Giovanni Battista Bachelet

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Giovanni Battista Bachelet
Giovanni Bachelet - Festa Unità Roma 2012.JPG

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XVI Legislatura
Coalizione L'Unione
Circoscrizione XV Lazio 1
Incarichi parlamentari
Componente VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico
Titolo di studio Laurea in fisica
Professione Professore ordinario

Giovanni Battista Bachelet (Roma, 3 maggio 1955) è un fisico e politico italiano.

È figlio del giurista Vittorio Bachelet, assassinato dalle Brigate Rosse.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in fisica, ha insegnato e fatto ricerca in Italia, alla Scuola normale superiore di Pisa e all'università di Trento, negli Stati Uniti d'America presso i Laboratori Bell[1] di Murray Hill, nel New Jersey, e in Germania presso il Max Planck Institut.[2] Nel 2000 è diventato professore ordinario alla Sapienza Università di Roma.[3]

Cresciuto nell'Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani, ha contribuito nel 1995 alla nascita dei Comitati Prodi, nel 2002 dell'associazione Libertà e Giustizia (della quale è tuttora Garante) e nel 2005 del comitato promotore del referendum costituzionale tenutosi l'anno successivo[4] che nel 2006 ha cancellato le modifiche costituzionali introdotte nel 2005 da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord e Udc.

Eletto deputato nel 2008, è stato in congedo obbligatorio fino alla fine della legislatura. Nel marzo 2013 ha preferito tornare al lavoro di professore universitario alla Sapienza.[5]

Ai funerali del padre nel 1980, durante la preghiera dei fedeli, aveva pronunciato le seguenti parole:[6]

« Preghiamo per i nostri governanti: per il nostro presidente Sandro Pertini, per Francesco Cossiga. Preghiamo per tutti i giudici, per tutti i poliziotti, i carabinieri, gli agenti di custodia, per quanti oggi nelle diverse responsabilità, nella società, nel Parlamento, nelle strade continuano in prima fila la battaglia per la democrazia con coraggio e amore.

Vogliamo pregare anche per quelli che hanno colpito il mio papà perché, senza nulla togliere alla giustizia che deve trionfare, sulle nostre bocche ci sia sempre il perdono e mai la vendetta, sempre la vita e mai la richiesta della morte degli altri. »

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni Bachelet con il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, la moglie Silvia Fasciolo e il primo figlio Vittorio il 12 febbraio 2010, trentesimo anniversario della morte di suo padre

Chiamato da Romano Prodi nel febbraio 1995 a coordinare gli allora nascenti "Comitati per l'Italia che vogliamo" a Roma e Provincia, ha concluso questa prima esperienza politica con le elezioni del 1996, sfidando Fini nel XXIV Collegio Camera della Provincia di Roma, perdendo con onore (41mila voti contro 49mila) e tornando per più di dieci anni alla vita ordinaria. Nell'ottobre 2007 è stato eletto alle primarie del Partito Democratico (PD) nella lista di Rosy Bindi al collegio di Roma centro. Alle elezioni politiche dell'aprile 2008 è stato eletto parlamentare alla Camera dei deputati nelle liste del PD. Alle primarie del PD dell'ottobre 2009 è stato eletto al collegio di Roma centro nella lista di Bersani. È stato dal 2010 al 2012 Presidente del Forum Istruzione del Neo Segretario Pier Luigi Bersani[7] del PD, di cui a gennaio 2013 ha presentato un rendiconto nel libro "Idee ricostruttive per la scuola".[8] Dal 2015 è membro del comitato scientifico del "Portale di documentazione LGBT" del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR). [9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]