Fra Damiano da Bergamo

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Tarsia con solidi geometrici, Museo della basilica di San Domenico, Bologna
Tarsia con solidi geometrici, Museo della basilica di San Domenico, Bologna

Fra Damiano Zambelli, detto Damiano da Bergamo (Zogno, 1490 circa – Bologna, 30 agosto 1549), è stato un intarsiatore e religioso italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fra Damiano Zambelli nacque a Zogno nella contrada denominata Endenna, da una famiglia di falegnani, da Antoniolo marengone, per questo quando entrò nei Domenicani del convento di Santo Stefano in Bergamo, probabilmente non ancora ventenne, gli venne assegnato il ruolo di faber lignarius, si firmò sempre come fra Damiano da Bergamo perché questa era la città che l'aveva affiliato come monaco [1]. Venne mandato alla scuola di Sebastiano da Rovigo[2], probabilmente nei primi anni del 1500, perché nel 1504, gli vennero commissionato l'incarico per la realizzazione delle tarsie del coro della chiesa di Santo Stefano in Bergamo, su commissione di Alessandro Martinengo Colleoni, nipote del condottiero Bartolomeo Colleoni, la chiesa venne poi distrutta nel 1561 per la costruzione delle mura della città. Il lavoro delle tarsie venne eseguito con l'aiuto dell'allievo Giovan Francesco Capoferri di Lovere.

Fra Damiano era un intarsiatore esecutore, traduceva su legno, con legni differenti per darne la gradazione cromatica, i disegni di pittori e architetti[3]. Il lavoro delle tarsie di Bergamo venne completato entro il 1520. Non tutte le formelle della chiesa di Santo Stefano ci sono pervenute, sono 31 quelle conservate nella chiesa di San Bartolomeo[4].

Nel 1522 fra Damiano non viene invitato per la realizzazione delle tarsie del coro della Basilica di Santa Maria Maggiore, per le quali viene scelto il pittore Lorenzo Lotto per la creazione dei disegni, mentre per la realizzazione degli intarsi il giovane Capoferri. Questo creò amarezza nel frate che si sentì defraudato di un lavoro da chi conosceva bene [5].

Mandato a Bologna nel 1526, entrò nell'Ordine dei frati predicatori di Bologna nel 1528 dove fu nominato frate predicatore; eseguì la sua prima opera come intarsiatore ebanista nel coro della chiesa domenicana di San Giacomo a Soncino[6]. Grazie a questo lavoro venne rinominato intarsiatore, principale esecutore del coro della basilica di San Domenico a Bologna opera eseguita con l'aiuto del fratello Stefano Zambelli e il parente Francesco Zambelli, lavoro che terminò solo dal 1541 al 1549.

Nel 1536 lavorò presso la chiesa di San Pietro di Perugia, nel 1540 nel duomo di Genova sempre con l'aiuto di Francesco Zambelli [7]

Fra Damiano muorì il 30 agosto 1549, e sepolto nel convento accanto a padre Stefano Foscarari, il priore che per tanti anni lo aveva sostenuto nel lavoro delle tarsie, che non vide ultimate, ma quando venne drizzato il coro venne inserita questa incisione Fra Damianus Bergomas Conversus Ordinis Praedicatorum fecit MDL [8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ V. Polli, p.5
  2. ^ il sapere, http://www.sapere.it/enciclopedia/Damiano+da+B%C3%A8rgamo,+Fra'-.html. URL consultato l'8 luglio 2016.
  3. ^ Convento e chiesa dei santi Bartolomeo e Stefano, Frati dell'Ordine dei predicatori bergamo. URL consultato il 13 aprile 2016.
  4. ^ Chiesa di San Bartolomeo, comune di Bergamo. URL consultato il 13 aprile 2016.
  5. ^ Le Tarsie, p. 11
  6. ^ Chiesa di San Giacomo, prolocosoncino.it. URL consultato il 13 aprile 2016.
    «. Particolarmente pregevole è pure il coro ligneo in noce a doppio ordine con quarantaquattro stalli, realizzato nel 1507-08 dai conversi Frà Federico e Frà Damiano da Bergamo.».
  7. ^ Zambèlli, Damiano, detto fra Damiano da Bergamo, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 13 aprile 2016.
  8. ^ V. Polli, p. 25

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Elisabetta Nardinocchi, Guide al museo Horne, Firenze, Polistampa, 2011, ISBN 978-88-596-0969-8.
  • Vittorio Polli, Le tarsie di San Bartolomeo in Bergamo del Frate Damiano Zambelli, Ferrari editrice, 1995.

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