Marin Mersenne

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Marin Mersenne

Marin Mersenne (Oizé, 8 settembre 1588Parigi, 1º settembre 1648) è stato un teologo, filosofo e matematico francese. È soprattutto noto per i numeri di Mersenne.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Cogitata physico mathematica, 1644

Nato da umili genitori di Oizé, Marin fu educato a Le Mans e presso il collegio gesuitico di La Flèche, dove conobbe Cartesio. Nel 1611 entrò nell'ordine dei Frati minimi, e dopo studi di teologia ed ebraico, professò i voti definitivi a Parigi, nel 1613.

Per un certo tempo insegnò filosofia a Nevers, ma rientrò a Parigi nel 1620, nel convento de L'Annonciade. Qui, insieme a figure brillanti come Cartesio, Pascal e Gilles Personne de Roberval, si dedicò allo studio della matematica e della musica. Mantenne una frequente corrispondenza con studiosi contemporanei, come Giovanni Battista Doni e Constantijn Huygens. Pubblicò degli scritti teologici come Quaestiones celeberrimae in Genesim (1623), 'L'Impieté des déistes (1624), e La Vérité des sciences (1624).

Morì nel 1648 per le conseguenze di un intervento chirurgico.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Mersenne è oggi ricordato per i numeri di Mersenne, ma egli non ebbe la matematica come centro delle sue attività, invece scrisse soprattutto di teoria musicale e teologia. Curò edizioni di Euclide, Archimede ed altri matematici greci, tuttavia il suo maggiore contributo fu l'estesa corrispondenza che ebbe con personalità scientifiche e matematiche del suo tempo. In un'epoca in cui ancora non esistevano giornali scientifici, Mersenne agì come veicolo per la circolazione di informazioni e scoperte.

Il suo lavoro filosofico è caratterizzato da una grande erudizione e dalla più stretta ortodossia. Il suo maggior contributo fu l'entusiastica difesa di Cartesio, di cui fu agente a Parigi, e che visitò nei Paesi Bassi. Portò a Parigi il manoscritto delle Meditazioni e ne difese l'ortodossia contro le critiche. Più tardi abbandonò il pensiero speculativo e tornò alla ricerca scientifica, in particolare a matematica, fisica ed astronomia. Il più noto dei suoi lavori di questo periodo è L'Harmonie universelle (1636), sulla teoria della Musica e degli strumenti musicali

L'Harmonie Universelle (1637)[edit][modifica | modifica wikitesto]

Questo libro contiene la legge di Mersenne che mette in relazione la frequenza di oscillazione con la tensione della corda. La frequenza è:

  1. Inversamente proporzionale alla lunghezza della corda (questo principio era già noto agli antichi, venne attribuito a Pitagora).
  2. Proporzionale alla radice quadrata di tensione della corda
  3. Inversamente proporzionale alla radice quadrata della massa per la lunghezza.

La formula per la frequenza più bassa è

 f=\frac{1}{2L}\sqrt{\frac{F}{\mu}}

dove f è la frequenza, L è la lunghezza, F è la forza e μ la massa per unità di lunghezza.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Opere di Mersenne[modifica | modifica wikitesto]

  • Euclidis elementorum libri, etc. (Paris, 1626)
  • Les Mécaniques de Galilée (Paris, 1634)
  • Questions inouies ou recreations des savants (1634)
  • Questions théologiques, physiques, etc. (1634)
  • L'Harmonie universelle, (Paris, Sébastien Cramoisy, 1636). In-folio. Riedito in facsimile dal Centre National de la Recherche Scientifique (C.N.R.S.), Paris, 1965-1986 (con annotazioni manoscritte dell'Autore ed introduzione di François Lesure), ISBN 2-222-00835-2. Uno dei tre tomi che compone quest'opera fu pubblicato in anticipo: Traité de l'orgue (Paris, Pierre I Ballard, 1635, riedizione in facsimile 1979). Disponibile nel progetto Gallica della Biblioteca Nazionale di Parigi
  • Nouvelles découvertes de Galilée (1639)
  • Cogitata physico-mathematica (1644)
  • Universae geometriae synopsis (1644)

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) John J. O'Connor e Edmund F. Robertson, Marin Mersenne in MacTutor, University of St Andrews, Scotland.
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