Franco Debenedetti

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Franco Debenedetti

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XII, XIII, XIV
Gruppo
parlamentare
PDS e DS
Circoscrizione Torino Centro (XII e XIII)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico PDS, DS
Titolo di studio laurea in ingegneria
Professione imprenditore

Franco Debenedetti (Torino, 7 gennaio 1933) è un imprenditore e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di origine ebraica, figlio di Rodolfo Debenedetti e fratello di Carlo De Benedetti[1] (sebbene quest'ultimo abbia sempre preferito essere chiamato "De Benedetti" anziché - come risulterebbe all'anagrafe - "Debenedetti")[2], si laurea in ingegneria al Politecnico di Torino nel 1956. Lavora inizialmente nell'azienda di famiglia, per passare poi all'Olivetti nella quale rivestirà anche le cariche di vicepresidente e amministratore delegato.

Attualmente siede in alcuni consigli di amministrazione di società, enti e fondazioni, tra cui CIR, COFIDE, Piaggio, Fondazione Rodolfo Debenedetti, Fondazione Italia USA, Progetto Italia. È stato insignito di numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Ezio Tarantelli (1996) e il Premio Capalbio per l'Economia (1999). Dal 2008, insieme con Alberto Mingardi, conduce Blue-liberisti in Red per l'emittente privata Red Tv[3].

Ha pubblicato alcuni volumi tra i quali Sappia la destra (Baldini & Castoldi, 2001), Non basta dire no (Mondadori, 2002), Grazie Silvio (Mondadori, 2006), La guerra dei trent'anni - Politica e Televisione in Italia 1975 - 2008 (Einaudi 2009).

Impegno politico[modifica | modifica wikitesto]

Per tre legislature è stato eletto al Senato della Repubblica, rispettivamente del 1994, 1996 e 2001 per le liste del PDS e DS, dove ha fatto parte della Commissione Industria, Commercio e Turismo.

In occasione delle elezioni politiche italiane del 2013 non ha preso posizione per la sua area di origine, di centrosinistra, ma, pur non candidandosi, ha dichiarato una preferenza per il partito di orientamento liberista, di centrodestra, Fare per Fermare il Declino, guidato da Oscar Giannino[4].

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre 2015, insieme al fratello Carlo, è rinviato a giudizio per l'indagine sulle morti per amianto alla Olivetti: il processo di primo grado si conclude nel luglio dell'anno successivo con la condanna, identica a quella del fratello, a cinque anni e due mesi di reclusione [5].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • "Sappia la destra" (Baldini & Castoldi, 2001).
  • "Non basta dire No!" (Arnoldo Mondadori Editore, 2002).
  • "Occidente contro occidente" di André Glucksmann (Lindau 2004). Prefazione di Franco Debenedetti.
  • "La public company e i suoi nemici. Determinanti politiche di governo d'impresa" di Mark Roe (Il Sole 24 Ore, 2004). Prefazione di Franco Debenedetti.
  • "Grazie Silvio. Un «comunista» a Panorama" (Arnoldo Mondadori Editore, 2005).
  • "Quarantacinque percento. Una critica liberale al progetto Gentiloni sulla tv" (Rubbettino, 2007).
  • "La guerra dei trent'anni. Politica e televisione in Italia" coautore Antonio Pilati (Einaudi, 2009).
  • "Scegliere i vincitori, salvare i perdenti" (Marsilio Editori, 2016)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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