Fico dottato

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Fico dottato
Fico Dottato - Giorgio Gallesio.jpg
Origini
Luogo d'origineItalia Italia
RegioneToscana
Zona di produzioneProvince di Arezzo, Firenze, Prato e Cosenza.
Dettagli
Categoriaortofrutticolo
RiconoscimentoP.A.T.
Settoreprodotti vegetali
 

Il Dottato, chiamato anche Ottato, è una varietà di fico domestico bìfere di origine italiana.

Molto coltivata nell'Italia meridionale[1], sua frutta è particolarmente apprezzata secca. Nella provincia di Cosenza la Denominazione di Origine Protetta "Fichi di Cosenza DOP" designa in modo esclusivo i frutti essiccati di fico domestico “Ficus carica sativa”, appartenenti alla suddetta varietà[2][3].

Come prodotto agroalimentare tradizionale (PAT)[4], il fico dottato è anche coltivato nelle zone collinari in piante sparse in moltissime aziende agricole delle province di Arezzo, Firenze e Prato.

Riguardo all'origine del nome sono state formulate molte proposte (lat. Optatus, lat. Ficus cottana, it. ad otta 'al momento giusto', it. dote), ma gli etimologi sembrano più inclini a ritenere il nome della pianta legato al toponimo Ottati, comune dell'attuale provincia di Salerno.[5]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È conosciuto dai latini come il Ficus Carica (nome attuale della specie): Plinio il Vecchio lo vanta come uno dei migliori a seccare. Il monaco vallombrosano Vitale Magazzini, nel 1625, in Coltivazione toscana enumera gran varietà di fichi per l'essiccazione tra gli altri i dottati[6]: "che dovrebbero seccare al sole e non in forno". Il dottato appare anche negli scritti di Pier Antonio Micheli e nei dipinti di Bartolomeo Bimbi, tutti i due al servizio di Cosimo III. Giorgio Gallesio nel suo libro illustrato Pomona Italiana[7], tra le altre varietà di frutta, gli dedica una tavola.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Consumo[modifica | modifica wikitesto]

Fichi secchi[modifica | modifica wikitesto]

Per millenni, nel bacino del Mediterraneo, i fichi principalmente secchi sono addomesticati e considerati dall'uomo come un alimento con qualità tonificanti e di conservazione. Nel corso dei secoli, nelle province di Salerno e Cosenza, essi diventano una risorsa economica importante per gli agricoltori che hanno creato una vasta gamma di derivati, oggi, tutelati dalla denominazione di origine: "Fico Bianco del Cilento" DOP e "Fichi di Cosenza" DOP.

Grappa aromatizzata ai fichi[modifica | modifica wikitesto]

In Provincia di Reggio Calabria, nel basso ionio reggino (Area Grecanica), i fichi raccolti, caratterizzati da proprietà uniche derivanti dal particolare microclima, sono utilizzati per produrre la grappa aromatizzata ai fichi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ugo Fiorini, Il Fico - Pianta mediterranea della fortuna, Edizioni Masso della Fate, 2000, ISBN 88-87305-10-2

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]