-2
  • Angelo Del Boca, Gli italiani in Africa Orientale: 1. Dall'Unità alla Marcia su Roma, Oscar Storia Arnoldo Mondadori Editore, 1992, ISBN 88-04-46946-3

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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