Alberto Mingardi

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(Alberto Mingardi intervistato sul Sole 24 Ore, 22 ottobre 2009[1])

Alberto Mingardi (Milano, 1981) è un giornalista, scrittore, e studioso libertariano italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il dottorato in Scienza della Politica conseguito all'Università di Pavia ha dato vita, con Carlo Lottieri e Carlo Stagnaro, all'Istituto Bruno Leoni, un centro-studi con sedi a Torino e Milano, di cui ora è Direttore Generale, che promuove le idee liberali. È Adjunct Scholar del Cato Institute di Washington DC.

Si occupa attivamente di questioni legate alle politiche pubbliche, soprattutto rispetto ai temi della teoria del monopolio e della sanità. I suoi interessi scientifici sono legati però alla storia delle dottrine politiche e in particolar modo a due autori quali Herbert Spencer e Antonio Rosmini: sul primo ha scritto una monografia, del secondo ha tradotto in inglese un testo politico, "La Costituzione secondo la giustizia sociale".[2]

Scrive regolarmente per The Wall Street Journal[3]. Ha collaborato con testate quali The Washington Post, l'International Herald Tribune, Financial Times, L'Agefi. In Italia ha collaborato come commentatore con Libero, il quotidiano diretto da Vittorio Feltri, fino al 2006, per poi passare a Il Riformista, fondato e diretto da Antonio Polito e poi successivamente al Sole 24 Ore, sotto la direzione di Gianni Riotta. Quando nel gennaio 2004 ha scritto per The Wall Street Journal un ritratto impietoso della politica economica del Governo italiano, Giuliano Ferrara[4] ha affermato su Il Foglio che quell'articolo rappresentava "una lettura indispensabile" per l'allora presidente Silvio Berlusconi. Nel 2008, insieme a Franco Debenedetti, ha condotto Blue-liberisti in Red per l'emittente privata Red Tv[5]. Attualmente collabora con l'inserto domenicale de Il Sole 24 Ore e, nel 2015, è diventato editorialista del quotidiano La Stampa.[6]

Ha curato diversi volumi. Il primo, nel 1999, è stato una raccolta di interviste realizzate via Internet a pensatori libertari.[7] Nel 2010 ha curato "Eppur si muove. Come cambia la sanità in Europa, fra pubblico e privato" con Gabriele Pelissero, ordinario di Igiene all'Università di Pavia e Vice Presidente del Gruppo San Donato. Nel 2011 è stata pubblicata in lingua inglese una sua monografia su Herbert Spencer.[8] Del filosofo inglese, nel 2016, ha anche curato la nuova traduzione del saggio del 1884, The Man Versus the State, per Liberilibri di Macerata: L'uomo contro lo Stato (il volume comprende anche Il giusto ruolo del governo).

Il suo saggio di maggior rilievo è L'intelligenza del denaro. Perché il mercato ha ragione anche quando ha torto (Marsilio Editori, 2013)[9][10][11][12].

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Studi di carattere accademico[modifica | modifica wikitesto]

  • (curato con Enrico Colombatto), Il coraggio della libertà. Saggi in onore di Sergio Ricossa, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2002.
  • Sphere Around the Person: Antonio Rosmini on Property, in Markets and Morality 7, no. 1, Spring 2004, pp. 63-97.
  • (a cura di) Antitrust. Mito e realtà dei monopoli, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2004.
  • (a cura di), I misfatti dell'istruzione pubblica di Denis de Rougemont, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2005.
  • "(a cura di), Cartello a perdere. Assicurazioni, antitrust e scambio di informazione, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2008.
  • "(a cura di), La crisi ha ucciso il libero mercato?", Torino, IBL Libri, 2009.
  • (curato con Gabriele Pelissero), Eppur si muove. Come cambia la sanità in Europa, fra pubblico e privato, Torino, IBL Libri, 2010
  • Herbert Spencer, New York-Londra, Continuum, 2011.
  • (a cura di) Thomas Hodgskin, Crimine e potere. Due lezioni londinesi, Macerata, Liberilibri, 2014
  • Thomas Hodgskin, discepolo anarchico di Adam Smith, Padova, Marsilio Editori, 2016.

Opere di vario genere[modifica | modifica wikitesto]

  • "Estremisti della libertà. Dialoghi sul libertarismo nell'epoca di Internet", con un'introduzione di Sergio Ricossa, Treviglio, Leonardo Facco Editore, 1998.
  • Sergio Ricossa, "Da liberale a libertario. Cronache di una conversione", a cura di Alberto Mingardi, Treviglio, Leonardo Facco Editore, 1999.
  • (a cura di) "Copia pure. Il diritto di copiare negli scritti dell'anarchico Benjamin Tucker", Roma, Stampa Alternativa, 2000.
  • (a cura di) "Fragole e dinamite", Roma, StampAlternativa, 2000.
  • "Lettera a un amico no-global", Soveria Mannelli, Rubbettino editore, 2004.
  • "Spiriti animali". La concorrenza giusta, (con Ettore Gotti Tedeschi), Milano, Università Bocconi, 2007.
  • "L'intelligenza del denaro. Perché il mercato ha ragione anche quando ha torto", Marsilio Editori 2013, 1ª ed., pp. 336.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ BrunoLeoni.it - "Sovvenzioni? No grazie"
  2. ^ Antonio Rosmini, "The Constitution Under Social Justice", Boston, Lexington Books, 2007.
  3. ^ Alberto Mingardi, The Wall Street Journal. URL consultato il 28 marzo 2011.
  4. ^ Discutere le critiche Panebianco e il Wall Street Journal: letture indispensabili per il Cav. [1]
  5. ^ Blue, liberisti in red Archiviato il 3 agosto 2009 in Internet Archive.
  6. ^ L'Ultimo Camerlengo: CHE CI FA UN LIBERTARIANO SUL GIORNALE NAZIONALE RENZIANO ?, su ultimocamerlengo.blogspot.it. URL consultato il 26 settembre 2015.
  7. ^ Fertilio Dario, Mingardi, le nuove frontiere dei libertari, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 26 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2015).
  8. ^ Bloomsbury.com, Herbert Spencer, su Bloomsbury Publishing. URL consultato il 26 settembre 2015.
  9. ^ Il mercato funziona perché non ha fine, Il Sole 24 ore. URL consultato il 22 aprile 2013.
  10. ^ Il libero mercato siamo noi, Corriere della Sera. URL consultato il 22 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il ).
  11. ^ Ma il denaro è davvero intelligente?, l'Unità. URL consultato il 22 aprile 2013.
  12. ^ È il mercato, bellezza. E ha sempre ragione lui, il Giornale. URL consultato il 22 aprile 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN59360791 · ISNI: (EN0000 0000 3637 6588 · LCCN: (ENn2003103874 · BNF: (FRcb150049129 (data)