Francesco Fontana (scienziato)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Ritratto di Francesco Fontana
Firma di Francesco Fontana (scienziato)

Francesco Fontana (Napoli, 1585 circa – Napoli, luglio 1656) è stato un astronomo e avvocato italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si sa poco della sua vita: laureato in legge presso l'università di Napoli, nel primo decennio del XVII secolo, passò presto allo studio delle scienze matematiche per seguire una precoce inclinazione (gli è attribuita la frase: "Ci sono più cose giuste in cielo che in una sentenza sulla terra").

Fontana acquistò popolarità come costruttore di cannocchiali kepleriani (a oculare convesso) che, sebbene capovolgessero l'immagine, risultavano più potenti di quelli galileiani (a oculare concavo).

Con i suoi telescopi il gesuita Giovan Battista Zupi osservò nel 1630, per la prima volta, le bande orizzontali dell'atmosfera di Giove e nel 1639 le fasi di Mercurio, ulteriore prova, insieme alle fasi di Venere osservate da Galileo nel 1610, che la teoria eliocentrica di Copernico fosse corretta.

Fontana tracciò, nel 1636, il primo disegno di Marte e ne colse la rotazione. Nel 1644 disegnò una carta della Luna. Si attribuì la scoperta del cannocchiale e del microscopio e pubblicò nel febbraio 1646 le Novae Coelestium Terrestriumque Rerum Observationes, un volume dove presentò tutte le sue osservazioni della Luna fatte dal 1629 fino al 1645, delle fasce scorte sul disco di Giove, delle strane apparenze di Saturno nonché delle stelle della Via Lattea.

Nel 1645 affermò di aver osservato un satellite di Venere (Paul Stroobant dimostrò nel 1887 che osservazioni del tutto simili non erano relative a un presunto satellite di Venere).

Nel luglio 1656 morì di peste a Napoli insieme a tutta la numerosa famiglia.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Novae coelestium terrestriumque, 1646

A Francesco Fontana sono stati intitolati due crateri:

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Questo testo proviene in parte dalla relativa voce del progetto Mille anni di scienza in Italia, opera del Museo Galileo. Istituto Museo di Storia della Scienza di Firenze (home page), pubblicata sotto licenza Creative Commons CC-BY-3.0
  • Francesco Stelluti, Persio tradotto..., Roma 1630, p. 47;
  • Athanasius Kircher, Ars magna lucis et umbrae, Romae 1646, pp. 16, 831;
  • Giovanni Battista Riccioli, Almagestum novum, Bononiae 1651, pp. 203, 208, 485 ss.;
  • Lorenzo Crasso, Elogii de gli huomini letterati, II, Venezia 1666, pp. 296-300;
  • Christiaan Huygens, Oeuvres complétes, I, La Haye 1888, ad Indicem;
  • Edizione nazionale delle opere di Galileo Galilei, XVII, pp. 192, 308, 363, 375, 383 s.; XVIII, pp. 18, 85; XX, p. 442;
  • Il carteggio linceo della vecchia Accademia di Federico Cesi, a cura di Giuseppe Gabrieli, in Memorie della Reale Accademia nazionale dei Lincei, classe di scienze morali storiche e filologiche, s. 6, VII (1942), pp. 1008, 1124, 1127, 1131, 1144 s., 1205;
  • Le opere dei discepoli di Galileo Galilei. Carteggio 1642-48, a cura di Paolo Galluzzi, Maurizio Torrini, I, Firenze 1975, ad Indicem;
  • Marin Mersenne, Correspondance, XV, Paris 1983, ad Indicem;
  • Matteo Barbieri, Notizie istoriche dei mattematici e filosofi del Regno di Napoli, Napoli 1778, pp. 134-138;
  • Pietro Napoli Signorelli, Vicende della coltura nelle due Sicilie, V, Napoli 1786, pp. 222-225;
  • Luigi Maria Rezzi, Sull'invenzione del microscopio, in Atti dell'Accademia Pontificia de' nuovi Lincei, V (1852), pp. 108 ss.;
  • Raffaello Caverni, Storia del metodo sperimentale in Italia, I, Firenze 1891, pp. 374-383, 510 ss.;
  • Antonio Favaro, Galileo e il telescopio di Francesco Fontana, in Atti e memorie dell'Accademia di scienze lettere ed arti in Padova, n.s., XIX (1903), pp. 61-71;
  • Carlo Vittorio Varetti, L'artefice di Galileo Ippolito Francini, detto il Tordo, in Rendiconti della Reale Accademia nazionale dei Lincei, classe di scienze morali storiche e filologiche, s. 6, XV (1939), pp. 254-261;
  • Giuseppe Gabrieli, Pratica e tecnica del telescopio e del microscopio presso i primi Lincei, in Rendiconti della Reale Accademia d'Italia, classe di scienze morali storiche e filologiche, s. 7, II (1941), pp. 34 ss.;
  • Gino Arrighi, Gli "occhiali" di Francesco Fontana in un carteggio inedito di A. Santini, in Physis, VI (1964), pp. 432-448;
  • Giovanna Baroncelli, L'astronomia a Napoli al tempo di Galileo, in Galileo e Napoli, a cura di Fabrizio Lomonaco, Maurizio Torrini, Napoli 1987, pp. 197-225.
  • Paolo Molaro, Francesco Fontana and the birth of the astronomical telescope, in Journal of Astronomical History and Heritage, 20 (3), pp. 271-288
  • Mauro Gargano, Della Porta, Colonna, and Fontana: the role of Neapolitan scientist at the beginning of the telescope era, in Journal of Astronomical History and Heritage, 22 (1), pp. 45-59

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN120787345 · ISNI (EN0000 0000 8013 1414 · SBN IT\ICCU\UBOV\473724 · LCCN (ENnb2001084828 · GND (DE128841796 · CERL cnp00513633 · WorldCat Identities (ENlccn-nb2001084828