Francesco Moneti (letterato)

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Ritratto di Francesco Moneti con un epigramma che allude alla sua fine per una caduta

Francesco Moneti (Cortona, 1635Assisi, 4 settembre 1712) è stato un religioso, astronomo e letterato italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Entrato nel 1651 nei frati minori conventuali della sua città, si interessò di astronomia e di astrologia oltre che di letteratura. E nelle sue opere si segnalò per uno stile satirico e franco, che gli costò diverse tribolazioni. Ad esempio, uno scritto a lui attribuito in occasione della morte del papa Clemente IX (9 dicembre 1669) gli valse alcuni mesi di carcere, da cui uscì nel 1671. Inoltre, in seguito, la sua composizione la Cortona convertita (1677), rivolta contro i gesuiti, gli valse la contrarietà di questi ultimi e lo costrinse a comporre, nel 1709 la Cortona nuovamente convertita, a mo' di ritrattazione.

Unendo la propria passione par l'astronomia a quella per le lettere, pubblicò annualmente, a partire dal 1684 e fino alla sua morte (1712), un almanacco (Apocatastasi celeste) contenente, oltre alle osservazioni astronomiche ed a predizioni astrologiche, anche numerose composizioni piacevoli, che spesso mostrano quanto in realtà egli considerasse con divertito distacco le proprie stesse "predizioni". L'opera ha continuato ad apparire con il suo nome anche dopo la sua morte (almeno fino al 1725), ma si trattava solo di almanacchi ispirati ad essa, e contenenti vari scritti del Moneti (si conosce, ad esempio, un altro testo ispirato a questo almanacco, dal titolo eloquente Gl' influssi delle stelle cavati dalli scritti del famoso astrologo Moneti. Sopra l'anno bisestile 1720).

Con i suoi scritti si guadagnò inimicizie ma si procurò anche i favori di quanti ne apprezzavano lo spirito pronto ancorché caustico. Tra questi ultimi vi erano il cardinale Francesco Maria de' Medici, fratello del granduca Cosimo III, ed il figlio di quest'ultimo, Ferdinando.

Nonostante la lepidezza dei suoi scritti, egli fu ricordato come un buon religioso, che onorò i doveri del suo stato. Tra l'altro, si tramanda come, pur avendo compito numerosi viaggi, non solo in Toscana ma anche in Umbria, Marche, Lombardia e Veneto, fosse solito viaggiare sempre a piedi ("il cavallo di san Francesco"), senza mai montare a cavallo o salire su di una carrozza. Secondo alcuni, questa sua consuetudine non sarebbe discesa tanto dal desiderio di attenersi alla semplicità francescana, quanto da una predizione che gli avrebbe fatto presentire che la sua morte sarebbe avvenuta in seguito ad una caduta. Che si trattasse di una vera predizione o di una voce propagata dopo la sua morte, è un dato di fatto che egli morì cadendo da una scala nel cortile del suo convento.

Se ai suoi tempi fu celebre soprattutto per le sue opere satiriche e burlesche, oggi il suo nome è legato soprattutto al conio di una parola sesquipedale, da molti considerata la più lunga della lingua italiana, vale a dire precipitevolissimevolmente, oltretutto utilizzata in un'opera pubblicata postuma, la Cortona convertita (la I edizione sembra essere quella di Parigi 1759):

« Come gonfio pallon che spesso balza
Quando è caduto, e vien gettato al piano
O che talor verso le stelle incalza
Di esperto giocator possente mano,
E da tal forza spinto assai s'inalza
Verso del cielo, ed il fermarsi è vano,
Perché alla terra alfin torna repente
Precipitevolissimevolmente

