Fondazione Museo della Shoah

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Fondazione Museo della Shoah
Fondazione Museo della Shoah (Roma) 07.jpg
AbbreviazioneLa sede espositiva in via del Portico d’Ottavia 29
Tipono-profit
Fondazione2008
Fondatore
Sede centraleItalia Roma
PresidenteItalia Mario Venezia[1]
Sito web

Fondazione Museo della Shoah è una organizzazione senza scopo di lucro con sede a Roma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La fondazione nasce a luglio 2008 per iniziativa del Comitato promotore del progetto Museo della Shoah, comitato che si è costituito alla fine del 2006 per promuovere la realizzazione a Roma, così come nelle altre grandi città del mondo come Gerusalemme, Washington, Parigi, Berlino e Londra), di un museo dedicato alla Shoah.

La sede operativa della Fondazione (con ampia biblioteca e cineteca), è in via Florida 24, mentre lo spazio espositivo della Fondazione è in via del Portico d'Ottavia 29.

L'inaugurazione della sede espositiva della Fondazione Museo della Shoah a Casina dei Vallati è avvenuta il 16 ottobre 2015[2], a 72 anni di distanza dalla deportazione degli ebrei di Roma da parte dei nazifascisti[3]. Gli spazi donati alla Comunità ebraica dal Comune di Roma, sono stati inizialmente utilizzati per ospitare attività di ricerca, di formazione ed educazione legate alla Memoria. È prevista la custodia all'interno dell'edificio di documenti, fotografie, filmati, giornali d'epoca[4] e oggetti donati da oltre 70 famiglie e l'organizzazione di iniziative come mostre, viaggi, conferenze, seminari e convegni[5].

Soci fondatori[modifica | modifica wikitesto]

Tra i soci fondatori ci sono l'ente territoriale Roma Capitale, la Comunità ebraica di Roma, l'Associazione Figli della Shoah, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), la Provincia di Roma e la Regione Lazio. Il presidente è Mario Venezia.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Mostra 1938 Vite Spezzate Roma uno.jpg

Mostra Dalla terraferma alla terra promessa:: Aliya Bet dall’Italia a Israele, 1945-1948[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 25 novembre 2018, la Fondazione ha aperto al pubblico, presso lo spazio espositivo in Via del Portico d’Ottavia a Roma, la mostra: “Dalla terraferma alla terra promessa:: Aliya Bet dall’Italia a Israele, 1945-1948”. L'iniziativa, curata da Rachel Bonfil e Fiammetta Martegani e prodotta dal Museo Eretz Israel di Tel Aviv (MUZA), un racconto per immagini del viaggio attraverso l'Europa, l'arrivo in Italia (il principale paese europeo per le navi dei migranti verso l’Israele) e il nuovo viaggio verso la Terra promessa (il nascente stato di Israele) dei profughi sopravvissuti alla Shoah. Viene inoltre messo in rilievo il ruolo che l’Italia e le diverse gerarchie istituzionali italiane hanno avuto in questo esodo[6].

Mostra 1938 vite spezzate[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta del secondo capitolo nel ciclo espositivo realizzato dalla Fondazione in occasione dell’80esimo anniversario dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia[7].

Mostra Solo il dovere oltre il dovere. La diplomazia italiana di fronte alla persecuzione degli ebrei 1938-1943[modifica | modifica wikitesto]

La mostra mostra approfondisce il tema della propaganda antiebraica nazista e fascista analizzando le motivazioni, le forme, le dinamiche, i contenuti e i protagonisti di questo fenomeno. [8]

Mostre itineranti[modifica | modifica wikitesto]

Marcello Pezzetti 03.jpg

La fondazione ha organizzato anche una serie di mostre itineranti tra le quali: “La razza nemica. La propaganda antisemita nazista e fascista” presso il Palazzo Ducale di Lucca e “16 Ottobre 1943 – La Razzia” presso l'Università degli Studi di Macerata, per raccontare la storia di più di 1000 ebrei catturati il 16 ottobre 1943 a Roma e deportati nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, di cui solo 16 (quindici uomini e una donna) sarebbero ritornati[9].

In occasione dell’80 esimo anniversario delle leggi razziali fasciste, da gennaio a maggio 2018, la Fondazione, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per le pari opportunità, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR), ha organizzato la mostra itinerante “1938 La storia” a Cosenza (Liceo Fermi), Campobasso (Liceo Pagano), Ancona, Bologna, Taranto e Novara (Castello di Novara)[10].

Tutte le mostre sono state curate dallo storico Marcello Pezzetti e da Sara Berger.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2018, lo staff della Fondazione ha affiancato i ragazzi del Liceo linguistico Peano di Roma nella realizzazione di progetti scientifici di alternanza scuola-lavoro. Con Gangemi Editore, nella collana "Storia, Filosofia, Religione", è stato inoltre pubblicato il libro “Gli anni della vergogna 1938-1945. Il regime fascista, gli italiani e la persecuzione antiebraica”[11]. Un testo che spiega la nascita, l’evoluzione e le conseguenze delle leggi antisemite, pensato dalla Fondazione Museo della Shoah specificatamente per gli studenti delle scuole superiori.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN16147309947137850705 · GND (DE1112476652 · WorldCat Identities (EN16147309947137850705