Franz Kostner

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Franz Kostner (Corvara in Badia, 18771968) è stato un militare, alpinista e imprenditore italiano, appartenente alla minoranza linguistica ladina, sino al 1918 visse in territorio controllato dall'Impero austro-ungarico e prestò servizio nell'esercito imperiale.

Era zio dello sciatore alpino Cesco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque in un vecchio maso sui pendii del Col Alto a Corvara, rimase orfano con quattro fratelli a otto anni. A sedici anni lavorò come pastore presso un contadino a San Lorenzo di Sebato dove imparò il tedesco avendo fino a quel momento sempre parlato solo il ladino[1]. I figli dei contadini poveri delle valli ladine venivano spesso inviati nei masi delle vicine vallate di lingua tedesca (Val Pusteria e Val d'Isarco) per imparare la seconda lingua[2].

Nel 1897 divenne guida alpina. Fu arruolato nei Kaiserjäger nel 1898 a Riva del Garda e frequentò anche nello stesso periodo una scuola di giornalismo a Trento; due anni dopo[1] divenne sergente. Invitato dall'esploratore del Polo Nord Julius von Payer[1], prese parte a due spedizioni tedesche: nel 1902 sul Caucaso, nel 1907 nel Turkestan; nello stesso anno[1] divenne gestore dell'osteria Posta di Corvara. Nel 1913 avviò la costruzione del Rifugio Franz Kostner nel Gruppo del Sella, a 2.550 m s.l.m., che sarebbe stata completata soltanto nel 1988 dal figlio Erich[3].

Maggiore durante la Prima guerra mondiale, comandò il battaglione "Marebbe" dei Kaiserjäger-Standschützen ed ebbe la responsabilità del fronte del Col di Lana. Dopo la guerra nella natia Val Badia, divenuta italiana in seguito alla sconfitta austro-ungarica nel conflitto, continuò a lavorare come guida alpina. Sviluppò l'attività alpinistica nella vallata, aprendo numerose prime vie intorno a Corvara, e fondò una compagnia di trasporto che giunse ad avere fino a venti corriere, sei automobili e trenta dipendenti. Fu incorporata nella SAD che gli tolse le licenze per incomprensioni con il regime fascista. Costruì anche due centrali elettriche[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Nadia Ciocchetti, Nosta Jent.[non chiaro]
  2. ^ Francesco Rizzi, Mein Kampf um die Kunst.[non chiaro].
  3. ^ Scheda su Erich Kostner su Alta-badia.org, alta-badia.org. URL consultato il 24 dicembre 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (LLDITDE) Nadia Chiocchetti, Nosta Jent. Persones y personalités dla Ladinia/Personalità ladine/Ladinische Persönlichkeiten, Union Generela di Ladins dles Dolomites, ISBN 88-901703-4-4.
  • (DE) Francesco Rizzi, Mein Kampf um die Kunst, Editore Museo Storico in Trento, 1998, ISBN 978-88-7197-055-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]