Gerardo Mercatore

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Gerardo Mercatore: ritratto dall'Atlas sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi et Fabricati Figura, 1595, incisione su rame di Frans Hogenberg.

Gerardo Mercatore, in olandese Gerhard Kremer, latinizzato in Gerardus Mercator (Rupelmonde, 5 marzo 1512Duisburg, 2 dicembre 1594), è stato un matematico, astronomo e cartografo fiammingo.

È celebre per i suoi studi nella cartografia e per aver inventato un sistema di proiezione cartografica che porta il suo nome.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque nel 1512 a Rupelmonde, nel comune di Kruibeke, poco distante da Anversa. La famiglia era tedesca e si era trasferita nelle Fiandre poco prima della sua nascita.[1][2]

Dal 1527 frequentò una importante scuola di tipo religioso a 's-Hertogenbosch dove ricevette una formazione classica nelle arti liberali. Il 29 agosto del 1530 si iscrisse presso l'Università di Lovanio; all'epoca latinizzò il proprio nome dal tedesco Kramer a Mercator (mercante o negoziante). Presso il Collegium Trilingue Lovaniense (si insegnavano latino, greco e ebraico), che era parte dell'università, seguì le lezioni del matematico Gemma Frisio, poco più vecchio di lui.[1] Concluse gli studi nel 1532.[2]

A Lovanio grazie alla frequentazione di Gemma Frisio e di Gaspard van der Heyden (o Gaspar à Myrica), orafo e incisore, Mercatore specializzò le proprie conoscenze in diversi ambiti, quali geografia, astronomia, cartografia e nei rilevamenti agrimensori; divenne costruttore di strumenti in ottone per l'astronomia e per l'agrimensura; si dedicò inoltre all'incisione su ottone e rame e alla calligrafia con scrittura corsiva.[1] Tra il 1535 e il 1537 realizzò le incisioni in rame per il globo terrestre e di quello celeste realizzati da Gemma Frisio e stampati da van der Heyden; nelle incisioni Mercatore utilizzò il carattere corsivo, scelta che influenzerà i cartografi successivi.[2]

Amplissima Terrae Sanctae Descriptio, 1537

Dal 1537 iniziò la pubblicazione autonoma di carte: la descrizione della Terra Santa (Amplissima Terrae Sanctae Descriptio, 1537), una piccola mappa del globo terrestre (Orbis Imago, 1538) e una mappa delle Fiandre (Exactissima Flandriae Descriptio, 1540).

Nel 1540 pubblicò un breve manuale sulla grafia corsiva intitolato Literarum latinarum, quas italicas, cursoriasque vocant, scribendarum ratio. Mercatore fu il primo ad usare sulle mappe geografiche il carattere corsivo migliorandone la leggibilità.

Nel 1541 e nel 1551 realizzò due globi complementari, uno terrestre e uno celeste, oggi custoditi nel Palazzo Ducale di Urbania.[3]

L'arresto per sospetto di eresia[modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio 1544 a Lovanio venne ordinato l'arresto di 43 persone per sospetto di eresia, cioè luteranesimo. Nell'elenco era incluso anche Mercatore, all'epoca assente a Rupelmonde; considerato un fuggitivo, fu imprigionato nel castello di Rupelmonde e vi rimase per alcuni mesi, nonostante la sua difesa da parte di professori dell'Università di Lovanio.[1]

Dopo la scarcerazione fu libero di continuare i propri studi e ottenne un privilegio per la pubblicazione di libri.[2]

Il trasferimento a Duisburg[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1552 Mercatore si trasferì con la famiglia a Duisburg che all'epoca si trovava nei Ducati Uniti di Jülich-Kleve-Berg. Probabilmente la motivazione non fu la maggiore tolleranza religiosa rispetto ai territori sotto dominio spagnolo, ma la possibilità di insegnare nell'università che intendeva fondarvi il duca Guglielmo.[1] Anche se l'università non venne realizzata, Mercatore rimase a Duisburg continuando la propria attività. Divenne proprietario di una casa e di alcuni terreni, e per tre anni, dal 1559 al 1562, insegnò geometria, matematica e cosmologia presso il locale ginnasio; nel 1564 fu nominato Cosmografo ducale.[2]

Gli ultimi anni furono segnati dalla malattia: nel 1590, a seguito di un ictus, la parte sinistra del corpo rimase paralizzata; nel 1593 soffrì di diversi disturbi a causa di un'emorragia cerebrale.[1]

Mercatore morì nel 1594 a Duisburg, ricco e rispettato, e fu sepolto presso la chiesa del Salvatore.

La nuova proiezione cartografica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Proiezione cilindrica centrografica modificata di Mercatore.
Nova et aucta orbis terrae descriptio ad usum navigantium emendata accomodata, 1569

Nel 1569 Mercatore pubblicò una carta del globo terrestre con una nuova proiezione, sottolineandone fin dal titolo l'utilità per la navigazione: Nova et aucta orbis terrae descriptio ad usum navigantium emendata accomodata. Tramite la proiezione introdotta da Mercatore, infatti, si ottiene una mappa conforme che mantiene gli angoli del globo terrestre, ideale per la navigazione tramite bussola.[1]

Deformazione della latitudine con la proiezione di Mercatore

La carta ottenuta è caratterizzata da una notevole deformazione della latitudine allontanandosi dall'equatore; i poli geografici, proiettati a una distanza infinita, non sono rappresentabili.

L'Atlante[modifica | modifica wikitesto]

Frontespizio illustrato di Atlas sive Cosmographicae Meditationes de Fabrica Mundi et Fabricati Figura

A partire dal 1585 Mercatore iniziò la pubblicazione del proprio Atlas con la distribuzione delle carte relative a Francia, Paesi Bassi e Germania. La seconda parte, relativa a Italia, Grecia e penisola balcanica, vide la luce nel 1589. Nonostante la malattia, proseguì i lavori per le carte della terza parte che però non riuscì a pubblicare prima della morte. Nell'aprile 1595 il figlio Rumold pubblicò la terza parte ristampando anche le prime due parti, con l'aggiunta di una biografia di Mercatore.[1]

Il mitologico Atlante, impegnato a sorreggere la sfera celeste, era raffigurato nel frontespizio e il suo nome in seguito passò a indicare le raccolte cartografiche.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Robert W. Karrow, Jr., Commentary (PDF), in Atlas sive Cosmographicæ Meditationes de Fabrica Mundi et Fabricati Figura, 2000. (archiviato dall'url originale il 10 marzo 2016).
  2. ^ a b c d e (EN) Gerardus Mercator, in Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. Modifica su Wikidata
  3. ^ Il Palazzo Ducale e i suoi tesori, su urbania-casteldurante.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Elvio Ciferri, Mercator Gerardus, in R.W. McColl (a cura di), «Encyclopedia of World Geography», vol. 2, New York, Facts on File, 2005, ISBN 0-8160-5786-9.
  • Mercatóre, Gerardo, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 6 marzo 2015.

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