Gian Antonio Bernasconi

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Palazzo degli uffici e della presidenza dell'Olivetti (ex sede), in via Clerici a Milano (1951-1954)

Gian Antonio Bernasconi (Milano, 1911 – circa 1991) è stato un architetto, giornalista e docente italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo degli uffici e della presidenza dell'Olivetti (ex sede), in via Clerici a Milano (1951-1954). Foto di Paolo Monti.

Gian Antonio Bernasconi nacque a Milano nel 1911, dove studiò architettura e si laureò nel 1936.[1]

Architetto di numerosi progetti per sedi di uffici, di scuole, di negozi, oltre che interessato ai problemi urbanistici, nel 1938 incominciò la sua collaborazione con Adriano Olivetti,[1] dapprima come consulente di design e, dal 1945, come direttore dell'Ufficio Architettura Olivetti,[1] che si concretizzò con la realizzazione, assieme a Marcello Nizzoli e Annibale Fiocchi, del palazzo degli uffici e della presidenza dell'Olivetti, in via Clerici a Milano (1951-1954), dove l'inserimento della costruzione in una tranquilla via del centro storico fu temperato da un'architettura ineccepibile,[2] grazie all'uso di decorazioni in facciata e alla presenza all'interno di sculture marmoree che sottolinearono il carattere monumentale dell'edificio secondo i canoni dell'International style della fine degli anni cinquanta,[3] anche se l'utilizzo di frangi-sole verticali di alluminio ne ridusse la chiarezza di ordine interpretativo,[2]fu insignito del primo premio all'Esposizione internazionale di architettura di San Paolo del Brasile;[4] a quest'opera seguì il Complesso Olivetti a Ivrea (1960-1963).[5][6]

Dal 1950 Bernasconi svolse la sua attività in collaborazione con il fratello Emiliano (Milano 1919),[2] eseguendo dal 1955 al 1957, la sede della ditta Altimani a Milano, dove lo stile trovò una risoluzione equilibrata nei volumi e nel saggio uso di materiali, particolarmente del mattone a vista;[2] assieme a G. Mercandino, studiarono e attuarono il Piano di sviluppo turistico della provincia di Novara (1960), uno dei loro più riusciti lavori urbanistici.[2][5]

Dal 1960 al 1971 Gian Antonio Bernasconi si dedicò anche all'insegnamento, come docente di Composizione Architettonica in numerose università italiane.[1]

Dall'agosto 1965 al maggio 1970 si occupò di giornalismo, dirigendo la rivista di architettura, urbanistica e design Casabella.[1][7][8]

Fra le costruzioni di Gian Antonio Bernasconi si possono menzionare: la raffineria di Volpiano (Torino, 1971), la Petroleum House a Il Cairo (1977), il complesso per i servizi della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia (1976-1980) e la Cassa di Risparmio di Lucca (1982-1985).[5]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo degli uffici e della presidenza dell'Olivetti, in via Clerici a Milano (1951-1954);
  • Sede della ditta Altimani, a Milano (1955-1957);
  • Piano di sviluppo turistico della provincia di Novara (1960);
  • Complesso Olivetti, a Ivrea (1960-1963);
  • Raffineria di Volpiano, a Torino (1971);
  • Petroleum House, a Il Cairo (1977);
  • Complesso per i servizi della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia (1976-1980);
  • Cassa di Risparmio di Lucca (1982-1985).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Gian Antonio Bernasconi, su mamivrea.it. URL consultato il 2 giugno 2019.
  2. ^ a b c d e Gian Antonio Bernasconi, in le muse, II, Novara, De Agostini, 1964, p. 213.
  3. ^ Palazzo Uffici Olivetti, su ivreacittaindustriale.it. URL consultato il 2 giugno 2019.
  4. ^ Nizzoli, Marcello, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 2 giugno 2019.
  5. ^ a b c Bernascóni, Gian Antònio, su sapere.it. URL consultato il 2 giugno 2019.
  6. ^ Piemonte, Valle d'Aosta: Torino, Alpi, Monferrato, Verbano, Langhe, Ossola, su books.google.it. URL consultato il 2 giugno 2019.
  7. ^ Bernasconi, Gian Antonio, su archividigitaliolivetti.archiviostoricolivetti.it. URL consultato il 2 giugno 2019.
  8. ^ Casabella, su casabellaweb.eu. URL consultato il 2 giugno 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • R. Astarita, Gli architetti di Olivetti: una storia di committenza industriale, Milano, 2000.
  • P. Bonifazio e P. Scrivano, Olivetti costruisce: architettura moderna a Ivrea: guida al museo a cielo aperto, Milano, 2001.
  • Renato De Fusco, Mille anni d'architettura in Europa, Bari, Laterza, 1999, ISBN 978-88-420-4295-2.
  • (a cura di) M. Fabbri, La comunità concreta: progetto ed immagine. Il pensiero e le iniziative di Adriano Olivetti nella formazione della cultura urbanistica ed architettonica italiana, Roma, 1988.
  • G. Giudici, Design process Olivetti 1908-1983, Milano, 1983.
  • M. Labò, L'aspetto estetico dell'opera sociale di Adriano Olivetti, Milano=, 1957.
  • Werner Muller e Gunter Vogel, Atlante d'architettura. Storia dell'architettura dalle origini all'età contemporanea. Tavole e testi, Milano, Hoepli, 1997.
  • G. Pampaloni, Architettura e urbanistica degli anni Cinquanta alla Olivetti, Firenze, 1975.
  • Nikolaus Pevsner, John Fleming e Hugh Honour, Dizionario di architettura, Torino, Einaudi, 2005.
  • V. Vercelloni, Dizionario enciclopedico di architettura e urbanistica, Roma, 1969.
  • David Watkin, Storia dell'architettura occidentale, Bologna, 1990.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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