Gioseffo Zarlino

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« Tutte le cose create da Dio furono da Lui col Numero ordinate »
(Gioseffo Zarlino)
Gioseffo Zarlino

Gioseffo Zarlino (Chioggia, 31 gennaio 1517Venezia, 4 febbraio 1590) è stato un compositore e teorico musicale italiano, cittadino della Repubblica di Venezia; gli viene attribuita l'invenzione della moderna armonia tonale, basata su due soli modi: il maggiore e il minore. Inoltre diede un notevole contributo alla teoria del contrappunto. Fu probabilmente il maggior teorico musicale del Rinascimento.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ricevette la sua prima educazione presso i frati francescani, nel cui ordine entrò a tutti gli effetti nel 1532. Del 1536 fu cantore alla cattedrale di Chioggia e, dal 1539, anche organista. In quello stesso anno divenne diacono.

Nel 1540 venne ordinato sacerdote e nel 1541 si recò a Venezia per studiare con Adrian Willaert, famoso maestro di cappella della Basilica di San Marco.

Nel 1565, dopo le dimissioni del successore di Willaert, Cipriano de Rore, divenne egli stesso maestro di cappella a San Marco, uno degli incarichi più prestigiosi in ambito musicale all'epoca, che tenne per ben 25 anni fino alla morte. Durante questo periodo ebbe modo di conoscere alcune delle figure principali della scuola musicale veneziana come Claudio Merulo, Girolamo Diruta e Giovanni Croce, così come Vincenzo Galilei, il padre di Galileo Galilei, ed il famoso polemista Giovanni Maria Artusi.

Opere e influenze[modifica | modifica wikitesto]

La sua fama principale è dovuta alla sua attività di teorico musicale. Egli codificò la divisione dell'ottava in dodici parti che descrisse nel trattato Istituzioni Armoniche. In quest'opera, pubblicata a Venezia nel 1558, Zarlino chiarisce come la musica sia innanzitutto un sapere o, meglio, una scienza fondata sulla quantificazione delle voci e dei suoni musicali. La definizione di musica come scienza esatta che si appoggia all'aritmetica era in pieno accordo con il fermento culturale rinascimentale nel quale viveva l'autore. Nel suo Dimonstrationi Harmoniche del 1571, Zarlino rivede il numero di modi per enfatizzare il Do nel modo Ionio, realizzando così un sistema basato su tonalità di scale maggiori e minori. I suoi lavori sulla teoria musicale, pubblicati per i tipi di Francesco Franceschi, raggiunsero tutta Europa alla fine del XVI secolo. Traduzioni e versioni con annotazioni erano molto comuni in Francia, Germania e Olanda, ove influenzarono la successiva generazione di musicisti che rappresentarono l'inizio della musica barocca.

A lungo gli è stata attribuita l'istituzione della nota Si nella scala, in realtà precedentemente introdotta da Bartolomeo Ramis de Pareja nel 1482, utilizzando il nome fittizio di Sancte Johannes.

Gioseffo Zarlino fu un compositore poco prolifico, tuttavia i suoi mottetti sono eleganti e dimostrano la maestria dello Zarlino nell'uso del contrappunto. Le sue composizioni utilizzano un linguaggio più conservatore di quelle dei suoi contemporanei: nei suoi madrigali, evitava addirittura i tratti omofonici, del tutto comuni presso gli autori coevi, preferendo utilizzare tecniche prettamente polifoniche, come nei mottetti. I suoi lavori pubblicati fra il 1549 ed il 1567, includono 41 mottetti, molti dei quali a cinque e sei voci, e 13 lavori profani, di cui principalmente madrigali a quattro e cinque voci.

Zarlino fu il primo a scoprire la supremazia della triade sull'intervallo, il che significa pensare in modo armonico. Il suo sviluppo del temperamento naturale proviene da un'imperfezione degli intervalli musicali nel sistema pitagorico. Con questa correzione egli desiderava ridare la massima purezza al suono con un sistema di dodici toni.

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Maestro Direttore della Serenissima Cappella Ducale di San Marco Successore
Cipriano de Rore 1565-1590 Baldassarre Donato
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