Così fa l'uom che a sommi gradi aspira,
E che superbo al merto altrui non cede,
Come s'avanza, incalza, ascende e gira
Con desìo di fermare in alto il piede.
Ma caduto ch'egli è, piange e sospira
Le perdute grandezze, e alfin si vede
In vece di portar corona e scetro
Sotto la più vil veste in un ferètro »
(Francesco Moneti, Cortona Convertita, canto III, LXV-LXVI)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vrania fatidica commedia nuoua da recitarsi nel Gran Teatro del Mondo in quest'anno 1685. Capriccio astromantipoetico di Francesco Moneti da Cortona. Dedicato all'illustrissimo (...) Bustico Dauanzati, Firenze : per Andrea Orlandini alla Condotta, 1685
  • Apocatastasi celeste per l'anno 1685. Discorso astrologico di Francesco Moneti da Cortona, Firenze: per Andrea Orlandini, alla Condotta, 1684
  • Apocatastasi celeste ouero fisicomatematiche riflessioni intorno alla reuolutione delle stelle, e influssi di quelle, per l'anno bisestile 1688. Discorso astrologico di Francesco Moneti da Cortona, Ancona: nella Stamperia Camerale, 1688
  • Apocatastasi celeste, ouero fisicomatematiche riflessioni intorno alla reuolutione delle stelle, & influssi di quelle per l'anno bisestile 1692. Discorso astrologico di Francesco Moneti da Cortona, Arezzo: nella Stamparia di Lazzaro Loreti, 1692
  • Apocatastasi celeste, ouero fisicomatematiche riflessioni intorno alla reuolutione delle stelle, & influssi di quelle per l'anno 1693. Discorso astrologico di Francesco Moneti da Cortona, Arezzo : per Lazzaro Loreti, [1692]
  • Apocatastasi celeste, ouero fisicomatematiche riflessioni intorno alla reuolutione delle stelle, & influssi di quelle per l'anno 1694. Discorso astrologico di Francesco Moneti da Cortona, Arezzo: per Lazzaro Loreti, 1693
    • idem per gli anni successivi fino a:
  • Apocatastasi celeste, overo annua revoluzione per gli avvenimenti del mondo nell'anno 1713. Discorso astrologico di Francesco Moneti da Cortona, Foligno : Per Pompeo Campana stampator pubblico, 29 dicembre 1712
    • Serie apocrifa, da
    • Apocatastasi celeste, overo annua revoluzione per gli avvenimenti del mondo nell'anno 1715. Discorso astrologico di Francesco Moneti da Cortona, Foligno : per Pompeo Campana stampator pubblico, 15 dicembre 1714 [contiene: Bertoldo vaticinante scherzo ideale, e poetico di Francesco Moneti], fino a:
    • Apocatastasi celeste, overo annua revoluzione per gli avvenimenti del mondo nell'anno 1725. Discorso astrologico di Francesco Moneti da Cortona, Foligno : per Pompeo Campana, 20 dicembre 1724 [contiene: Il pubblico mercato de' pazzi nella piazza di Parnaso]
  • La Sfinge in Parnaso ouero Sonetti enimmatici dati nuouamente alla luce con le loro dichiarationi di Francesco Moneti da Cortona, Arezzo : per Lazzaro Loreti, 1699
  • "Poesie e osservazioni del p. Moneti intorno all'istoria di Cortona", in: Domenico Tartaglini, Nuova descrizione dell'antichissima città di Cortona, Perugia 1700
  • Francesco Moneti, Specchio ideale della prudenza tra le pazzie, ovvero riflessi morali sopra le ridicole azioni, e semplicità di Bertoldino. Opera nuova e dilettevole, Firenze: M. Nestenus e A.M. Borghigiani 1707
  • La Cortona convertita poema satirico di F. Francesco Moneti, Parigi, 1759
  • Poesie del padre Francesco Moneti, in 2 tomi, Amsterdam [ma Firenze] : presso Ernesto Fraymann, 1790
  • Il mondo fallito su i banchi dell'ambizione e dell'interesse, scherzo poetico di Francesco Moneti da Cortona, Firenze: presso Attilio Tofani, 1823
  • Francesco Moneti, Alcune lettere inedite al principe Ferdinando de' Medici, con le risposte di quest'ultimo (pubblicate dal prof. Carlo Morfini), Massa: Tip. E. Medici 1898
  • Un poemetto inedito del P. Francesco Moneti ossia la Cortona aliberata dagl'aretigne, Cortona : Tipografia Sociale, 1899
  • Della vita e costumi de' fiorentini, poesia del padre Francesco Moneti ; Trionfo della lussuria, di maestro Pasquino ; I germini sopra quaranta meretrice della città di Fiorenza ; Pronostico alla villotta in lingua pauana, Bologna : Forni, 1967 [I edizione: Giornale di erudizione, Firenze 1888]
  • Francesco Moneti, Cortogna aliberèta : poema epicogiocoso in vernacolo cortonese, ed. critica a cura di Enzo Mattesini; con una premessa di Francesco Alessandro Ugolini, Perugia : Universita degli studi, 1980

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